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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05589 presentata da GIOVINE UMBERTO (FORZA ITALIA) in data 20000508

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che: diversi organi di stampa hanno riportato, all'indomani della conclusione dell'accordo fra Banca popolare di Lodi e Banca popolare di Crema, le seguenti notizie e relativi commenti: 'La Consob (ha) acceso i riflettori sulla Banca popolare di Lodi per comunicazioni irregolari sull'intenzione di lanciare un'Opa sulla Popolare di Crema, notizia diffusa nella tarda notte di martedi' con qualche lacuna (mancava ad esempio l'indicazione dell'advisor). Eppure erano passati solo dieci giorni dall'assemblea della Consob, con i moniti di Spaventa per un'informativa piena e corretta al mercato. Un richiamo politico, non solo tecnico' (La Stampa, 'Comunicazioni confuse nella notte e la Consob decide di vederci chiaro', 21 aprile 2000). 'L'Opa lanciata dalla Popolare di Lodi su quella di Crema e quella della cordata Compart sulla Burgo: ..... Le modalita' con le quali le due offerte sono state annunciate sono a dir poco scarsamente rispettose delle norme che prevedono l'obbligo di rendere note le modalita' dell'Opa alla Consob e al mercato mediante la diffusione di un comunicato per evitare informazioni riservate a pochi privilegiati' (La Repubblica, 'Consob, mercato e Far West da Opa', 21 aprile 2000). Su MF del 21 aprile 2000 ('La Consob ha acceso i riflettori sull'offerta') si riportava che, sia nel caso Compart che nel caso Lodi-Crema si potrebbe, 'a giudizio della Commissione presieduta da Luigi Spaventa, contraddire il senso e lo spirito dell'articolo 37 al primo comma del regolamento emittenti ...... Nessuna violazione sostanziale. Ma, certo, un indicatore di scarso fair play da parte della societa' offerente'. E ancora: 'L'operazione e' stata annunciata nella tarda notte dell'altroieri con modalita' e caratteristiche che hanno fatto accendere i riflettori della Commissione di vigilanza che ora sta "procedendo ad accertamenti per verificare se la comunicazione al mercato e' stata compiuta a norma dei regolamenti". Tra l'altro il comunicato della Banca, che per il momento parla di "protocollo d'intesa", non contiene l'indicazione dell'advisor della Lodi, come avviene di consueto in questi casi' (La Repubblica, 'Popolare Lodi lancia Opa. Da Consob altra indagine' 20 aprile 2000). Infine: 'Non piace al mercato lo shopping continuo della Popolare di Lodi ...... Piazza Affari non ha gradito in particolare l'ultima acquisizione, quella della Popolare di Crema, giudicata troppo esosa' (Il Giornale, 'La Borsa boccia l'Opa di Lodi su Crema. Troppo cara la valutazione data da Fiorani, banchiere "pigliatutto" finito nel mirino Consob', 20 aprile 2000); la Consob aveva gia' fatto un richiamo alla Popolare di Lodi in occasione del recente aumento di capitale, per la disinvoltura con la quale venivano annunciati accordi ancora del tutto vaghi, a ridosso della presentazione agli investitori del prospetto informativo, provocando cosi' brusche escursioni del titolo; questa disinvoltura non era del resto sfuggita agli analisti del settore, se e' vero che Prometeia rilevava recentemente la scarsezza di utili e la scarsezza di risorse della Banca (a fronte di acquisizioni valutabili ormai in circa 6.500 miliardi). Quanto al Roe della Popolare di Lodi, a livello di banca esso e' stimato nel 1999 sotto al 6 per cento, di fronte a una media di quasi il 10 per cento delle banche italiane quotate. La stima fatta dai vertici della banca di un Roe consolidato del 9,3 per cento nel 2000 rimane tutta da verificare, vista la difficolta' del calcolo di un 'consolidato' del genere, e rimane comunque al di sotto della media nazionale. Anche l'annuncio secondo cui la Banca popolare di Lodi ritiene di poter raggiungere un livello di Roe pari al 16 per cento entro