Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02356 presentata da MANCUSO FILIPPO (FORZA ITALIA) in data 20000404
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno, degli affari esteri e delle finanze, per sapere - premesso che: il Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Minniti ha, tra l'altro, riferito, in data 7 ottobre 1999, in merito all'interpellanza urgente n. 2-01964 del 28 settembre 1999 (primo firmatario l'onorevole Filippo Mancuso) relativa alla vicenda di un mandato diretto di pagamento emesso dall'allora (1987) Ministro dell'interno Oscar Luigi Scalfaro in favore del cessante direttore del Sisde Vincenzo Parisi e incassato in data 28 gennaio 1987 dal delegato di quest'ultimo signor Oronzo Massa; il Governo, in detta data ha dunque riferito: a) 'di aver fatto tutto quanto era in suo potere per sottoporre al Parlamento una puntuale ricostruzione dell'episodio illustrato dagli interpellanti', b) di non aver 'esitato ad avvalersi di tutte le informazioni contenute in atti del servizio', c) che, nel caso emergessero 'responsabilita' o prove di comportamento illegale', esso 'non esiterebbe ad informare la Magistratura e il Parlamento stesso'; con successiva nota del 12 ottobre 1999 diretta al signor Presidente della Camera dei Deputati e da questi comunicata all'onorevole Mancuso quale primo sottoscrittore dell'anzidetta interpellanza, il Governo, in persona del medesimo Sottosegretario, ha creduto di dover aggiungere dell'altro, pero' in parte smentendo da se' la primitiva risposta e, nel complesso, fissando i seguenti punti: che esso ha continuato e continua nel non voler promuovere, e nel non promuovere le ripromesse indagini conoscitive sul caso in questione anche dopo la menzionata sua prima risposta alla interpellanza; che esso, dopo una originaria equivocita', ha poi letteralmente mentito circa la essenziale circostanza della data di riscossione del mandato di pagamento, inventandosi che tale operazione avrebbe avuto luogo il 27 gennaio 1987 mentre risulta dal timbro della Tesoreria che la stessa e' invece avvenuta il 28 successivo; che esso ha continuato e continua a rifiutarsi di assumere notizie dirette dal predetto signor Oronzo Massa, il quale, risultando documentalmente come colui che riscosse il mandato in parola, costituisce ovviamente la fonte migliore, anzi unica (dato che l'onorevole Scalfaro tace e tacera') per acquisire informazioni circa quella che fu la finalita' di quel prelievo irregolare e circa la destinazione finale del relativo importo di ben otto miliardi di lire; che esso continua a rifiutare ogni accertamento, per quanto facilmente esperibile anche i canali diplomatici ed altresi' interpellando gli uffici del Ministero del commercio con l'estero circa il fatto che un importo monetario dell'ordine corrispondente o superiore a quello ora detto sia stato depositato presso il Credito Industriale Sammarinese in San Marino, a disposizione di persona o persone aventi lo stesso nome del succitato ex Ministro dell'interno (cioe' 'Scalfaro'); tale negativo atteggiamento deliberato e costante del Governo vede il suo momento piu' grave e ingiustificabile nel rifiuto tetragono di interpellare il predetto Massa, rifiuto costituente, ex se, una patente violazione delle assicurazioni fornite e dei diritti del Parlamento; l'atteggiamento medesimo inoltre risulta tanto piu' pretestuoso in quanto, in data 4 novembre 1999, il quotidiano televisivo 'Striscia la notizia' ha trasmesso un servizio filmato dal quale e' rimasto confermato che: a) il predetto Massa esiste, vive ed abita (come gia' noto) in Via Giacinto Viola, 15, a Roma; b) che lo stesso Massa non ha inteso dare alcuna risposta verbale al cronista di detto quotidiano che lo interrogava, ma tuttavia ne' ha negato la vicenda dell'incasso degli otto miliardi, ne' ha smentito la propria partecipazione ad essa. Partecipazione, del resto, documentalmente provata, secondo gli atti che il Governo ha riconosciuto di avere in proprio possesso; non sussiste quindi assolutamente alcuna decente ragione (dicesi 'decente') perche' il Governo persista in tale comportamento di totale rifiuto e chiusura sul grave caso, il quale pone il Parlamento e il Paese nella plausibile persuasione che l'operazione di sottrarre ai fondi riservati del Sisde gli anzidetti otto miliardi di lire in un colpo solo, merce' la operazione progressiva Scalfaro-Parisi-Massa, sarebbe stata posta in essere ad avviso degli interpellanti al fine di procurare un profitto clandestino e illecito a tali persone o a talune di esse, fra cui il Ministro dell'interno Scalfaro; quali siano le ragioni per cui il Governo non ha inteso - malgrado l'evidente gravita' della vicenda, il pubblico interesse a chiarirla, le sollecitazioni ricevute e le assicurazioni date - procedere alla escussione del predetto Massa nei sensi e ai fini di cui alle premesse, nonche' agli altri accertamenti interni e internazionali del caso; si sollecita percio' il Governo, ancora una volta, a tali necessari adempimenti; si sollecita, in particolare, il Governo ad accertare presso il Credito Industriale Sammarinese anche interessando gli uffici del Ministero del commercio con l'estero nonche' adendo i canali diplomatici, se ivi sia stato costituito un conto monetario dell'ordine di otto miliardi di lire (o maggiore o approssimabile ad esso), a disposizione di persona o persone aventi il nome 'Scalfaro'; si chiede che il Governo fornisca immediatamente alla Camera quelli che sono e saranno gli esiti delle auspicabili e sollecite iniziative conoscitive su tutta la vicenda, a cominciare appunto da quelle provenienti dall'esame del predetto Massa; faccia, in ogni caso, conoscere come intende affrontare, una buona volta, la insoluta vicenda di questo caso di immane approfittamento dei fondi riservati del Sisde da parte di soggetti che hanno avuto, dal Ministro dell'interno dell'epoca in giu', poteri dispositivi od esecutivi sui medesimi. (2-02356)