Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00131 presentata da SELVA GUSTAVO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000502
La Camera, vista la 'Relazione annuale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea'; visti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari sul documento in questione; visto altresi' il disegno di legge di iniziativa governativa recante 'Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2000'; preso atto del programma di lavoro elaborato dalla Commissione europea per il quinquennio 2000-2005; tenuto conto del ruolo attivo che i parlamenti nazionali sono chiamati a svolgere, al fine di completare il processo di integrazione politica ed economica dell'Unione, cosi' come previsto dal Trattato di Amsterdam; considerata l'opportunita' di assicurare un giusto equilibrio nei rapporti tra l'Unione europea e gli Stati membri per quel che riguarda l'attivita' di elaborazione normativa; tenuto conto della raccomandazione dell'OCSE in tema di qualita' della legislazione e di altre iniziative assunte a livello comunitario per migliorare la qualita' redazionale dei testi legislativi nel rispetto dei principi di sussidiarieta' e di proporzionalita' (quest'ultimo mira a garantire che l'incidenza del diritto comunitario non vada oltre quanto e' effettivamente necessario per conseguire gli obiettivi del Trattato); rilevato che la Camera dei deputati, sulla base del problema del metodo e della qualita' della legislazione, ha avviato un processo di riforma delle norme regolamentari relative all'istruttoria legislativa che e' culminato nell'istituzione del Comitato per la legislazione; rilevato che anche sul versante delle competenze affidate al Governo e' in atto da tempo un processo di razionalizzazione dell'ordinamento normativo; tenuto conto che l'emanazione di direttive comunitarie comporta problemi di recepimento relativamente alle diverse realta' istituzionali e normative di ciascun Stato membro; constatata l'esigenza di valorizzare, nel processo di integrazione europea, il ruolo delle autonomie locali e di promuovere specifiche azioni nell'interesse delle aree montane e delle regioni marittime dell'Adriatico; constatata altresi' l'esigenza di preservare dal fenomeno della globalizzazione il sistema delle piccole e medie imprese, le quali rappresentano il principale tessuto produttivo dell'Unione europea; tenuto conto dell'importanza che assume l'ampliamento dell'Unione europea ad altri Stati; tenuto altresi' conto di quanto accaduto al vertice WTO di Seattle e delle profonde divergenze esistenti tra Stati Uniti d'America ed Unione europea soprattutto nel settore dell'agricoltura e delle biotecnologie; constatata la gravita' del fenomeno dell'immigrazione illegale che genera profondo allarme nell'opinione pubblica italiana; impegna il Governo: a promuovere, presso le competenti sedi comunitarie, le ulteriori attivita' di razionalizzazione e semplificazione della normativa dell'Unione europea; a sollecitare, in ambito comunitario, una maggiore attuazione del principio di sussidiarieta'; a perseguire, sempre in ambito europeo, il riconoscimento del ruolo delle aree montane e delle realta' insulari; a riconoscere il carattere di territorio frontaliero alle regioni marittime dell'Adriatico; a rafforzare il processo di riforma istituzionale da tempo in atto a livello comunitario, rendendo piu' marcato e compiuto il ruolo del Parlamento europeo; a farsi parte attiva per la ripresa dei negoziati del WTO, ponendo come punti fermi, soprattutto con gli Stati Uniti: 1) l'adozione di clausole di salvaguardia che tutelino il settore artigianale a fronte di un'eccessiva liberalizzazione del mercato; 2) il raggiungimento di un equilibrio etico tra la ricerca scientifica e la commercializzazione di prodotti geneticamente modificati; 3) la salvaguardia della severita' alimentare e del consumatore, che deve essere difeso da quei prodotti composti da sostanze chimiche ed ormonali vietate in molti paesi dell'Unione europea; ad affrontare con maggiore efficacia, sia in ambito nazionale che in quello comunitario, il fenomeno dell'immigrazione clandestina, regolando i flussi migratori ed attuando una politica dei permessi di soggiorno che tenga conto delle reali capacita' di accoglimento dei singoli Stati membri; a controllare soprattutto le frontiere con i Paesi non appartenenti all'Unione europea (Slovenia, Albania), al fine di ridurre notevolmente il traffico di clandestini che quotidianamente le attraversano quasi indisturbati; a verificare, con riguardo all'allargamento dell'Unione ad altri Paesi, che le condizioni oggettive (sotto il profilo economico e giuridico) siano compatibili con i parametri che la CE richiede ai suoi membri; a sensibilizzare le sedi competenti affinche' la normativa comunitaria assuma carattere di elasticita' tale da consentire al legislatore nazionale di adattarla alla propria realta' socio-economica; a valorizzare, in ambito europeo, le produzioni agricole di qualita', nonche' a tutelare le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, ricercando, nel contempo, un equilibrio tra produzione possibile e rispetto dell'ambiente. (6-00131)