Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00875 presentata da PEZZONI MARCO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000223
La III Commissione, premesso che: dai dati ufficiali si stima che attualmente nel Kurdistan iracheno sono presenti 18-20 milioni di mine. Di esse il 90 per cento circa e' di produzione italiana. Molte di tali mine furono vendute dall'Italia all'Iraq nel 1975, prima della guerra contro l'Iran, ed utilizzate contro il popolo curdo. Le aree del territorio maggiormente minate sono quelle ai confini con l'Iran e la Turchia; la ricognizione dei campi minati e' stata effettuata dall'Unops negli anni 1991-1992. A seguito delle piogge e delle naturali modifiche delle caratteristiche geomorfologiche del territorio la posizione delle mine cambia nel tempo, e cio' comporta un incremento di rischio per la popolazione ed una maggior difficolta' nelle operazioni di sminamento; nel territorio del Kurdistan iracheno l'attivita' sminamento e' condotta, oltre che dall'Unops (Un) dalle seguenti tre Ong: Mag - Mines advisory group (Gran Bretagna): Npa - Norwegian people aid (Norvegia); Solidarity (Regione autonoma del Kurdistan iracheno); il costo medio stimato per l'attivita' di sminamento e' di 5 dollari a metroquadro ovvero 650 dollari a mina. La Npa ha un'attivita' di sminamento pari a circa 770 mine/anno. Simili gli ordini di grandezza delle attivita' condotte dalle altre tre Ong presenti sul territorio. Tale attivita' e' assolutamente inadeguata, considerati i circa 20 milioni di mine presenti sul territorio. La Npa e' presente in Kurdistan dal 1995. Come la Mag si avvale di sminatori locali (attualmente 73 persone) che vengono addestrati da personale esperto della Ong (2 istruttori) per un periodo di circa quindici giorni. L'addestramento all'attivita' di sminamento e' conforme alle procedure operative internazionali dettate dallo Standard operating procedure, che consente di condurre le operazioni di bonifica di mine in condizioni di massima sicurezza, garantendo nel contempo la qualita' del lavoro svolto; le Ong che operano sul territorio effettuano altresi' attivita' formative verso la popolazione, per prevenire il rischio associato alle mine e ridurre il numero delle vittime. Tali campagne hanno un ruolo di primaria importanza nella lotta alle mine, considerato che la maggior parte delle vittime delle mine sono i bambini che vivono nei campi di rifugiati o nei villaggi agricoli o i piccoli pastori, che ne rimangono uccisi o orrendamente mutilati. Ogni mese sono centinaia le vittime. Investendo in efficaci campagne di prevenzione il numero delle vittime potrebbe ridursi drasticamente; purtroppo nel corso del 2000, a seguito dell'emergenza dovuta al Kosovo, e' prevista una diminuzione di budget per tali Ong in Kurdistan. A risentire della riduzione del budget, oltre l'attivita' di sminamento propriamente detta, sara' l'attivita' di prevenzione, gia' di per se' carente, che veniva condotta nelle scuole e nei villaggi; con la legge approvata al Parlamento n. 347 del 1997 l'Italia si e' impegnata alla rinuncia definitiva alla produzione e al commercio delle mine antipersona ed alla distruzione degli arsenali di tali ordigni. Il 10 febbraio 1999 la Camera dei deputati ha approvato definitivamente la ratifica del trattato di Ottawa, firmato il 2 dicembre 1997 dal Ministro degli esteri Dini; impegna il Governo a sostenere le campagne internazionali antimine nel Kurdistan iracheno, garantendo un adeguato contributo finanziario e tecnico allo sviluppo di efficaci campagne di prevenzione di sminamento e di riabilitazione delle vittime. (7-00875)