Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02284 presentata da CARRARA CARMELO (MISTO) in data 20000302
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri della sanita' e per gli affari regionali, per sapere - premesso che: le aziende Civico e Cervello di Palermo sono state autorizzate dal ministero della sanita' ad effettuare interventi di trapianto terapeutico di fegato, rene e pancreas prelevato da cadaveri e di rene da donatore vivente nell'ambito del progetto di sperimentazione gestionale approvato dalla Conferenza Stato-regioni il 20 marzo 1997 che ha dato luogo alla creazione a Palermo della SRL 'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (IsMeTT)' in partnership con l'University of Pittsburgh Medical Center System (UPMCS) che prevedeva fossero raggiunti nel triennio di sperimentazione (e cioe' entro il 20 marzo 2000) una serie di obiettivi, tra i quali in via prioritaria: a) l'incremento del 20 per cento annuo dei prelievi di organi da cadavere a scopo di trapianto terapeutico; b) l'incremento del 30 per cento annuo dell'attivita' di trapianto di rene da cadavere; c) l'inizio dell'attivita' di trapianto di pancreas, di rene di polmone e di cuore; d) la riduzione della richiesta di prestazioni sanitarie fuori della regione siciliana; la regione Sicilia, in esecuzione del progetto di sperimentazione gestionale e degli obblighi assunti con l'accordo di programma firmato il 18 aprile 1997 dal Presidente della regione siciliana e dal presidente dell'University of Pittsburgh Medical Center System (UPMCS), ha autorizzato le aziende sanitarie Civico e Cervello di Palermo a costituire con UPMCS la Societa' Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (IsMeTT srl) e risulta che abbia erogato fino ad oggi a tale societa' la somma complessiva di circa 90 miliardi per la corresponsione del compenso annuo di gestione al partner UPMCS e per le spese correnti dell'istituto; dall'analisi dei dati, invece, gli obiettivi principali di tale sperimentazione sono stati totalmente mancati. In particolare dai dati dell'Istituto superiore di sanita' risulta proprio che: l'attivita' di prelievo di organi in Sicilia dall'inizio della sperimentazione gestionale e' diminuita da 3,9 prelievi per mil/ab nel 1997 a 3,3 nel 1998 e a 2,7 nel 1999 e cio' in netta controtendenza rispetto ai dati rilevati presso altre regioni italiane; gli interventi di trapianto di rene da donatore cadavere sono diminuiti da 6,5 per ml/ab nel 1997 a 6,3 nel 1998 e a 4,9 nel 1999; nessun intervento di trapianto di pancreas, di rene pancreas, di polmone e di cuore risulta effettuato presso l'IsMeTT fino ad oggi. In conseguenza di cio' organi preziosi sono rimasti non utilizzati e i pazienti siciliani hanno continuato ad affidarsi ai cosiddetti 'viaggi della speranza' presso altre regioni o addirittura in paesi esteri per ottenere interventi di trapianto, con conseguente grave danno anche dal punto di vista economico. Di contro l'IsMeTT ha effettuato interventi di chirurgia generale che sono al di fuori del motivo per cui e' stato istituito; l'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 al comma 3 dispone che 'la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome verifica annualmente i risultati conseguiti sia sul piano economico che su quello della qualita' dei servizi'; con ordine di servizio del 14 febbraio 1996 e del 17 giugno 1996 il presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ha assegnato al Nucleo di valutazione della segreteria della Conferenza il compito di 'valutare e verificare annualmente i risultati conseguiti sia sul piano economico che su quello della qualita' dei Servizi' dai progetti di sperimentazione approvati; permane la condizione di grave inosservanza delle condizioni contenute nella nota 27 gennaio 1999 (DPS/TO55/9/109) del direttore del dipartimento delle professioni sanitarie del ministero della sanita', dottor Raffaele D'Ari, ai direttori generali delle aziende Civico e di Cervello, alle quali condizioni era subordinata l'autorizzazione ministeriale alle attivita' di trapianto di organi nell'ambito del progetto di sperimentazione gestionale, cosi' come permane la richiesta dei chirurghi dell'ospedale Civico di essere cancellati dall'e'quipe di trapianti dell'IsMeTT; l'attivita' di trapianto svolta dall'IsMeTT non