Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00129 presentata da FEI SANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000502
La Camera, vista la relazione sulla partecipazione dell'Italia nell'Unione europea; visto che tale documento non e' piu' solo una ricognizione ex post dell'attivita' svolta dal Governo in sede di Unione europea, bensi' deve considerarsi anche come un programma in itinere dei principali obiettivi che si intende conseguire; visto che si tratta di un documento che tende a valorizzare l'intervento del Parlamento nella fase del procedimento di formazione delle decisioni comunitarie; visto che tale intervento del Parlamento e' particolarmente importante in tutti i settori, ma soprattutto in quelli ancora rientranti nel cosiddetto Terzo pilastro dell'Unione europea (cooperazione di polizia e cooperazione giudiziaria in materia penale), dove il deficit democratico e' molto sentito; visto che il Governo non puo' impegnare la posizione negoziale del Paese senza aver prima acquisito il parere delle Camere, cosi' come stabilito dall'articolo 3 del Protocollo allegato al Trattato di Amsterdam sul ruolo dei Parlamenti nazionali e dall'articolo 3 della legge 16 giugno 1998, n. 209, di ratifica del Trattato di Amsterdam; vista la necessita' di seguire con particolare attenzione le decisioni che vengono assunte in sede comunitaria, le quali, se non legate agli interessi della societa' civile che il Parlamento rappresenta, rischiano di ledere interessi economici e sociali del Paese e di accrescere la distanza che ormai si avverte sempre piu' tra paese legale e paese reale; considerato altresi' il processo di allargamento in atto, l'apertura della CIG, l'eventualita' che l'adesione dei nuovi paesi avvenga per gruppi, comunque sul presupposto di una piena adesione e quindi di un adeguamento all'acquis commounautaire; impegna il Governo a trasmettere tempestivamente alle Camere per il necessario parere tutti i progetti di decisione nella fase ascendente del procedimento di adozione, cosi come previsto dal Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali e dall'articolo 3 della legge di ratifica del Trattato di Amsterdam - legge n. 209 del 1998; ad individuare idonei meccanismi con la rappresentanza italiana a Bruxelles affinche' l'invio dei dossier e dei documenti avvenga in modo ragionato, cosi' da assicurare un coinvolgimento 'utile' del Parlamento e non un invio formale di carte, poco produttivo sotto il profilo dei contenuti. In particolare i progetti di decisione dovrebbero essere trasmessi unitamente ad un appunto ragionato che riassuma la posizione degli altri paesi e dia un quadro della situazione negoziale esistente; ad assicurare, in particolare, una costante informazione sull'attuazione dei punti contenuti nella 'tabella di marcia' predisposta dalla Commissione su iniziativa del commissario Vitorino (COM (2000) 167 definitivo) per la realizzazione dello spazio di liberta', sicurezza e giustizia; a perseguire in materia di immigrazione una politica volta ad assicurare il coinvolgimento di tutti i partners europei nella stagione dei flussi migratori, cercando di affermare, pur nel rispetto della sovranita' dei singoli Stati, la prevalenza dei seguenti principi: a) previsione in tutti i paesi dell'Unione europea di flussi di ingresso legale in relazione al fabbisogno e alle reali capacita' ricettive; b) favorire una politica di sviluppo nei paesi di provenienza dei flussi migratori, con la previsione di misure, quali il rimpatrio assistito, volte ad aiutare gli immigrati a rimanere nei loro territori di origine, i quali devono potersi sviluppare e fornire progressivamente le stesse possibilita' di crescita dei paesi cosiddetti industrializzati; c) prevedere nei singoli Stati e in prospettiva - come obiettivo della cooperazione giudiziaria penale - gravi sanzioni ed eventualmente una forma apposita di reato per chi svolge traffico di esseri umani; a perseguire una politica del Mediterraneo volta a garantire sviluppo e sicurezza, per i quali appare imprescindibile una sempre piu' efficace lotta al crimine organizzato, che nei Balcani, e soprattutto in Albania, sembra aver trovato una base di fecondo sviluppo; a perseguire una politica di qualita' e non di quantita' nella politica di sostegno alle piccole e medie imprese, che devono, in particolare, essere agevolate attraverso la semplificazione degli oneri amministrativi e una maggiore flessibilita' delle procedure volte ad ottenere aiuti diretti all'innovazione tecnologica, alla ricerca e allo sviluppo. (6-00129)