Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02273 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20000301
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle finanze, per sapere - premesso che: la II Sezione del tribunale amministrativo regionale del Lazio, a seguito del ricorso della Dirstat, ha disposto con ordinanza che il ministero delle finanze assicuri il corretto svolgimento delle procedure concorsuali ed ha imputato al ministero una 'condotta omissiva' in merito 'all'attuazione di puntuali disposizioni del contratto collettivo di lavoro relative al personale con qualifiche dirigenziali con lesione delle aspettative dei dipendenti'; nell'ordinanza, il Tar ha nominato uno dei sottosegretari della Funzione pubblica quale commissario ad acta deputato a sostituirsi all'amministrazione ove questa non ottemperi all'adozione dei provvedimenti prescritti nel termine di 30 giorni dalla notifica dell'ordinanza stessa; il sindacato dei dirigenti pubblici, la Dirstat, ha denunciato che 'i vertici delle finanze hanno eseguito in questi ultimi mesi nomine di dirigenti sulla base di criteri aleatori e incontrollabili' ed ha accusato l'amministrazione di 'operare al di fuori della legalita''; con interpellanza Taradash n. 2-02096, presentata il 26 novembre 1999, che non ha ricevuto risposta, si chiedeva al Presidente del Consiglio dei Ministri quali fossero stati i criteri in base ai quali erano stati rimossi dall'incarico circa 50 dirigenti pubblici, tra cui da notizie di stampa (Il Messaggero, 25 novembre 1999) erano compresi circa 7 dirigenti del ministero delle finanze; e se il Governo non ritenesse opportuno definire a priori i criteri di rimozione dei dirigenti pubblici al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, pubblicita' e imparzialita' nell'azione amministrativa; il 2 dicembre 1999, il sottosegretario di Stato per le finanze, l'onorevole Fausto Vigevani, in risposta all'interpellanza urgente Taradash, n. 2-02101, (sottoscritta da 42 deputati), relativa al rapporto della Corte dei conti al Parlamento del giugno 1999 nel quale si rilevava la mancata adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti del ministero, la maggior parte dei quali di qualifica dirigenziale sottoposti a procedimenti penali o condannati, anche in via definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione, anche a fronte dei rilievi della Corte che giudicava quello dell'amministrazione un 'atteggiamento atarassico che non trova limite', ha dichiarato: 'Non abbiamo, infatti, alcuna intenzione di minimizzare o ridurre la portata del guasto: il guasto c'e' e, oltre ad essere grave di per se' stesso, e' anche di grave pregiudizio alla ricostruzione di un rapporto solido di fiducia tra i cittadini e lo Stato. Le ragioni di questo guasto - come gia' in passato il Ministro delle finanze ha ampiamente illustrato al Parlamento - risiedono nei vincoli ai quali la normativa fissata dalle leggi e dai contratti collettivi sottopone l'azione disciplinare del l'amministrazione' -: quali siano i criteri in base ai quali abbia gestito la politica del personale con qualifiche dirigenziali, quali e quante siano state le nomine e le rimozioni disposte; se non ritenga necessario adottare ogni iniziativa necessaria per garantire che la nomina e la rimozione di personale con qualifica dirigenziale siano realizzate in conformita' con le disposizioni di legge e regolamentari vigenti e siano in particolar modo sempre improntate a criteri di trasparenza, pubblicita' ed imparzialita'. (2-02273)