Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00125 presentata da RUBERTI ANTONIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000309
La Camera, vista la comunicazione della Commissione europea 'Obiettivi strategici 2000/2005. Un progetto per la nuova Europa' del 9 febbraio 2000; vista la comunicazione della Commissione europea 'Programma di lavoro della Commissione per l'anno 2000', del 9 febbraio 2000; vista la comunicazione della Commissione europea 'Libro bianco sulla sicurezza alimentare' del 12 gennaio 2000; vista la comunicazione della Commissione europea 'Verso uno spazio europeo della ricerca', del 18 gennaio 2000; viste le conclusioni dei Consigli europei di Tampere (15/16 ottobre 1999) e di Helsinki (10/11 dicembre 1999); vista la risoluzione del Parlamento europeo sull'elaborazione della Carta dei diritti fondamentali, del 16 settembre 1999; vista la risoluzione del Parlamento europeo sulla preparazione della riforma dei trattati e la prossima Conferenza intergovernativa, del 18 novembre 1999; vista la risoluzione del Parlamento europeo sul programma strategico quinquennale della Commissione (2000/2005), del 17 febbraio 2000; visto il programma di lavoro della Presidenza portoghese del 13 gennaio 2000; visto il documento presentato dalla Presidenza portoghese 'Occupazione, riforme economiche e coesione sociale. Verso un'Europa dell'innovazione e del sapere', del 12 gennaio 2000; vista la relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, trasmessa il 25 gennaio 2000; tenuto conto dei pareri delle Commissioni di merito relativi alla relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e vista la risoluzione n. 7-00860 approvata il 10 febbraio 2000 dalle Commissioni riunite III e XIV; tenuto conto della necessita' di adeguare il meccanismo di adozione delle direttive comunitarie nella fase applicativa, in funzione dei diversi assetti istituzionali e delle diverse realta' produttive dei paesi membri dell'Unione; tenuto conto dell'audizione dei componenti italiani del Parlamento europeo, che si e' tenuta il 25 febbraio 2000; considerato che la procedura adottata per l'esame del programma della Commissione europea per il 2000 e degli obiettivi strategici per il quinquennio 2000-2005 e' risultata positiva e importante, al fine di assicurare l'intervento della Camera nella fase iniziale del processo di formazione delle politiche dell'Unione europea; ritenuto che tale procedura debba essere istituzionalmente prevista come impegno annuale della Camera, coinvolgendo tutte le Commissioni permanenti, per gli aspetti di rispettiva competenza, e affidando alla Commissione politiche dell'Unione europea l'esame generale ai fini della predisposizione di una relazione per l'Assemblea; ritenuto, infine, che tale procedura debba costituire anche regolare occasione di raccordo con i membri italiani del Parlamento europeo, e che pertanto: debba prevedere un necessario incontro e confronto con essi sulle priorita' indicate nei documenti relativi al programma legislativo dell'Unione europea; debba svolgersi prima che il Parlamento europeo concluda l'esame del programma della Commissione; esprime apprezzamento per: l'impegno volto alla promozione del processo di ampliamento dell'Unione europea, nel quadro di un rafforzamento del sistema istituzionale e dell'introduzione di una Carta europea dei diritti fondamentali; l'importanza attribuita in ogni settore della politica comunitaria agli aspetti riguardanti il servizio ai cittadini; l'impegno nell'affrontare i problemi dell'ambiente, della sanita' e della sicurezza alimentare; l'importanza attribuita alla dimensione culturale e formativa e alla creazione di uno spazio europeo per la ricerca; l'impegno volto alla progressiva realizzazione dello spazio europeo di liberta', sicurezza e giustizia e allo sviluppo della dimensione politica dell'Unione; impegna il Governo a promuovere in sede europea: un rafforzamento delle politiche economiche e sociali piu' direttamente tese alla crescita della competitivita' europea e del ruolo dell'Unione nello scenario della globalizzazione e del passaggio alla societa' della conoscenza, con particolare riguardo agli effetti della crescita dell'occupazione; in tale contesto, il sostegno alla proposta di realizzare uno spazio europeo per la ricerca e l'innovazione, ricollocando in questo ambito l'elaborazione del programma quadro di ricerca e prevedendo, come per l'occupazione, l'elaborazione di piani annuali da parte dei vari paesi membri ed il loro esame congiunto; l'eliminazione degli ostacoli all'armonico funzionamento del mercato interno, soprattutto con riferimento alle politiche fiscali ed ai regimi tributari, promuovendone un maggiore coordinamento e prospettando il ricorso a soluzioni innovative anche sotto il profilo delle procedure decisionali, a partire dall'applicazione del principio del voto a maggioranza in tale materia; cio' nell'ottica di armonizzare le normative nazionali e di tenere conto delle ricadute sull'occupazione e lo sviluppo; l'integrazione delle