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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00446 presentata da SELVA GUSTAVO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000322

La Camera dei deputati, premesso che: l'Italia ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione a livello internazionale dell'iniziativa per una moratoria universale delle esecuzioni capitali, a partire dal 1994, quando per la prima volta l'Assemblea generale dell'Onu fu investita della questione; la mancata approvazione in quella sede per otto voti della risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali ha indotto l'Italia a seguire la strada della sua presentazione alla Commissione per i diritti umani dell'Onu dove, invece, e' stata approvata per tre anni consecutivi; in questa sede, nel 1997 e nel 1998, la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni e' stata presentata direttamente dal Governo italiano ed approvata a larga maggioranza di voti, mentre nel 1999 l'Italia ha deciso di 'consegnare' la risoluzione nelle mani dell'Unione europea per una sua presentazione, prima nella Commissione per i diritti umani e, successivamente, nell'Assemblea generale, fermo restando l'impegno a promuovere l'iniziativa al Palazzo di Vetro qualora l'Unione europea non si fosse dimostrata sufficientemente determinata; il 28 aprile 1999, su proposta della Germania, presidente di turno dell'Unione europea, la Commissione per i diritti umani ha approvato la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali con la maggioranza assoluta dei voti (30 voti a favore, 11 contrari e 12 astensioni) e con il numero record di 72 paesi co-sponsor dell'iniziativa (erano stati 46 nel 1997 e 65 nel 1998); per ottenere questo risultato, il Parlamento italiano con un'azione congiunta con il ministero degli esteri piu' volte in questi anni ha compiuto missioni nei paesi mantenitori della pena di morte facendo opera di sensibilizzazione e conseguendo anche risultati importanti come e' avvenuto nel Salvador il cui governo a seguito della visita ha deciso di ritirare la proposta di reintroduzione della pena capitale e di sponsorizzare all'Onu la risoluzione a favore della moratoria; dopo questo pronunciamento, come documenta il rapporto 2000 di Nessuno tocchi Caino, molti paesi hanno deciso di abolire completamente la pena capitale o di sospendere le esecuzioni: la Russia con la decisione della Corte costituzionale di dichiarare illegittime le sentenze capitali e del Presidente Boris Eltsin di commutare per decreto tutte le condanne; l'Albania, dove, la Corte costituzionale ha fatto altrettanto; il Turkmenistan e l'Ucraina che l'hanno abolita dopo aver attuato una moratoria delle esecuzioni; il Nepal che l'ha abolita completamente come hanno fatto anche le Bermuda, nei Caraibi; la Repubblica Democratica del Congo che dopo una moratoria decretata il 10 dicembre scorso ha liberato dai bracci della morte centinaia di condannati e, ultimo in ordine di tempo, l'Illinois, il primo stato della federazione americana ad adottare una moratoria legale delle esecuzioni; la situazione della pena di morte nel mondo e' quindi ulteriormente migliorata nell'ultimo anno, essendo 119 i paesi abolizionisti a vario titolo (tra questi, 72 che l'hanno abolita totalmente, 14 abolizionisti per crimini ordinari, 29 gli abolizionisti de facto, 2 impegnati ad abolirla in quanto membri del Consiglio d'Europa, 2 che attuano una moratoria delle esecuzioni), mentre sono 76 i mantenitori, di cui solo la meta' ha praticato la pena di morte nell'ultimo anno; l'evoluzione positiva della situazione sulla pena di morte nel mondo, il risultato non di misura del voto nell'ultima Commissione per i diritti umani ed il favore espresso da Paesi di tutti i continenti e di diverse aree di influenza, hanno reso maturo un pronunciamento dell'organo maggiormente rappresentativo della Comunita' internazionale, l'Assemblea generale dell'Onu di New York, dove l'approvazione di una risoluzione con gli stessi contenuti di quelle approvate a Ginevra significherebbe il piu' alto 'no' alla pena di morte che si sia mai levato al mondo; nell'ultima sessione dell'Assemblea generale, una risoluzione che auspicava l'abolizione della pena di morte per 'un rafforzamento della