Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00130 presentata da RUBERTI ANTONIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000502
La Camera, vista la relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, trasmessa il 25 gennaio 2000; tenuto conto dei pareri espressi su di essa dalle Commissioni di merito; collegandosi all'esame in Aula, svoltosi nei giorni 6 e 9 marzo 2000, sul programma di lavoro della Commissione per l'anno 2000 e sugli obiettivi strategici 2000/2005; riconfermando le posizioni assunte con la Risoluzione della Camera dei deputati sul programma legislativo della Commissione europea del 9 marzo 2000, accettata dal Governo, e, inoltre, con piu' specifico riferimento alla relazione annuale; impegna il Governo a riservare, nella prossima Relazione annuale, una specifica attenzione alle risoluzioni adottate dal Parlamento, cosi' da rendere possibile il confronto tra intendimenti e indirizzi, da un lato, e risultati conseguiti, dall'altro, dando conto delle difficolta' e delle resistenze incontrate; a dedicare, nella prossima Relazione annuale, uno spazio adeguato alla descrizione della posizione del Governo in relazione ai problemi e ai provvedimenti che saranno esaminati dal Consiglio dei Ministri delle Comunita' europee; a riferire sui flussi finanziari destinati all'Italia, insieme con le osservazioni svolte su tale tematica dalla Corte dei Conti delle Comunita' europee; a favorire il rafforzamento della partecipazione del Parlamento italiano alla fase ascendente del processo decisionale e legislativo dell'Unione, dando piena attuazione all'introduzione dell'obbligatorieta' dell'esame, da parte del Parlamento, delle proposte normative comunitarie, entro il termine di sei settimane previsto dal Trattato; ad affrontare la Conferenza intergovernativa con un'ambizione all'altezza delle sfide, sostenendo la necessita che la revisione dei Trattati non si limiti al 'triangolo di Amsterdam', ma attui una riforma in profondita', nella direzione del rafforzamento delle politiche comuni, la 'comunitarizzazione' del II e III pilastro, la semplificazione delle procedure di cooperazione rafforzata, l'introduzione di vere risorse proprie dell'Unione; ad appoggiare la richiesta del Parlamento europeo di 'costituzionalizzare' la Carta dei diritti e, comunque, a sostenere con determinazione che la Carta dei diritti sia preparata entro il termine dei lavori della Conferenza intergovernativa e che essa sia agganciata, nelle forme possibili, al Trattato; a sostenere il rafforzamento delle politiche dell'Unione nei confronti dei Balcani, anche in vista del futuro dei rapporti con quest'area; a promuovere la piena attuazione dei principi stabiliti dalla Conferenza di Barcellona, attraverso il miglioramento delle modalita' di funzionamento del partenariato e il coinvolgimento graduale di tutti i paesi dell'area mediterranea; a favorire la rapida ripresa dei negoziati nell'ambito dell'OMC e a difendere in quella sede gli obiettivi di un riequilibrio tra i diversi comparti agricoli e della tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e agroalimentari; a promuovere, sulla base delle conclusioni del Vertice di Lisbona, la creazione di uno spazio europeo della ricerca e dell'innovazione, attraverso un maggiore sostegno alla ricerca e ai settori tecnologicamente avanzati; a garantire, nell'ambito della programmazione dei Fondi strutturali, adeguate risorse alla cooperazione transfrontaliera con la regione adriatico-balcanica; a individuare adeguati meccanismi di monitoraggio per verificare, oltre agli aspetti quantitativi, anche l'efficacia e la qualita' delle azioni cofinanziate dai Fondi strutturali; a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nazionali, anche attraverso l'istituzionalizzazione dal ruolo assunto dal Consiglio Euro e il coordinamento delle politiche fiscali, con particolare riferimento alle forme di tassazione sul risparmio; a garantire la piena attuazione degli impegni assunti dal Vertice di Tampere, in particolare per quanto riguarda il controllo delle frontiere con i paesi non appartenenti all'Unione europea; a promuovere l'istituzione a livello europeo di un regime comune in materia di asilo e a intensificare i rapporti con i paesi di origine dell'immigrazione; a promuovere la definizione, a livello europeo, di regole certe per la produzione, la commercializzazione e l'utilizzo di prodotti agroalimentari e per i sistemi di controllo, al fine di garantire i consumatori ed evitare penalizzazioni per i produttori nazionali e dei prodotti tipici italiani; a risolvere il grave problema del mancato o parziale recepimento delle direttive comunitarie nel settore dell'alimentazione; a garantire, in materia di manipolazioni genetiche, la piena applicazione del principio di precauzione per la tutela della salute e dell'ambiente; ad affermare in sede comunitaria la priorita' dei valori dell'ambiente, della salute e della sicurezza rispetto alle ragioni del mercato. (6-00130)