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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00124 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD PADANIA) in data 20000309

La Camera, apprezzata l'innovazione che ha permesso di discutere anche nel Parlamento italiano gli indirizzi programmatici della Commissione europea per l'anno 2000 e gli obiettivi strategici dell'esecutivo comunitario nel periodo 2000-2005; esaminati gli intendimenti che la Commissione europea si propone di seguire nel corso dei prossimi cinque anni; prendendo atto che: 'la globalizzazione annulla le frontiere tradizionali', come riconosce la stessa Commissione europea, e 'comporta anche alcuni effetti negativi', fra i quali spiccano l'accentuazione delle diseguaglianze tra i paesi, tra le regioni e tra le categorie sociali, nonche' la 'comparsa di operatori mondiali' latori di 'strategie planetarie' suscettibili di prendere 'il sopravvento sui meccanismi democratici e di rimettere in discussione le politiche di sviluppo sostenibile'; il Millennium round rappresenta, in questo senso, sia un'opportunita' che un preoccupante fattore di rischio, potendo risolversi nell'adozione di misure e normative gravemente pregiudizievoli degli interessi europei e soprattutto delle possibilita' competitive di alcuni settori tradizionali dell'economia europea, primo fra i quali e' l'agricoltura; sottolineando come, in particolare, proprio nell'agricoltura, in diversi paesi europei e soprattutto in Italia, i ceti produttivi soffrano a causa dei gravi svantaggi competitivi di carattere strutturale - in connessione con l'assetto frazionato della proprieta' agraria, gli alti livelli dell'imposizione fiscale e del costo del lavoro -, che sono tollerabili soltanto all'interno dell'attuale regime della politica agricola comune; rimarcando altresi' come il programma presentato dalla Commissione in materia di controllo e contenimento dell'immigrazione appaia alquanto generico, oscillando tra gli opposti imperativi dell'apertura e della protezione delle frontiere dell'Unione, di fatto rinviando alle generazioni future il compito di scegliere tra queste due opzioni sostanzialmente alternative, mentre la gravita' della situazione imporrebbe decisioni immediate; ritenendo: che una normativa eccessivamente rigorosa in materia di sicurezza alimentare e standards qualitativi possa pregiudicare irreversibilmente le possibilita' di sopravvivenza delle piccole e medie imprese agroalimentari europee, non di rado a con-duzione familiare, e cio' ad esclusivo beneficio degli interessi della grande distribuzione multinazionale; al contempo, la tutela degli interessi delle piccole e medie imprese agroalimentari europee di fondamentale importanza anche ai fini della preservazione dell'identita' socio-culturale di intere regioni del continente; che, conseguentemente, l'esecutivo comunitario debba tenere in maggior considerazione, nella fase di preparazione delle proprie direttive, gli interessi di queste categorie che non sono in grado di allinearsi con la stessa velocita' ai requisiti qualitativi imposti alle piu' grandi societa' agroalimentari; condividendo le preoccupazioni manifestate anche dalla XII Commissione permanente (Affari sociali) in relazione alle sconcertanti aperture fatte dall'ufficio brevetti dell'Unione a Monaco in materia di clonazione dell'essere umano, nonche' in rapporto agli effetti a breve, medio e lungo termine dell'impiego di organismi geneticamente modificati nel ciclo produttivo agro-industriale; esprimendo perplessita': circa il modo in cui sono state ripartite le risorse dei fondi strutturali destinati all'Italia, che hanno generalmente privilegiato le regioni dell'obiettivo 1 a discapito di quelle dell'obiettivo 2, e cio' malgrado il dichiarato intendimento della Commissione di investire sulla competitivita' dell'economia europea, che esigerebbe di privilegiare la sollecita riqualificazione dei sistemi produttivi rispetto al sostegno a fondo perduto delle aree depresse; relativamente inoltre all'evidente divario esistente tra le aspirazioni espresse dal documento programmatico della Commissione in materia di ruolo dell'Unione nel campo della difesa e le effettive risorse messe a disposizione dai paesi membri in funzione di questo obiettivo; impegna il Governo a rappresentare presso la Commissione europea l'invito: a caratterizzare piu' nettamente la sua politica sotto il profilo del controllo degli effetti piu' negativi della globalizzazione, promuovendo tutte le iniziative piu' opportune per difendere l'identita' culturale delle nazioni europee e le specificita' del modello sociale europeo, nel quale piu' incisivamente che altrove si sono radicati i valori della solidarieta' e dei diritti dell'uomo; ad adottare, conseguentemente, in occasione del Millennium round, posizioni negoziali idonee a tutelare i fondamentali interessi sociali e culturali europei, inclusi quelli riconducibili alla difesa dell'impresa agricola e a conduzione familiare, che rischia l'estinzione qualora venga imposto all'Unione di abbattere alcune essenziali forme di protezione economica; a rinunciare a revisioni della politica agricola europea basate su drastiche riduzioni delle capacita' dei meccanismi che consentono agli agricoltori europei di resistere alle pressioni competitive esterne all'Unione; a promuovere una piu' coraggiosa politica di contenimento dei flussi migratori, che rischiano altrimenti di minare a lungo termine l'identita' culturale dei popoli europei, alimentando tensioni nei corpi sociali dei singoli paesi e, in definitiva, ponendo a rischio la stessa sopravvivenza dei valori di tolleranza, che sono un aspetto essenziale degli ordinamenti giuridici europei; a considerare attentamente, alla vigilia dell'insediamento di un'Authority per la sicurezza alimentare, l'opportunita' di temperare le rigide normative in materia di standards e controlli con misure di salvaguardia che tutelino le piccole e medie imprese, specialmente quelle specializzate nelle produzioni agroalimentari regionali e locali, che rischiano di soccombere nei confronti delle aziende maggiori legate allagrande distribuzione, o espressione di interessi multinazionali; ad intervenire sulla mercificazione della natura, che sta portando al sempre piu' diffuso impiego degli organismi geneticamente modificati ed al tentativo di commercializzare la stessa clonazione dell'uomo; a ripartire i fondi strutturali seguendo una logica piu' strettamente ancorata ai rendimenti produttivi ed all'incremento della produttivita' europea, in particolare riequilibrando le erogazioni attribuite agli obiettivi 1 e 2; ad adottare, infine, una politica di sicurezza e difesa realistica in rapporto alle risorse disponibili ed al contempo non esclusivamente funzionale al desiderio espresso dagli Stati uniti d'America di poter disporre di junior partners militarmente piu' efficienti ed 'interoperabili', da utilizzare nel perseguimento di interessi alla definizione dei quali gli stessi europei non risultano essere ammessi. (6-00124)

 
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