dignita' umana' e 'un progresso dei diritti fondamentali della persona' e chiedeva la moratoria delle esecuzioni, e' stata promossa dalla Finlandia, presidente di turno dell'Unione europea, con il sostegno di 72 paesi co-sponsor; altrettanti paesi hanno co-sponsorizzato emendamenti proposti da Egitto e Singapore i quali non erano altro che la riformulazione di norme gia' codificate a livello internazionale tese ad affermare il diritto sovrano di ogni Stato a scegliere il proprio sistema politico, sociale e culturale ed il principio contenuto nella Carta dell'Onu sulla non ingerenza dell'Onu in materie essenzialmente interne alla giurisdizione degli Stati; in particolare, l'emendamento che faceva riferimento ad un punto delicato di equilibrio nel rapporto tra ruolo dell'Onu e la sovranita' nazionale - l'articolo 2, paragrafo 7 della Carta dell'Onu - non appariva incompatibile con la proposta della moratoria delle esecuzioni capitali, la quale avrebbe mantenuto pienamente il suo valore politico e di indirizzo e, l'accettarlo, avrebbe espresso una volonta' di dialogo dei paesi abolizionisti e non un atto di forza dell'Onu nei confronti degli stati mantenitori ai quali spetta comunque l'ultima parola sulla pena di morte; nonostante vi sia stata una proposta di mediazione da parte del Messico con un emendamento che, controbilanciando quelli sulla sovranita' nazionale, introduceva un esplicito riferimento al ruolo dell'Onu nella promozione e nel rispetto dei diritti umani all'interno degli Stati, l'Unione europea ha deciso di non accettare tale proposta e, subito dopo, di non sottoporre al voto dell'Assemblea generale la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali; bisogna invece dare atto alla delegazione italiana all'Assemblea generale di aver sostenuto con forza la linea del dialogo con i paesi membri volta a conseguire l'obiettivo prioritario di una pronuncia delle Nazioni Unite a favore di una moratoria delle esecuzioni capitali; il 4 novembre, l'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, replicando al Terzo comitato dell'Assemblea generale ad un'obiezione posta da Singapore, ha affermato che la questione della pena di morte attiene pienamente alla sfera dei diritti umani e che esiste ormai un processo irreversibile verso l'abolizione in tutto il mondo; il prossimo 20 marzo si aprono a Ginevra i lavori della 56ma Commissione per i diritti umani dove la questione della pena di morte e' gia' posta in agenda e una mancata presentazione di un nuovo testo di risoluzione o una sua sconfitta rappresenterebbero una gravissima battuta d'arresto per la battaglia per la moratoria delle esecuzioni capitali e per lo sviluppo del sistema dei diritti umani; impegna il Governo: ad operare in modo che l'Unione europea presenti alla prossima Commissione per i diritti umani una nuova risoluzione sulla pena di morte e sia determinata a portare al voto un testo senza irrigidimenti, anche inserendovi quella che e' un'interpretazione evolutiva della Carta delle Nazioni Unite, in atto da tempo e secondo linee che nel corso dei decenni hanno consentito, nel rispetto dei princi'pi della Carta, l'assunzione dei diritti umani come valori condivisi e cogenti della comunita' internazionale; ad operare in modo che sia presente nel testo della risoluzione per la moratoria e in altre risoluzione attinenti ai diritti umani anche un punto che rafforzi il ruolo dell'Alto Commissario per i diritti umani nella diffusione e promozione, attraverso anche i programmi di cooperazione tecnica, dei contenuti abolizionisti delle risoluzioni contro la pena di morte adottate dalla Commissione per i diritti umani; nel caso in cui nelle prossime settimane, l'Italia ravvisi incertezze da parte dell'Unione europea ad operare in tal senso, a riassumere la leadership dell'iniziativa per la moratoria delle esecuzioni, associando all'iniziativa i paesi dell'Unione e di altri continenti che siano d'accordo sulle linee sopra indicate a partire gia' dalla prossima Commissione per i diritti umani. (1-00446)

 
Cronologia
mercoledì 8 marzo
  • Politica, cultura e società
    Antonio D'Amato è eletto presidente di Confindustria.

domenica 26 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Vladimir Putin è eletto Presidente della Federazione Russa.