Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02257 presentata da CARUANO GIOVANNI BATTISTA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000223
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle politiche agricole e forestali e dell'interno, per sapere - premesso che: a causa della forte concorrenza della produzione agrumicola di alcuni Paesi europei, ed extraeuropei, il comparto agrumicolo siciliano soffre di una grave crisi commerciale che ha ridotto notevolmente il reddito dei produttori costretti a vendere un prodotto di qualita', come l'arancia a polpa rossa, a prezzi irrisori rispetto ai costi energetici, dei trasporti, del denaro, del lavoro (nonche' ai costi affrontati per l'irrigazione, la potatura, la concimazione); nonostante il varo del piano agrumicolo nazionale, e l'adozione da parte del Parlamento di una serie di provvedimenti legislativi per la riduzione dei costi di produzione, nonostante gli obiettivi raggiunti con l'avvio dei patti territoriali e dei contratti di programma, la regolarizzazione delle figure miste, il riconoscimento dell'isola quale zona agricola svantaggiata, le nuove norme per OP e MOC, in Sicilia c'e' la ineludibile necessita' di accedere a forme di sostegno immediato ed eccezionale che possano, tempestivamente, far registrare ricadute positive sul reddito dei produttori, e scongiurare la chiusura di migliaia di aziende; per effetto di una produzione superiore del 30 per cento a quella normale, e della ritardata maturazione del prodotto dovuta a fattori climatici straordinari, gran parte della produzione agrumicola delle province di Catania, Siracusa, Ragusa, Palermo risulta invenduta a causa della perdurante presenza sui mercati italiani della produzione spagnola e greca (quest'anno quantitativamente superiore anch'essa alla media) in un periodo nel quale - tra meta' dicembre e fine marzo - le arance tarocco, moro e sanguinella siciliane hanno, di norma, trovato spazi commerciali sufficienti; i Ministri De Castro e Bianco nel corso di due incontri, tenutisi il primo a Roma il 21 gennaio, e il secondo a Catania il 4 febbraio, hanno assunto impegni precisi, di fronte alle organizzazioni sindacali dei produttori, dei lavoratori, degli operatori commerciali e ai rappresentanti dei sindaci dei comuni agrumicoli, in merito: 1) alla costituzione di una unita' di crisi presso il Mipa, 2) al ritiro dal mercato, per destinarle ad aiuti alimentari, di 23 mila tonnellate di arance per complessivi 10 miliardi di spesa, 3) alla verifica dei quantitativi di prodotto concorrente in ingresso da Paesi extraeuropei per l'eventuale attivazione del blocco delle importazioni, ed all'attivazione dei controlli di qualita' sulle importazioni, 4) alla verifica dell'applicabilita' alla Sicilia dello sconto sui trasporti per l'insularita' dei territori di produzione degli agrumi; numerosi sindaci dei comuni agrumicoli hanno denunciato in questi giorni ai prefetti delle province di Catania e Siracusa una allarmante crescita della tensione sociale provocata dal perdurare di una drammatica crisi della quale non s'intravede nessuno sbocco positivo; le stesse organizzazioni dei produttori, i sindacati dei lavoratori, gli operatori commerciali denunciano il ritardo nella costituzione dell'unita' di crisi e, conseguentemente, della mancata attivazione di tutte quelle iniziative annunciate volte a garantire una risposta, seppure insufficiente, all'attuale situazione di emergenza -: quali ragioni abbiano impedito l'attuazione tempestiva delle azioni annunciate; se, e entro quanto tempo, il Governo intenda porre in essere altre e piu' consistenti misure di aiuto diretto ai produttori utilizzando, per l'emergenza, risorse aggiuntive, stante l'aggravarsi della crisi nelle campagne. (2-02257)