Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05542 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000418
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: da tempo sono in corso procedimenti giudiziari, penali e amministrativi, relativi alla concessione del bene demaniale Lido San Giovanni, nel comune di Gallipoli: una vicenda resa inutilmente lunga e complicata da una serie di gravi, illegittimi e illeciti comportamenti del sindaco della cittadina jonica, avvocato Flavio Fasano, Costui, nonostante il Tar e il Consiglio di Stato in ripetute e anche recenti occasioni abbiano fornito con piu' provvedimenti di identico tenore chiare indicazioni sulla legittimazione degli aspiranti all'assegnazione, individuandoli nelle ditte Cospi e Ravenna, ha piu' volte posto ostacoli a che le pronunce giudiziarie avessero coerente esecuzione, fino a disporre la demolizione della struttura esistente nel Lido, che e' del demanio e non del Municipio. A causa di tale suo comportamento in data 22 febbraio 2000 il sindaco di Gallipoli e' stato condannato dal tribunale di Lecce per il reato abuso di ufficio alla pena di sei mesi di reclusione, mentre e' stato chiesto il suo rinvio al giudizio del medesimo tribunale per una serie considerevole di abusi, di falsi ideologici, di danneggiamenti aggravati e di diffamazioni, contestatigli singolarmente ovvero in concorso con altri funzionari pubblici. Il ministero dei Trasporti e della navigazione, che a suo tempo aveva condiviso l'orientamento di dare esecuzione alle sentenze dei giudici amministrativi, procedendo alla comparazione fra le domande di Ravenna e della Cospi, ha successivamente, con nota del 13 marzo 2000, imposto alla Capitaneria di porto di Gallipoli di soprassedere in attesa di valutare anche le istanze presentate dal sindaco della stessa citta', si' che si e' reso necessario un nuovo ricorso al Tar, col quale i giudici amministrativi hanno ribadito quanto gia' piu' volte ordinato; dopo la sentenza di condanna penale, relativa a fatti di gravita' minore rispetto a quelli per i quali sara' tra breve nuovamente giudicato, l'avvocato Flavio Fasano ha rassegnato le dimissioni da sindaco, che sono state seguite dall'immediata solidarieta' da parte di esponenti del suo partito - il che e' in se' comprensibile -, ma anche da prese di posizione dapprima del prefetto di Lecce, il quale ha detto di essere piu' che certo che 'la sentenza di primo grado avra', nel successivo corso, un esisto positivo' (Quotidiano di Lecce, 12 marzo 2000), c del ministro dell'interno il quale ha testualmente dichiarato ai mass media, rivolgendosi allo stesso Fasano: 'sono dalla tua parte' (Quotidiano di Lecce, 14 marzo 2000). E' evidente la grave delegittimazione che posizioni del genere provocano sull'operato della magistratura inquirente e giudicante, tanto che alcuni esponenti della magistratura associata salentina hanno pubblicamente protestato. Una delegittimazione tanto piu' grave in quanto il presidente del Consiglio dei ministri ha ripetutamente ostentato vicinanza alla persona dell'avvocato Flavio Fasano, da ultimo nella campagna elettorale per il voto del 16 aprile 2000 -: se non ritenga gravemente inopportuno, oltre che lesivo per il prestigio della magistratura, il comportamento seguito dal prefetto di Lecce e dal ministro dell'interno nei confronti del sindaco di Gallipoli, oltre che la particolare vicinanza piu' volte manifestata dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri; se, soprattutto dopo la pronuncia in sede amministrativa non ritenga illegittima la nota del 13 marzo 2000 del ministero dei trasporti e della navigazione, e quindi non ritenga di sollecitare quest'ultimo alla doverosa autotutela; se non ritenga che lo Stato debba costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico del sindaco di Gallipoli, per riaffermare il senso della legalita' piu' volte violata e messa in dubbio anche dai comportamenti di autorevoli cariche istituzionali. (3-05542)