e' pienamente conforme alle procedure previste e, in particolare, la valutazione dell'istocompatibilita' del donatore prevista dall'articolo 3 della legge n. 458 del 1997, non e' stata pienamente rispettata e, a seguito di cio', si e' dovuto registrare l'insuccesso di qualche trapianto; l'IsMeTT ha omesso di trasmettere al centro regionale di riferimento per i trapianti della regione Sicilia, i dati sull'attivita' di trapianto sin qui svolta ed i relativi risultati; risulta non spiegabile che presso l'IsMeTT venga svolta attivita' chirurgica convenzionale (chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia toracica eccetera) non correlabile quindi a quella di trapianto, il che comporta un'attivita' a costi enormemente superiori a quelli necessari per gli stessi interventi normalmente eseguiti nelle divisioni operanti all'interno della stessa azienda ospedaliera Civico, sede della sperimentazione gestionale, poiche' i rimborsi risultano abnormemente superiori a quelli stabiliti dal Servizio sanitario nazionale, attraverso i D.R.G.; a tutt'oggi inoltre si riscontrano una serie di gravissime irregolarita', stante: a) la diversita' del soggetto autorizzato all'attivita' di trapianto (le aziende ospedaliere Civico e Cervello) e quello che effettivamente gestisce l'attivita' di trapianto (IsMeTT) e che l'attivita' continua in assenza di qualsiasi convenzione e di effettivo controllo sulla qualita' e sulla tecnica impegnate, nonche' sulle risorse economiche, impiegate senza alcun vaglio tutorio; b) la posizione dei chirurghi che effettuano gli interventi i quali, contrariamente a quanto previsto dalla legislazione vigente, sono a tutti gli effetti professionisti dipendenti da un soggetto privato (UPMC-Italy) ai quali viene corrisposto un compenso per ogni intervento effettuato; c) il rimborso annuo, stabilito in circa ventimiliardi di lire finalizzato al trasferimento di Know How, ma l'IsMeTT ha costantemente perseguito la politica di chiusura nei confronti delle professionalita' esistenti nel territorio e con cio' venendo quindi meno all'impegno contrattuale assunto; d) l'intera attivita' dell'Istituto risulta totalmente affidata al partner americano, il quale seleziona e assume il personale (con contratto di diritto privato ma con soldi pubblici), ordina materiali e presidi sanitari (con procedure di tipo privatistico ma ancora con soldi della Regione) e, infine, organizza l'attivita' clinica e regolamenta le modalita' di accesso all'istituto dei pazienti: infatti all'IsMeTT non si accede, ne' attraverso il pronto soccorso ne' con una proposta del medico curante, come avviene nei normali reparti ospedalieri e nelle case di cura, ma attraverso 'informali contatti'. Insomma, contrariamente a quanto stabilito dalla Conferenza Stato/Regioni e' nata una struttura sanitaria che svolge attivita' di assistenza medico/chirurgica, compresa quella di trapianto, che non sono certamente quelle previste dalla legge ed obbligatorie per tutti gli altri centri italiani, interamente gestita e controllata da uno staff di dirigenti italiani ed americani che non rispondono del loro operato a nessuno se non ai loro superiori dell'UPMC; alla regione siciliana tocca, nel frattempo, pagare i salatissimi conti -: se il Ministro per gli affari regionali voglia riferire in merito all'esito delle verifiche sull'andamento della sperimentazione gestionale effettuata dal nucleo di valutazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; quali provvedimenti urgenti il Ministro della sanita' intenda adottare in merito agli episodi denunziati i cui vizi di legittimita' possono presentare risvolti di natura diversa e mortificano non solo i sanitari delle aziende ospedaliere siciliane, ma tutti i cittadini che vedono un soggetto privato che svolge, senza alcune regole e controllo attivita' assistenziali con denaro della regione, ma con procedure, selezioni e metodi di organizzazione di attivita' clinica e di accesso dei pazienti arbitrarie e del tutto privatistiche, penalizzanti per l'erario e per le due aziende ospedaliere coinvolte; con quale criterio di valutazione, rispetto ad altri, il responsabile dell'IsMeTT professor Ignazio Marino sia stato nominato facente parte del C.N.T. da poco istituito sotto la direzione del direttore dell'Istituto superiore di sanita'. (2-02284)