Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05595 presentata da BARTOLICH ADRIA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000508
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in data 13 dicembre 1999 e' apparsa sulla stampa tedesca la notizia che il Governo e l'industria tedesca hanno istituito un fondo di 10 miliardi di marchi per indennizzare i lavoratori forzati del Terzo Reich (si calcola che di 10 milioni ne siano sopravvissuti un milione); le pressioni per istituire il fondo sono state sostenute anche dagli Stati Uniti che, negli ultimi anni, hanno presentato cause civili collettive, che hanno prodotto un accordo Usa-Repubblica Federale per il risarcimento dei lavoratori coatti nell'industria bellica nazista; l'accordo Usa-Repubblica Federale mentre prevede l'indennizzo per i popoli dell'Ucraina, Ungheria, Russia Bianca, ex Cecoslovacchia non contempla il popolo italiano; il Trattato tra Italia e Germania Federale del 2 giugno 1961 ha risarcito i cittadini italiani perseguitati per ragioni di razza, fede o ideologia mentre escludeva i lavoratori coatti; il decreto del Presidente della Repubblica n. 2043 del 6 ottobre 1963 prevedeva indennizzi a titolo di riparazione morale escludendo gli internati militari italiani in quanto il Trattato di Londra riteneva reciprocamente ricompensati i danni di guerra subiti da Italia e Germania; dal riconoscimento morale e dai benefici economici delle leggi italiane sono sempre stati esclusi circa 600 mila italiani che, dopo l'8 settembre 1943, vennero catturati e deportati nei campi di lavoro tedeschi; sulla base dell'intesa Mussolini-Hitler del 1938 andarono volontari in Germania con regolare contratto, versamenti previdenziali e status di cittadini, circa 200 mila/250 mila lavoratori italiani. Di essi circa 200 mila non riuscirono a rientrare in Italia, dopo l'8 settembre e continuarono a lavorare per il Terzo Reich, con un distintivo fascista sulla giacca; in molti furono anche coloro che, aderendo agli appelli della Repubblica Sociale Italiana, lavorarono volontariamente al servizio dell'esercito nazista nell'Organizzazione Todt (ferrovie, trasporti, trincee, servizi di ogni genere); i 250 mila internati italiani (cioe' i lavoratori coatti) sfruttati dall'industria bellica nazista ed i 50 mila morti di stenti, di fame, di malattia, torturati, impiccati, fucilati, bastonati a morte e deceduti sotto i bombardamenti, sono la rappresentazione di un vero e proprio olocausto italiano; il presidente dell'Istituto di Storia contemporanea di Como, lo studioso dottor Ricciotti Lazzero, autore di un libro sugli 'schiavi di Hitler' e quindi profondo conoscitore della vicenda del lavoro coatto, avendo appreso dalla Germania dell'accordo Usa-Repubblica Federale ha lanciato lo scorso mese di dicembre un appello ai sopravvissuti affinche', tramite gli istituti della Resistenza italiani, possano inviare documenti, attestati utili per la creazione di un archivio importante anche nel caso di causa collettiva; il solo istituto di Como, in poco meno di due mesi, ha raccolto oltre quattromila domande; il 28 dicembre 1999 il presidente dell'Istituto ha inviato una lettera al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Minniti. Anche l'Associazione nazionale ex Internati ha chiesto al Ministro degli esteri di rappresentare la causa dei lavoratori coatti a Berlino; a febbraio il Presidente della Repubblica, accogliendo l'appello dell'Istituto di Storia contemporanea di Como, ha interessato il Governo ed ha affidato incarico all'Ufficio Affari giudiziari della Presidenza per individuare un organo competente per assistere i ricorrenti; nel corso del mese di febbraio il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha nominato Maria Schaumayer, incaricata speciale per il risarcimento delle vittime dell'olocausto con promessa di indennizzo per chi subi' lavoro coatto nelle industrie austriache durante il regime nazista -: quali azioni abbiano posto in essere per consentire che anche l'Italia partecipi alla trattativa internazionale per il riconoscimento dei lavoratori coatti in Germania; con quali atti intendano valorizzare la storia dell'olocausto italiano e se si intenda rappresentare le istanze degli ultimi sopravvissuti finanziando le eventuali cause civili; quale rilievo intendano dare all'archivio che si sta costituendo con i documenti raccolti e catalogati dagli istituti, in particolare quello di Como; se non sia opportuno consentire un raccordo tra la documentazione in possesso degli archivi militari, per le informazioni utili al riconoscimento dell'indennizzo da parte della Germania, ed i documenti in possesso degli Istituti di previdenza sociale, del ministero del tesoro e della Corte dei conti (molti sopravvissuti non hanno piu' alcuna prova documentale avendo consegnato tutto, negli anni passati, al ministero del tesoro e alla Corte dei conti nella speranza di ottenere riconoscimenti economici); se, a seguito delle dichiarazioni del neo-cancelliere austriaco, siano gia' stati avviati contatti con il ministero degli esteri a Vienna. (3-05595)