Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02329 presentata da ROMANO CARRATELLI DOMENICO PAOLO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000323
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole, per sapere - premesso che: la pesca e la lavorazione del tonno nel mare della provincia di Vibo Valentia veniva praticata da epoca immemorabile con le tecniche delle tonnare fisse, fin dai Focesi, secondo alcuni storici, certamente fin dal 1300; nelle acque di Pizzo si ha notizia certa che operavano due grandi tonnare: una messa in mare nel 1475, l'altra nel 1578; tale pesca era una delle principali risorse per la economia locale ed addirittura per qualche comunita', come Pizzo, era l'attivita' principale; le tonnare fisse si chiudono nel Vibonese nel 1963, essendo ormai assolutamente antieconomiche ed anche perche' andava affermandosi un nuovo modo di pescare il tonno introdotto dalle nostre parti dai giapponesi e cioe' la tecnica delle 'tonnare volanti'; tali grandi tradizioni hanno prodotto la nascita nel territorio che gravita fra Vibo e Pizzo di una attivita' industriale nel settore di grande significato per cui una grande multinazionale opera con un proprio stabilimento mentre alcuni aziende locali di elevata qualita' - e cioe' la 'Tonno Callipo' e la 'Sardanelli' - lavorano il tonno locale con le tecniche e gli ingredienti tipici della tradizione; sulla scorta del decreto ministeriale del 22/11/96 veniva prodotto a istanza da parte di cinque imprese di pesca con sede in Pizzo e Vibo Marina per l'autorizzazione ad effettuare l'esercizio di pesca del tonno rosso e dei piccoli pelagici. Di tale imprese tre si dedicavano alla pesca dei tonni con reti di circuizione mentre le altre due a quelle dei tonnidi di piccole dimensioni; il Ministro delle Politiche Agricole ha con proprio decreto, emanato a posteriori - e cioe' nell'autunno del 1999, stabilito le quote individuali per l'anno 1999 a stagione chiusa; in tale decreto non e' stata inclusa alcuna imbarcazione del compartimento marittimo di Vibo Marina, nonostante almeno due grosse imbarcazioni (la Paola e la Maestrale) avessero comunque tutte le carte per esservi incluse; con altro decreto del 7/2/2000 determinante le quote di pesca individuale per l'anno 2000 ha escluso tutte le imbarcazioni del compartimento marittimo di Vibo Valentia dall'esercizio di questo tipo pesca; detto in soldoni questo decreto elimina nel mare Vibonese la possibilita' di effettuare questo tipo di pesca e cio' nonostante si fossero allestite a tal fine, per come e' ben noto alla Capitaneria di porto locale, tre grosse barche con un equipaggio di circa 50 uomini; la decisione del ministero viene giustamente assai contestata dagli interessati, dalle associazioni di categoria e dalla comunita' Vibonese per motivi che sono di tutta evidenza. Da un lato si chiude una attivita' che da lavoro a circa 150 unita', fra diretto ed indotto, e cio' in una economia che e' la piu' debole del paese, e dall'altro si fa sparire con una scelta di ottusa ed inconsapevole burocrazia una attivita' che e' parte integrante della storia e della memoria collettiva del Vibonese. Una decisione che non viene capita e che certamente provoca grande sconcerto; vi sara' poi certamente la beffa per cui la pesca del tonno sara' realizzata da barche di altre marinerie mentre la marineria Vibonese sara' costretta a guardare senza lavoro -: quali iniziative intenda intraprendere per permettere alle barche della marineria del compartimento di Vibo Valentia di continuare a svolgere una attivita' che e' parte integrante, e non eliminabile, della economia, della storia, delle tradizione e della cultura del Vibonese. (2-02329)