politiche di tutela ambientale in una prospettiva unitaria, che favorisca l'armonizzazione delle normative nazionali, anche mediante incentivi fiscali, con particolare riferimento alla protezione dei cittadini e dei lavoratori dall'esposizione a fattori di rischio, considerando anche quelli derivanti dai campi elettromagnetici; la sollecita istituzione dell'Autorita' alimentare europea, facendo seguito alle indicazioni in tal senso contenute nel recente Libro bianco sulla sicurezza alimentare, adoperandosi affinche' sia l'Italia ad ospitare la sede dell'Autorita'; tale Autorita' dovra' assolvere compiti non solo di controllo, ma anche di prevenzione e di valutazione dei rischi, con specifica attenzione all'esigenza di un miglioramento del quadro normativo e, per quanto riguarda gli organismi geneticamente manipolati nell'alimentazione dell'uomo e degli animali, la subordinazione del loro utilizzo al principio di precauzione e al perseguimento di maggiori certezze scientifiche; e' necessario un limite etico nell'applicazione delle scoperte in campo genetico, in particolare affrontando con decisione il divieto della clonazione degli esseri umani; il riequilibrio delle modalita' di trasporto, anche in relazione ai profili dell'impatto ambientale e della sicurezza, con particolare riguardo ai trasporti marittimi; l'impegno dell'Unione europea per il sostegno, nel prosieguo dei negoziati del Millennium round, dei seguenti punti: a) 'eccezione culturale', a tutela della produzione europea; b) valorizzazione delle specificita' e della qualita' dei prodotti, con particolare riferimento a quelli agroalimentari; c) tutela della sicurezza alimentare, in coerenza con quanto precedentemente affermato su questo tema; d) 'clausola sociale' a protezione dei lavoratori residenti nei paesi in cui la concorrenza si realizzi a danno delle garanzie sindacali; e) cooperazione con i paesi in via di sviluppo, provvedendo a delineare una strategia europea per la riduzione del debito estero dei paesi poveri e per la riforma dei grandi organismi finanziari; l'enucleazione, nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC), di una capacita' politica di gestione delle crisi, con il pieno coinvolgimento dei Parlamenti nazionali e della societa' civile; il rilancio del partenariato euromediterraneo, attraverso un'efficace revisione dei meccanismi e degli strumenti d'intervento e un impegno di tutte le istituzioni, Consiglio dei ministri, Commissione europea e Parlamenti, adeguato all'importanza strategica dei rapporti con quest'area; il rafforzamento delle politiche dell'Unione nei confronti dei Balcani, anche in vista del futuro dei rapporti con tale area; l'intensificazione, nell'ambito dello spazio europeo di liberta', sicurezza e giustizia, della cooperazione nella lotta al traffico di esseri umani, allo sfruttamento sessuale dei minori a fini di lucro ed al traffico di droga, con la creazione di strumenti e meccanismi comuni e di un'accademia europea per la formazione del personale di polizia, per la quale l'Italia ha avanzato la propria candidatura; l'armonizzazione delle legislazioni nazionali sul diritto d'asilo e sull'immigrazione e delle politiche d'integrazione degli immigrati, correlando altresi' i flussi migratori e la politica dei permessi di soggiorno alle reali capacita' di accoglienza dei singoli Stati membri e delle realta' locali; il pieno coinvolgimento del Parlamento italiano nel negoziato sulla revisione dei trattati e l'impegno a sostenere in sede europea la subordinazione al parere conforme del Parlamento europeo della conclusione del negoziato; la promozione di una politica piu' rispettosa del principio di sussidiarieta', che sia, quindi, limitata all'adozione di norme generali di indirizzo e utilizzi i principi della delega e del decentramento per l'attivita' di esecuzione; la valutazione dell'opportunita' di introdurre l'istituto della 'riserva di esame parlamentare', gia' contemplata in alcuni sistemi normativi di paesi appartenenti all'Unione europea; la definizione di un complessivo programma legislativo dell'Unione europea, in cui il programma della Commissione europea si coordini con le priorita' della Presidenza di turno del Consiglio e con le indicazioni del Parlamento europeo, inmodo da delineare un fondamentale atto interistituzionale, suscettibile di divenire un parametro per l'esercizio delle funzioni d'indirizzo e di controllo anche da parte dei Parlamenti nazionali; impegna altresi' il Governo: ad attuare tempestivamente gli adempimenti di sua competenza per il migliore svolgimento, secondo i criteri sopra indicati, dell'esame parlamentare dei documenti relativi al programma legislativo dell'Unione europea; a riferire sistematicamente nel corso dell'anno alle Commissioni competenti della Camera sugli sviluppi dei procedimenti di definizione delle politiche dell'Unione europea, in particolare di quelli riferiti ai temi individuati come prioritari dalla Camera nel corso dell'esame dei documenti relativi al programma legislativo dell'Unione europea. (6-00125)