Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00917 presentata da BOLOGNESI MARIDA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000418
La XII Commissione, premesso che: ogni anno 2 milioni di bambine dai 4 ai 12 anni di eta', in 28 paesi dell'Africa e 11 del sud-est asiatico, subiscono mutilazioni genitali femminili; nel mondo le donne che hanno subito mutilazioni genitali sono circa 100 milioni; le donne provenienti dai paesi della fascia subsahariana, dove vengono abitualmente praticate mutilazioni genitali femminili sono attualmente nel nostro paese circa 30.000 ed il numero e' destinato ad aumentare; in Italia e' gia' presente una nuova generazione di bambine immigrate o nate nel nostro paese, che corrono comunque il rischio di essere mutilate; le mutilazioni genitali femminili sono parte di una struttura culturale antica e profonda, non prevista da alcuna religione, condivisa dalle donne che non solo la patiscono sul proprio corpo, ma che contribuiscono a trasmetterla di generazione in generazione tramandando tale pratica di madre in figlia; l'intervento di mutilazione viene abitualmente eseguito in condizioni igieniche precarie, con strumenti inadeguati e personale con alcuna cognizione di carattere sanitario, cosa che determina spesso complicazioni post operatorie quali infezioni, emorragie, setticemie e lesioni, oltre ai problemi che si presentano alle donne non solo al momento del rapporto sessuale ma anche le complicazioni ed i rischi ai quali sono soggette insieme ai nascituri al momento del parto; la XII Commissione Affari Sociali ha piu' volte affrontato i temi e le problematiche posti dalla prospettiva concreta della realizzazione di una societa' multietnica, interrogandosi sulle modalita' per coniugare le esigenze dell'integrazione con il rispetto delle culture di provenienza, assicurando i diritti inviolabili della persona garantiti dalla Costituzione; a tal fine la Commissione Affari sociali ha recentemente incontrato la Signora Oumou Sangare', testimonial in Africa della lotta indigena contro l'infibulazione e le mutilazioni sessuali; l'autodeterminazione e la salute delle donne, anche immigrate, e' uno degli obiettivi che il Governo italiano si e' posto con la Direttiva in attuazione della Piattaforma di Pechino la quale condanna la violenza contro le donne, sia essa pubblica o privata, come infrazioni ai diritti umani; le mutilazioni genitali femminili, infatti, si collocano in questo contesto e sono la palese dimostrazione della violazione dei diritti umani che interferiscono con l'integrita' della persona; le strutture sanitarie del nostro paese sono spesso inadeguate ad affrontare problemi concernenti la natura culturale e la diversita' delle questioni che le donne provenienti da altre culture e contesti sociali pongono agli operatori socio-sanitari operanti sul territorio nazionale; in altri paesi, quali Inghilterra e Canada tali pratiche sono state dichiarate illegali tramite precisi provvedimenti. Negli Stati Uniti, inoltre, una giovane donna del Ghana ha recentemente ottenuto l'asilo politico avendo riconosciuto il governo di tale paese la mutilazione genitale come una forma di persecuzione contro la persona; impegna il Governo: a verificare quanto e come tale pratica sia diffusa nel nostro paese; a garantire il rispetto dell'articolo 5 del codice civile, con particolare riguardo alle pratiche in oggetto, che vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando determinino una diminuzione permanente dell'integrita' fisica; a promuovere un'efficace azione di prevenzione delle pratiche di mutilazioni sessuali attraverso i consultori, le strutture sanitarie ed i soggetti che operano per garantire la piena integrazione delle persone immigrate allo scopo di far conoscere loro la legislazione italiana al riguardo, ma anche a far loro comprendere quanto tale pratica sia disumana ed umiliante per le bambine e per le donne e quanto, a differenza del paese d'origine, la mutilazione non costituisca requisito per l'introduzione delle stesse nel contesto sociale italiano; a promuovere d'intesa con le Regioni un adeguato sviluppo delle iniziative di formazione di personale socio-sanitario per affrontare in maniera adeguata i problemi derivanti dalla eventuale pregressa pratica di mutilazione sessuale dal punto di vista della salute delle donne anche in riferimento ai rischi connessi al momento del parto sia per la donna che per il nascituro; a prevedere la possibilita' di concedere alle donne il cui paese di origine consenta alla pratica della mutilazione genitale femminile di richiedere l'asilo nel nostro paese qualora sottrarsi esse stesse o le proprie bambine a simile pratica. (7-00917)