Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02387 presentata da FRANZ DANIELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000504
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il decreto-legge 29 dicembre 1987 n. 534, convertito in legge, con modificazioni, della legge 29 febbraio 1988 n. 47, ed il decreto sulle norme di attuazione del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato 24 marzo 1988 n. 191, estende alla provincia di Trieste ed a 25 comuni della fascia confinaria della provincia di Udine (Attimis, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo, Drenchia, Faedis, Grimacco, Lusevera, Malborghetto, Manzano, Moimacco, Nimis, Premariacco, Prepotto, Pulfero, Resia, San Giovanni al Natisone, San Leonardo, San Pietro al Natisone Savogna Stregna, Taipana, Tarvisio e Torreano di Cividale) il regime agevolato della zona franca di Gorizia; considerato che del contingente di benzina agevolata beneficiano le persone fisiche e le attivita' economiche residenti nei suddetti comuni della provincia di Udine; valutata la decisione assunta dal Consiglio dell'Unione europea in data 30 giugno 1997 che ha autorizzato gli Stati membri ad applicare ed a continuare ad applicare a determinati oli minerali utilizzati per fini specifici le gia' esistenti riduzioni di aliquote d'accisa o esenzione d'accisa, secondo la procedura di cui alla direttiva 92/81/CEE, ed ha prorogato fino alla data del 31 dicembre 1999 la riduzione delle aliquote d'accisa sugli oli minerali consumati anche nella provincia di Udine a condizione che tali aliquote rispettino le aliquote minime d'accisa sugli oli minerali stabilite dalla normativa comunitaria; vista la comunicazione del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato riguardante la nota del ministero delle finanze n. 1235/3 marzo 1998 contenente la misura dell'aliquota minima sugli oli minerali; preso atto che il diritto fisso di prelievo stabilito per ogni litro di carburante introdotto e' confluito in un fondo denominato «Fondo proventi ex-lege 47/88» gestito dalla giunta della camera di commercio integrata dai rappresentanti dei 25 comuni interessati e da un rappresentante della regione Friuli-Venezia Giulia e che le risorse di tale «Fondo» sono state destinate al finanziamento di interventi per la promozione dell'economia della provincia e per la realizzazione di infrastrutture socio-economiche; considerato che mediante le risorse del «Fondo» si sono potute attivare significative iniziative poste in essere dall'interno dell'area dei 25 comuni, rispetto ai quali e' stata riconosciuta la necessita' di un particolare sostegno in ragione della loro ubicazione geografica decentrata, delle difficolta' di collegamento con la restante parte del territorio, delle limitate dimensioni demografiche e del carente sviluppo economico; riconosciuta la specifica validita' e la tipologia degli interventi eseguiti mediante l'attivazione delle risorse del «Fondo» nel decennio 1988-1998, destinate all'espansione dell'economia provinciale (lire 3.705.000.000), al finanziamento di attivita' di promozione (lire 3.240.000.000), al finanziamento di attivita' di servizi alle imprese (lire 9.965.000.000) al finanziamento di attivita' formative (lire 1.445.000.000), al finanziamento di progetti e ricerche con ripercussioni economiche (lire 1.250.000.000) e all'assegnazione di contributi a favore dell'area dei piccoli comuni montani facenti parte della fascia confinaria interessata (lire 3.060.000.000) per un totale nel decennio considerato di lire 22.665.000.000; rilevato il significato e la ricaduta rilevante che questo provvedimento ha avuto sulle popolazioni locali e sulle aziende interessate -: se il Governo non ritenga necessario un tempestivo e deciso intervento presso gli organi competenti dell'Unione europea, ed in particolare la Commissione europea presieduta dall'onorevole Romano Prodi, atto a ripristinare i benefici di un provvedimento senza il quale una significativa area geografica ed un'ampia comunita' umana, a ridosso con il confine della comunita' slovena, verrebbe ulteriormente esposta al rischio oggettivo di un dilagante degrado sociale ed economico e conseguenzialmente ambientale. (2-02387)