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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02351 presentata da POZZA TASCA ELISA (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000403

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: la tratta delle donne e' l'ultima drammatica conseguenza della guerra del Kosovo; da Pristina partono ogni settimana decine di ragazze verso l'Occidente in balia di uomini senza scrupoli, ignare del destino che le attende una volta sbarcate in Puglia: un inferno di sevizie, stupri e pestaggi prima di finire sulle strade di Roma, Genova o Milano; in base alle denunce fatte da Marco Antonio Gramegna, esponente dell'Oim, nel Kosovo 'esistono lager dove giovani donne vengono ripetutamente stuprate, picchiate, poi nuovamente stuprate dai trafficanti di Durazzo e Tirana: luoghi dove gli albanesi preparano le ragazze alla "professione" attraverso la violenza'; la stessa Pristina - in base a quanto denunciato dal rappresentante dell'OIM su La Repubblica ('Kosovo, lager albanesi per addestrare prostitute', 3 aprile 2000, pag. 17) - e' divenuta un luogo di prostituzione dove affluiscono ucraine, moldave, russe e rumene per il gran numero di soldati della Kfor e dei funzionari dell'Onu; una volta arruolate nella prostituzione, le donne sono alla completa merce' dei loro aguzzini, pena la vita e quella delle loro famiglie: nell'ultimo anno in Germania, Francia, Belgio, Gran Bretagna ed Italia circa cinquanta ragazze sono state uccise dai loro sfruttatori (il doppio dell'anno precedente), come monito per le altre di non denunciare mai i loro sfruttatori; nell'Unione europea, secondo gli ultimi dati, sarebbero trecentomila le ragazze costrette a prostituirsi, di cui trentamila solo in Italia; queste cifre sono spesso ipotetiche, poiche', trattandosi di un traffico clandestino, i dati forniti da Associazioni di volontariato o dai commissariati sono spesso imprecisi; il rapporto adottato il 18 gennaio 1996 dal Parlamento europeo per tratta di esseri umani intende 'l'atto illegale di chi, direttamente o indirettamente, favorisce l'entrata o il soggiorno di un cittadino proveniente da un Paese terzo ai fini del suo sfruttamento, utilizzando l'inganno o qualunque altra forma di costrizione, abusando di una situazione di vulnerabilita' o di incertezza amministrativa'; la 'Conferenza di Vienna sulla tratta delle donne', svoltasi il 10 e l'11 giugno del 1997, organizzata dalla Commissione europea e dall'Organizzazione internazionale dei migranti (Oim) ha evidenziato con forza la vastita' del fenomeno, la necessita' di una lotta congiunta dei vari paesi per contrastarlo, l'importanza di operare a fianco delle vittime; la raccomandazione n. 1325, relativa alla 'Tratta delle donne ed alla prostituzione coatta all'interno degli Stati membri', votata il 23 aprile 1997 - affermando il principio che tale fenomeno rappresenta una violazione fragrante dei diritti umani e va qualificata, sul piano normativo, come riduzione di un individuo in schiavitu' - raccomandava al Comitato dei Ministri di elaborare una Convenzione volta a reprimere tale fenomeno, attraverso l'inasprimento delle sanzioni, un coordinamento internazionale di polizia e attraverso l'armonizzazione delle legislazioni; la Conferenza diplomatica di Roma per l'Istituzione del Tribunale penale internazionale permanente ha inserito nello statuto, al paragrafo 2, articolo 5, come crimine contro l'umanita', la riduzione in schiavitu', in particolare delle donne e dei bambini nel traffico internazionale di persone; il tratto distintivo e comune di tale fenomeno e' l'impossibilita' per le vittime di intervenire liberamente nella elaborazione e nella gestione del proprio progetto migratorio e, quindi, la reale condizione di schiavitu' a cui sono costrette; l'interrogante dal 1997 ad oggi ha presentato numerosissimi atti di sindacato ispettivo per richiedere una attenzione sempre crescente da parte delle istituzioni per contrastare la tratta delle giovani donne dell'Est e non sempre le risposte, quando ci sono state, sono state adeguate alla drammaticita' del fenomeno; la 'tratta' delle donne immigrate riduce la donna in uno stato di sfruttamento e di schiavitu' ed il nostro paese ha l'imperativo morale di difendere e restituire dignita' di persona umana a queste donne -: se non ritenga opportuno, il Presidente del Consiglio interrogato, farsi portavoce presso l'Unione Europea per promuovere una campagna internazionale contro la tratta delle donne che preveda: 1. la promozione di una collaborazione attiva fra gli Stati membri dell'Unione europea al fine di sviluppare una azione continua e coordinata di prevenzione e lotta contro la tratta delle donne e di controllare l'attuazione delle politiche a cio' correlate; 2. il sostegno e la cooperazione fra gli Stati membri nelle attivita' di ricerca finalizzate all'elaborazione di politiche per contrastare il fenomeno, in modo da assicurare una raffrontabilita' dei dati a livello europeo ed internazionale; 3. un attento monitoraggio sulle misure nazionali adottate che riguardano la fattispecie del reato, le sanzioni applicate, le misure amministrative, nonche' i poteri e le tecniche di indagine adeguate, che consentano di perseguire efficacemente il reato; 4. l'armonizzazione delle legislazioni nazionali, anche sulla base di quanto realizzato dall'Italia nella formulazione dell'articolo 18 della legge n. 40; 5. l'assicurazione che i programmi di informazione, formazione e addestramento per le autorita' responsabili della lotta contro la tratta delle donne, quali ministeri, forze di polizia, autorita' giudiziarie, autorita' responsabili del rilascio visti, nonche' tutti gli organismi pubblici che hanno nei singoli stati speciali responsabilita' in questo campo, tengano in debito conto la situazione speciale e le esigenze delle donne vittime della tratta; 6. la prevenzione nei paesi d'origine e di destinazione delle donne vittime della tratta che siano mirate a chiarire le opportunita', le limitazioni ed i diritti in caso di immigrazione; 7. di istituire, all'interno delle proprie legislazioni nazionali, il reato di 'tratta degli esseri umani' come violazione dei diritti umani e di riduzione in schiavitu' e la previsione di misure di prevenzione ed interdittive da comminare ai colpevoli della tratta; 8. di promuovere, attraverso accordi bilaterali, il miglioramento della condizione sociale, economica e giuridica delle donne nei paesi d'origine, fornendo sostegno alle agenzie governative alle Ong che lavorano per conferire maggiore potere alle donne (empowerment); 9. di contribuire in modo continuativo al lavoro del Comitato Onu sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (Cedaw), riferendo ad esso le misure assunte, comprese quelle sull'attuazione dell'articolo 6 della Convenzione Cedaw, e sugli ostacoli incontrati nel campo della lotta contro la tratta delle donne e dell'assistenza alle vittime. (2-02351)

 
Cronologia
domenica 26 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Vladimir Putin è eletto Presidente della Federazione Russa.

domenica 16 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono le elezioni nelle 15 regioni a statuto ordinario. Le consultazioni assumono un forte significato politico a causa della progressiva accentuazione della valenza di livello nazionale della competizione.