Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05556 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20000419
Al Ministro degli esteri. - Per sapere - premesso che: il 25 febbraio 2000, in Addis Abeba una delegazione del ministero degli affari esteri ha incontrato i rappresentanti del ministero dello sviluppo economico e della cooperazione etiope per discutere della preparazione del programma di cooperazione comprendente un prestito del valore di circa 240 milioni di dollari per lo sviluppo del paese africano; l'ambasciatore italiano in Etiopia, Marcello Ricoveri, ha sottolineato, in quell'occasione, che l'Etiopia e' una delle priorita' nella politica di cooperazione attuata dall'Italia e che il nostro Paese e' consapevole delle difficolta' che l'Etiopia sta affrontando. Egli ha anche ribadito, con riferimento al conflitto con l'Eritrea, l'auspicio che il conflitto sia risolto pacificamente nel quadro degli accordi stipulati sotto la mediazione dell'Organizzazione della unita' africana; il 29 gennaio 2000 i rappresentanti dell'organizzazione Amnesty International, a seguito della visita svolta in Etiopia e in Eritrea hanno denunciato la politica di deportazioni di massa attuata dalle autorita' etiopi nei confronti di migliaia di famiglie di origine eritrea, iniziata nel maggio 1998 e che attualmente si e' sviluppata in un'operazione sistematica tanto da causare, negli ultimi sette mesi, la deportazione forzata di 52.000 persone (le deportazioni erano state 6.300 fino al gennaio 1999); i rappresentanti di Amnesty International hanno riferito che gli uomini piu' giovani vengono deportati spesso settimane o mesi prima delle loro famiglie mentre le donne, anche in attesa di un figlio, bambini e anziani, anche malati, vengono arrestati durante la notte e imprigionati, in condizioni terribili, per alcuni giorni prima di essere trasportati fino al confine dove, dopo tre giorni di viaggio, arrivano esausti, spesso in pessime condizioni di salute; i deportati vengono costretti ad abbandonare le loro case, tutto cio' che posseggono e le loro attivita' e non ricevono nessuna garanzia di poter mai riavere i loro beni. I rappresentanti di Amnesty hanno inoltre riferito che coloro che si ribellano a queste violenze vengono picchiati e minacciati; il primo ministro etiope, Meles Zenawi, ha dichiarato che i deportati rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale per aver tradito il paese votando a favore dell'indipendenza eritrea nel referendum del 1993; almeno 22.000 cittadini etiopi sono fuggiti dall'Eritrea dal maggio 1999, molti dopo aver perso il loro lavoro o per timore di ritorsioni, ma nessuna prova e' stata fornita della denuncia da parte delle autorita' etiopi del maltrattamento di 40.000 cittadini deportati dall'inizio del conflitto -: se nel programma di sostegno allo sviluppo dell'Etiopia siano previste condizioni a tutela dei diritti fondamentali dell'uomo; quali iniziative il Governo abbia assunto o intenda assumere nei confronti del governo etiope in relazione alla politica di deportazioni di massa e di violenze perpetrate contro i cittadini di origine eritrea. (3-05556)