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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02366 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 20000418

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle comunicazioni e del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: la direzione centrale risorse umane di poste italiane con circolare n. 14/2000 del 17 marzo 2000 ha inteso chiarire e precisare per i propri dipendenti le situazioni di incompatibilita' tra le funzioni di dipendente e lo svolgimento di attivita' extra lavorative, in particolare l'espletamento di cariche pubbliche elettive o incarichi in organismi sindacali o in altre associazioni; in altre parole l'Ente poste italiane ha diffidato i propri dipendenti dall'impegno politico e sindacale, mortificando cosi' i piu' elementari diritti di partecipazione alla vita politica e sindacale della nazione. Si doveva attendere un Governo di sinistra, dopo 50 anni di libera partecipazione alla vita democratica del nostro Paese, per assistere all'impudenza e iattanza dei vertici delle Poste (il cui colore politico e' noto a tutti) che strumentalizzando principi da essi, tra l'altro, sempre rinnegati (ordine, rigore, economicita', utilita') tengono in spregio i diritti dei lavoratori; suscita preoccupazione sapere che presso l'ente poste italiane c'e' chi oggi valuta incompatibile l'esercizio dei diritti politici e sindacali, la tutela dei lavoratori con i doveri d'ufficio o gli interessi d'azienda (art. 30, comma 1, lettere c) e d) del Ccnl 26 novembre 1994, articolo 27 Ccnl dirigenti d'industria); con tale circolare le piu' elementari conquiste dei lavoratori sono pregiudicate; l'ente poste pretende, peraltro, interpretare a suo modo sia l'articolo 3 sia l'articolo 51 della Costituzione. La nostra Carta costituzionale non permette che alcuni cittadini, siano essi lavoratori pubblici o privati, siano pregiudicati nel lavoro per voler svolgere funzioni di tutela dei lavoratori o di impegno politico. Il combinato disposto degli articoli 3 e 51 della Costituzione impone, infatti, che chi e' chiamato a pubbliche funzioni elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il posto di lavoro, senza distinguere tra lavoratori pubblici o privati; la detta circolare pretende, inoltre, fatto ancora piu' grave, di piegare le vigenti disposizioni normative o contrattuali in materia di espletamento di cariche elettive o sindacali alle esigenze efficientiste dell'azienda. Questo sembra minacciare l'Ente poste italiane quando dice nella circolare: 'l'espletamento di cariche elettive..., ancorche' consentiti dalle vigenti disposizioni di legge, non possono non correlarsi alle esigenze dell'azienda'. C'e' forse l'esigenza di esercitare un piu' penetrante controllo politico sui propri dipendenti (tale pericolo l'Italia l'aveva scongiurato piu' di 30 anni fa) o forse di creare una mobilita' forzata quando dice nella circolare: 'la societa' si fara' carico attraverso le strutture territoriali... di ricercare per i lavoratori altra posizione di lavoro'. Queste sono espressioni gravi che non possono passare sotto silenzio. Un lavoratore non puo' perdere il proprio posto di lavoro solo perche' impegnato politicamente o in associazioni sindacali -: come intenda intervenire per tutelare i diritti politici e sindacali dei lavoratori di poste italiane; se non ritenga che sia urgente verificare quanto i vertici di poste italiane tengono in spregio i piu' elementari diritti dei lavoratori cosi' come riconosciuti e garantiti dalle leggi italiane dopo anni di lotte sociali; quali provvedimenti intenda assumere contro interpretazioni abnormi e lesive della dignita' dei lavoratori. (2-02366)

 
Cronologia
lunedì 17 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    A seguito del risultato delle elezioni regionali, in cui la maggioranza di centro-sinistra è sconfitta in nove regioni su quindici il Presidente del consiglio D'Alema rassegna le dimissioni del suo Governo.

giovedì 20 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi conferisce a Giuliano Amato l'incarico di formare il nuovo Governo.