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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02335 presentata da FINO FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000327

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della sanita', per sapere - premesso che: la giunta regionale della Calabria con delibera n. 133 del 15 febbraio 1999 ha stabilito i requisiti minimi e gli standard di qualita' ai quali devono adeguarsi strutture a gestione pubblica o privata provviste di regolare autorizzazione sanitaria perche' possano acquisire l'accreditamento e quindi operare nell'ambito del Ssn; con successiva delibera n. 316 del 2 marzo 1999 viene stabilita dalla giunta regionale calabrese la composizione di una Commissione incaricata insieme ai competenti settori dell'assessorato alla sanita' di procedere, per ogni singola struttura pubblica o privata che ne avesse fatto richiesta secondo modalita' e termini prestabiliti, al relativo accreditamento definitivo; non risulta allo stato all'interrogante che tale commissione abbia iniziato tale opera; l'assessore regionale alla sanita' della stessa regione in un convegno tenutosi a Lamezia Terme (Catanzaro) il 9 aprile successivo, in riferimento alla citata delibera n. 133, dichiarava testualmente di ritenere molto difficile che le strutture a gestione pubblica possano aspirare all'accreditamento, non possedendo i previsti requisiti minimi, al di la di' qualche rara eccezione, mentre si riteneva che tali requisiti fossero posseduti dalla maggioranza delle strutture sanitarie a gestione privata; nella stessa delibera della Giunta regionale n. 316 e' stabilita l'obbligatorieta' per i direttori generali delle Aziende sanitarie della regione Calabria ad attivare una contrattazione con gli operatori pubblici e privati per porre un limite alla spesa sanitaria come indicato da leggi nazionali; l'assessorato regionale alla sanita' con diverse circolari (ad esempio una del 5 marzo 1998) sembra abbia promesso elargizione di somme aggiuntive nella quota integrativa del trattamento economico dei direttori generali che meglio avrebbero saputo contenere le spese; le delibere di nomina degli stessi direttori generali sono state oggetto di ricorsi al Tar Calabria, il quale, con sentenza n. 104/2000 n. 1928/1999 Reg. Ric. del 12 gennaio 2000, accoglieva la domanda incidentale di sospensione e quindi le nomine stesse sono, allo stato, sub iudice; i direttori generali delle AS sembrerebbe abbiano inteso il meccanismo del contenimento della spesa sanitaria di cui alla delibera n. 316 del 1999 mediante la definizione di 'tetti di spesa', introducendo il principio del 'budget di spesa'; tale budget sembra pero' sia stato 'imposto' dalle AS solo alle strutture sanitarie accreditate a gestione privata, laddove invece la normativa in vigore non fa distinzione tra strutture accreditate a gestione pubblica ed a gestione privata, perche' entrambe operanti all'interno del Ssn; la non accettazione di tali budget da parte delle strutture accreditate a gestione privata sembrerebbe comportino delle vere ritorsioni nei confronti delle stesse, consistenti nel ritardo della erogazione di quanto dovuto e nell'essere sottoposti a controlli a volte chiaramente pretestuosi, quasi a voler costituire una sorta di 'punizione' per la non accettazione del budget stesso. In buono sostanza il potere ispettivo delegato dalla Regione alle Aziende Sanitarie sembrerebbe essere usato da queste ultime quale una sorta di strumento ricattatorio; non eguale sorte sembrerebbe essere prevista per le strutture accreditate a gestione pubblica, le quali non subendo tale controllo non avrebbero e, soprattutto, continuerebbero a non avere i requisiti previsti per l'accreditamento pur continuando ad operare nel SSN, con conseguente pericolo e rischio per i cittadini che continuerebbero ad usufruire dei loro servizi; sembrerebbe infine che una fantasiosa interpretazione delle norme attualmente in vigore abbia portato alcune Aziende sanitarie alla conclusione che sono loro a dover stabilire di quante prestazioni abbia bisogno la singola azienda sanitaria, a quali strutture si dovrebbero rivolgere i singoli cittadini tra le strutture accreditate, esercitando peraltro un potere che al momento non hanno, non essendo stati emanati dalla regione Calabria i decreti attuativi della legge n. 225 del 1999 che regola la materia; gia' a fine dicembre del 1999 l'assessorato alla sanita' aveva espresso l'intenzione di ridurre del 20 per cento le spese per l'assistenza iniziando dalle strutture accreditate a gestione privata (cioe' proprio da quelle giudicate dall'assessore le migliori) e quindi ancor prima di conoscere la ripartizione dei fondi nazionali e quindi la quota destinata alla Calabria; tale pretesa e' stata mantenuta anche ad assegnazione dei fondi nazionali avvenuta, allorche' la Calabria per la Sanita' ha ottenuto il 17,8 per cento in piu' rispetto all'anno precedente a fronte di una media nazionale del 3 per cento circa in piu' assegnato a tutte le regioni; la gestione della sanita' in Calabria ha portato ad un buco di 1.400 miliardi e la sua continuazione metterebbe in serio pericolo circa diecimila posti di lavoro nel settore delle strutture accreditate a gestione privata; in tale situazione pero' si provvede alla costruzione, o alla acquisizione in fitto, ad esempio, di una mega struttura per l'azienda sanitaria di Paola (Cosenza), al pagamento di somme anche rilevanti per l'assistenza di medicina generale a morti o non piu' residenti, all'acquisizione di attrezzature che rimangono a lungo inutilizzate e quindi perdono la loro validita' tecnica -: se risponda a verita' che le operazioni della commissione appositamente nominata per le operazioni di accreditamento definitivo non hanno mai avuto inizio; se sia a conoscenza della grave situazione di degrado della sanita' in Calabria, le cui strutture pubbliche sono, salvo rare eccezioni, prive attualmente dei requisiti per l'accreditamento e quindi senza titoli per operare all'interno del Ssn (ricordo ad esempio, il sequestro dell'ospedale di Crotone, oggetto di altro atto ispettivo); se non ritenga che il dilazionare ulteriormente l'avvio delle ispezioni finalizzate agli accreditamenti nei riguardi di tutte le strutture pubbliche e private che gia' da un anno ne hanno fatto richiesta sia un modo corretto di gestire la sanita' in Calabria nell'interesse dei cittadini; quanto sia costata la struttura per la sede della AS di Paola (Cosenza) e con quali fondi sia stata finanziata o quale sia il canone annuale di fitto, se in locazione; se ritenga di promuovere le opportune indagini per la verifica del rispetto della normativa in vigore nella definizione dei tetti di spesa alle strutture a gestione privata ed alle strutture a gestione pubblica operanti nell'ambito del Ssn, che non si ritiene possa ridursi ad una arbitraria assegnazione degli stessi tetti di spesa; come giudichi la posizione dei direttori Generali, in considerazione della sopravvenuta sentenza del Tar Calabria. (2-02335)

 
Cronologia
domenica 26 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Vladimir Putin è eletto Presidente della Federazione Russa.

domenica 16 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono le elezioni nelle 15 regioni a statuto ordinario. Le consultazioni assumono un forte significato politico a causa della progressiva accentuazione della valenza di livello nazionale della competizione.