Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05326 presentata da MISURACA FILIPPO (FORZA ITALIA) in data 20000316
Al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente, dell'interno e per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso: l'acquedotto di Blufi fa parte del 'sistema acquedottistico centro orientale della Sicilia' ed e' destinato ad integrare e a soddisfare per intero l'approvvigionamento idropotabile dei comuni ricadenti nelle province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento; tale acquedotto e' imperniato sull'omonimo serbatoio di accumulo e regolazione con una diga di ritenuta, ricadente poco a valle dell'abitato di Blufi; a valle del serbatoio di Blufi e' stato costruito ed e' gia' funzionante un impianto di potabilizzazione dalla capacita' di 1200 l/s; all'impianto di potabilizzazione si alimenta l'acquedotto di Blufi, gia' costruito, consistente in una condotta dell'estesa complessiva fra Blufi e Gela di 96 Km.; condotta che alimenta i serbatoi comunali e si interconnette anche con gli acquedotti Madonia Est, Madonia Ovest, Ancipa e Acquedotto del dissalatore di Gela; nel 1993 la Regione Siciliana ha affidato all'Eas (Ente Acquedotti Siciliani) la gestione del sistema Blufi, per affrontare e risolvere l'endemica crisi idrica in cui, da sempre, hanno versato la citta' di Caltanissetta, la sua provincia e le province di Enna ed Agrigento; le opere descritte realizzate con notevole investimento di risorse finanziarie, non riescono a soddisfare i bisogni idrici delle popolazioni interessate; attualmente il potabilizzatore e le condotte di adduzione sono utilizzati solamente per portate ridotte max 150.300 l/s (nel periodo invernale-primaverile); per soddisfare le esigenze della popolazione, far rendere al massimo le opere gia' realizzate e per sfruttare al meglio il potenziale della risorsa idrica rappresentata, necessita completare le opere costituenti il serbatoio Blufi per consentire il riempimento dell'invaso e il suo pieno apporto idrico sia ai comuni forniti che agli altri sistemi acquedottistici interconnessi, con cui e gia' legato attraverso la realizzazione di bretelle di collegamento; le opere mancanti per il completamento e la soluzione della crisi idrica, consistono nella realizzazione dello 'sbarramento' da effettuare con materiali inerti onde consentire una maggiore capacita' alla diga; in piu' di 10 anni tanti e di qualsiasi natura, sono stati gli impedimenti che non hanno consentito l'avvio dei lavori per la realizzazione dello sbarramento ed il completamento della diga di Blufi, pur con un investimento di piu' di 400 miliardi di lire, considerato, altresi', che la condotta idrica da Blufi a Gela e' costata piu' di 200 miliardi; nel 1999 la realizzazione dell'opera e' stata considerata tra quelle prioritarie dal governo regionale e nazionale; lo scorso mese il Cipe ha deliberato la somma di 133 miliardi per il completamento dell'opera, autorizzando la Protezione Civile ad emettere ordinanza relativa alla realizzazione dell'avandiga di Blufi; il Ministero dell'ambiente in data 9 marzo 2000 ha respinto la bozza di ordinanza trasmessa dalla Protezione Civile, motivando l'acquisizione dello studio di compatibilita' ambientale e la conclusione della relativa istruttoria; tale motivazione, a giudizio degli interroganti, appare del tutto strumentale in considerazione del fatto che trattasi di opera gia' realizzata da decenni, che a suo tempo, con la sua realizzazione ha modificato l'ambiente e che illustri Studiosi hanno considerato 'irreversibile' il ritorno alle primarie condizioni ambientali; la diga Blufi trovasi a quota 905 m. e la delimitazione del Parco delle Madonie inizia da quota 910 m. e pertanto, nessun effetto puo' verificarsi sulle componenti biologiche e paesaggistiche del Parco delle Madonie; la provenienza dei materiali necessari per il corpo diga e le relative modalita' di estrazione, sono state autorizzate dal Corpo Regionale delle Miniere; considerata la persistente siccita' e le scarse risorse idriche negli invasi; considerato che i responsabili dell'Eas non assicurano, a decorrere dal mese di maggio fino alle piogge invernali, la costante erogazione d'acqua ai comuni interessati, con grave pregiudizio alle relative popolazioni le cui conseguenze si lascia agli interrogati valutare -: quale intervento urgente e risolutivo intendano adottare per il completamento della diga in considerazione, a parere degli interroganti, delle strumentali, contraddittorie osservazioni ed azioni, nonche' della scarsa conoscenza da parte degli uffici ed autorita' preposte; quali provvedimenti intendano adottare per evitare la perdita di 133 miliardi, deliberati dal Cipe, se i lavori non saranno avviati entro il mese di aprile 2000. (3-05326)