Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07467 presentata da MANTOVANI RAMON (MISTO) in data 20000302
Ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, del commercio con l'estero e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in data 30 dicembre 1999 il Governo ha presentato in Parlamento un disegno di legge per la riduzione del debito estero dei paesi poveri (ddl n. 6662); nel testo della relazione di accompagnamento al disegno di legge si fa riferimento a circa 3000 miliardi di lire di crediti 'inesigibili', riconducibili al Mediocredito centrale (crediti di aiuto) e alla Sace (crediti commerciali); nella stessa relazione si precisa che la cancellazione di detti crediti 'non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato'; dalla Relazione su Sace e Mediocredito centrale fatta dal ministero del tesoro al Parlamento si evince che la Sace, alla fine del 1998, aveva concesso indennizzi a imprese per oltre 18 mila miliardi di lire, pari a circa il 40 per cento del totale delle operazioni assicurate; non si fa cenno, nella suddetta relazione, a nessuna delle imprese beneficiarie degli indennizzi, ne' alle motivazioni addotte per la concessione, ne' tantomeno a quali siano state le operazioni assicurate; allo stesso modo, nella relazione non viene indicata l'entita' degli interessi a valere sugli importi indicati; le stesse lacune di informazione si riscontrano nelle relazioni al Parlamento sull'attivita' di Mediocredito centrale; numerose sentenze della magistratura italiana e internazionale hanno messo in luce l'assoluta mancanza di trasparenza, le pratiche di corruzione e la non affidabilita' che hanno contraddistinto la cooperazione italiana allo sviluppo e la Sace negli anni passati; il Consiglio di Stato, con la decisione 1137/98 ha stabilito che, trattandosi di un Ente pubblico, la Sace deve rispondere in primo luogo alla normativa sulla trasparenza amministrativa (legge n. 241/90); sullo stesso tema e' intervenuto anche il Garante della privacy, che nel 1997 ha chiarito che le norme sulla riservatezza non hanno abrogato quelle 'in materia di accesso ai documenti amministrativi'; nel corso dell'ultima settimana, il Presidente del Consiglio D'Alema e' intervenuto piu' volte sulla cancellazione del debito dei paesi poveri, fornendo ogni volta cifre diverse e contraddittorie -: se non ritengano opportuno informare tempestivamente il Parlamento sull'effettiva, reale consistenza dei crediti italiani (di aiuto e commerciali) nei confronti dei paesi poveri, in particolare per quanto attiene la composizione del capitale e degli interessi applicati; se non ritengano opportuno rendere pubblica la lista completa dei progetti di cooperazione e delle imprese esecutrici corrispondenti ai crediti di aiuto erogati dal Mediocredito centrale ed in particolare quelli relativi ai paesi indicati dal ddl. 6662 e dichiarati 'inesigibili'; se non ritengano opportuno rendere pubblica la lista completa delle operazioni garantite e indennizzate dalla Sace, delle imprese che hanno beneficiato degli indennizzi e delle motivazioni addotte dagli stati debitori per il mancato pagamento dei relativi crediti commerciali, in particolare di quelli definiti 'inesigibili' nel ddl n. 6662; se non ritengano opportuno rendere pubblica la lista dei procedimenti di contenzioso in essere a carico della Sace; se corrisponda al vero che tra le operazioni assicurate dalla Sace figurino anche esportazioni di armamenti o di beni dual use e se non ritenga doveroso informarne dettagliatamente il Parlamento; se non ravvisino un grave conflitto di interessi nelle recenti nomine a direttore della Sace del dottor Giorgio Tellini, ex amministratore delegato di Mediocredito centrale e ad amministratore delegato di Mediocredito centrale dell'ex direttore della Sace Mario Mauro, dal momento che Mediocredito centrale ha assicurato presso la Sace un cospicuo portafoglio di crediti e che con le suddette nomine l'ex assicurato (divenuto assicuratore) viene ora chiamato a decidere su indennizzi da egli medesimo richiesti e l'ex assicuratore (ora assicurato) dispone di informazioni privilegiate per la richiesta degli indennizzi; se corrisponda al vero che la Sace stia predisponendo una seconda operazione di titolarizzazione di crediti del valore di circa 4000 miliardi di lire, come riportato dal quotidiano L'Opinione del 25 gennaio 2000; se corrisponda al vero che il ministero del commercio con l'estero, ai fini dell'espletamento degli impegni internazionali assunti in materia di introduzione di standard socio-ambientali nelle procedure di concessione di garanzie da parte della Sace, abbia affidato a consulenti privati la definizione degli stessi, in base a quali competenze abbia scelto i consulenti e per quali motivi non abbia ritenuto opportuno, invece, avvalersi delle specifiche competenze presenti all'interno del ministero dell'ambiente, evitando in tal modo di gravare il bilancio pubblico di inutili oneri aggiuntivi per la remunerazione di consulenze private; se non ritengano opportuno avviare un serio e trasparente processo di riforma dell'assicurazione pubblica delle esportazioni, onde evitare il proseguire di pratiche che possono prestarsi ad una gestione clientelare a favore di poche grandi imprese, che per di piu' si traducono in debiti per le popolazioni dei paesi poveri. (5-07467)