Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05555 presentata da BUTTI ALESSIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000419
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il giorno 12 aprile 2000 la Waste Management Italia, la principale societa' di smaltimento di rifiuti in Italia, e' stata acquisita dalla Italcogim di Milano, attraverso la sua controllata EMAS ambiente. Indiscrezioni stimano il valore dell'acquisizione attorno ai 50 milioni di dollari; la Waste Management Italia apparteneva al colosso statunitense Waste Management e raggiunge un fatturato annuo di circa 620 miliardi di lire svolgendo il servizio in circa 700 comuni di diverse dimensioni (4,5 milioni di utenti); per organizzare la sua rete italiana la Waste Italia ha acquistato una sessantina di aziende piu' piccole, spesso a prezzi elevati, non sempre redditizie come auspicato inizialmente, cio' lascia presupporre il suo possibile smembramento e l'ovvio appetito di quella che le associazioni ambientaliste hanno definito 'l'imprenditoria deviata'; a tal proposito giova ricordare, come affermato da Guido Berro Presidente di Federambiente, che 'La Waste ha perso centinaia di miliardi, ha venduto alcuni dei pezzi migliori e si porta dietro come eredita' discariche ed impianti privi di certificazioni ambientali'; in Italia il fenomeno delle 'ecomafie' e' molto attivo e ricorrente; 'Al sud il business e' gestito dalla criminalita' organizzata, al nord agiscono gruppi autonomi specializzati' avrebbe dichiarato Andrea Poggio segretario regionale lombardo di Legambiente; nel documento sugli assetti societari degli operatori del ciclo dei rifiuti, approvato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti il 29 marzo 2000, relatore On. Scalia, si denuncia la presenza di un sistema distorto che genera ricadute negative sul libero mercato e sulla concorrenza per quanto concerne gli appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti; l'incrocio dei dati emersi da parecchie indagini dimostra collegamenti tra gruppi e societa' che operano nelle diverse fasi del ciclo dei rifiuti e, piu' concretamente, la riconducibilita' delle stesse ad un ristretto giro di operatori quasi a significare una scarsa trasparenza e il delinearsi di un oligopolio tendente, di fatto, al monopolio; la Emas ambiente spa (gia' Colucci appalti spa) e' frutto di un'alleanza tra il gruppo Colucci ed il gruppo Pisante, entrambi ben noti nel settore, e risulta emergere insistentemente in parecchi collegamenti con altre societa' piu' o meno dimensionate operanti in tutta Italia; basti pensare che la Emas Ambiente ha un capitale sociale interamente versato di 3 miliardi controllato dalla Ercole Marelli della quale uno dei titolari risulta essere Ottavio Pisante (ex gruppo Acqua, gia' noto per vicende giudiziarie) socio di Pietro e Francesco Colucci nella stessa Emas; la onnipresente Ercole Marelli ha un capitale sociale di 10 miliardi detenuto per il 35 per cento dalla Italcogim Spa che, non dimentichiamo, ha acquistato la Waste e ha sede a Milano al medesimo indirizzo delle societa' del Gruppo Pisante Colucci che, in poche parole, controlla gran parte del business sui rifiuti in Italia; la citata Commissione parlamentare segnala questo strano intreccio di societa' e di partecipazioni azionarie, dal sottoscritto qui superficialmente indicate, quale situazione di mercato certamente anomala, visto che aziende all'apparenza concorrenti sono in realta' legate da compartecipazioni in importanti realta' societarie; la Waste Italia ha capitale sociale di 100 miliardi anche se ne risultano versati poco piu' di 10 ed il suo attuale amministratore delegato Gigi Gaudio avrebbe gia' annunciato le proprie dimissioni per il 13 maggio del 2000; a Como l'appalto della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e' gestito dalla IGM, societa' del gruppo Waste Italia, per una cifra di poco inferiore ai dieci miliardi di lire e con scarsi risultati che portano spesso i cittadini a lamentarsi di un servizio per nulla soddisfacente rispetto a quanto pagano di Tarsu; recentemente il sottoscritto, avvalendosi di quanto previsto nel capitolato, ha chiesto al sindaco e alla giunta di rescindere il contratto con la IGM e di attivare contatti e rapporti con ACSM spa, ex municipalizzata della citta' di Como, ora quotata in borsa con brillanti risultati, per individuare margini di collaborazione se non addirittura la possibilita' di assegnare ad ACSM l'appalto stesso (soluzione che non prevederebbe alcuna gara); voci non controllate indicano in una societa' mista composta da ACSM e dalla nuova proprieta' di IGM la soluzione al problema posto dal sottoscritto -: se il Ministro sia a conoscenza di quanto esposto e del contenuto del documento precedentemente citato; quale sia il parere del Ministro circa quanto succintamente esposto dall'interrogante e quale sia il parere circa la relazione depositata presso la Commissione d'indagine sui rifiuti dal relatore On. Scalia (molto dettagliata e documentata relativamente alla mappa delle societa' impegnate del delicato settore dei rifiuti); quale sia il parere del Ministro in ordine all'acquisizione della Waste Italia da parte di Italcogim (proprietaria del 35 per cento della Ercole Marelli del gruppo Pisante Colucci) e sulla ventilata ipotesi di creare una societa' tra ACSM e la nuova proprieta' IGM; quale sia il giudizio del Ministro circa le dichiarazioni mai smentite del vertice di Legambiente che teme, come il sottoscritto, che dietro l'operazione di acquisizione della Waste ci sia la presenza di un mix di personaggi che figurano in modo ricorrente in episodi su cui ha indagato la Magistratura; se, in ordine a quanto dichiarato da Legambiente e da Federambiente, vi siano precedenti a carico di qualche soggetto indicato nella citata relazione o, piu' superficialmente, dal sottoscritto; quale sia la situazione degli appalti di raccolta e smaltimento dei rifiuti in tutta la provincia di Como, quale sia la situazione attuale e quali invece le prospettive della discarica di Gorla e Mozzate in concessione ai fratelli Milanese che, secondo voci sempre piu' insistenti, sarebbero interessati all'acquisizione di una quota della Waste opportunamente smembrata; se la cosa fosse appurata potrebbe configurarsi una situazione per la quale l'ACSM dovrebbe rinunciare al funzionamento del proprio forno d'incenerimento e al prestigioso ed ormai pronto 'progetto turbina' per la produzione di energia. (3-05555)