l'esercizio 2002 appare di difficile verifica; d'altra parte i vertici della Popolare di Lodi hanno spesso fatto annunci largamente in anticipo sugli avvenimenti (accordi con Tim, E-Biscom - ufficializzato infine solo il 27 aprile -, creazione dei 'Bipielle center' eccetera). E' stata per l'appunto questa 'politica dell'annuncio' a suscitare le insistenti reazioni di Consob; la piu' recente di queste reazioni si e' manifestata perfino in occasione dell'accordo, gia' da tempo annunciato, con la Popolare di Crema - un accordo che rientra nel rafforzamento della 'vocazione localistica della Banca', secondo quanto dichiarato dalla Popolare di Lodi stessa, e rappresenta la 'prima applicazione del progetto federale ad una banca popolare' - mostra chiaramente che la strada intrapresa dalla Banca popolare di Lodi, oltre a non incontrare il favore del mercato, non incontra neanche quello delle autorita' di controllo; le operazioni condotte dalla Popolare di Lodi, specie negli ultimi sei mesi, devono essere inquadrate in una realta' italiana che vede le Popolari in difficolta' nella definizione di un soggetto aggregante. Lo dimostrano i contrasti su una politica stand alone all'interno della Popolare di Novara, al termine di un periodo in cui la si era considerata possibile soggetto trainante di alcune delle maggiori banche popolari d'Italia o addirittura come 'tentativo di aggregazione all'interno della categoria' (Il Sole 24 ore, 26 aprile); l'accantonamento dei progetti di aggregazione con altre banche popolari era stato del resto reso noto sei mesi fa dai vertici della banca lodigiana in quanto 'non presentavano ne' chiarezza di governance ne' certezza di prospettive industriali'; in realta', le successive acquisizioni della Popolare di Lodi hanno suscitato le perplessita' dell'ambiente bancario, e le reazioni negative del mercato, proprio per la scarsa chiarezza nella corporate governance, e nella governance dell'insieme dei soggetti in via di acquisizione; una sufficiente massa critica non puo' infatti essere garantita ne' dai mezzi propri, ne' dal risparmio gestito, dove la banca si colloca al sedicesimo posto in Italia con circa un decimo della raccolta del maggior Gruppo: San Paolo-Imi; questo scenario nazionale, gia' fonte di preoccupazione come provano i ripetuti interventi di Consob, va inquadrato in una realta' europea in cui la credibilita' e la correttezza formale e sostanziale dei vertici di una banca sono considerate essenziali per garantire gli azionisti, gli investitori, i cittadini; per prevenire la rottura di questo fondamentale rapporto fiduciario, e' indispensabile adoperarsi per salvaguardare la credibilita' dell'intero circuito del credito. Il sistema continentale europeo deve infatti confrontarsi con le rigorose prescrizioni di altri sistemi, come quello statunitense e quello britannico, dove 'il mero riferimento a "trasferimenti azionari" non sarebbe stato mai consentito senza una precisa descrizione dei particolari finanziari della transazione' (Financial Times, 27 aprile 2000); ad esempio le stesse ABN Amno e Goldman Sachs, messe sotto accusa per 'insufficienti informazioni' fornite nell'Ipo World Online, hanno dovuto difendersi per aver lasciato cadere il titolo trattato nelle settimane successive all'operazione di borsa, dopo che l'Amsterdam Exchange aveva imposto cambiamenti rilevanti nel prospetto informativo presentato per l'Ipo (Wall Street Journal Europe, 27 aprile 2000). 'In un momento in cui la Borsa di Amsterdam ha intenzione di unirsi a quelle di Bruxelles e di Parigi, la vicenda sottolinea l'esigenza di una maggiore standardizzazione delle corporate rules in tutta Europa'; in questo quadro, se non si vuole che la Borsa di Milano - molto meno efficacemente controllata di quella di Amsterdam - si allontani dall'Europa anziche' integrarvisi, occorre maggior rigore nei controlli. E' quanto ha con forza chiesto lo stesso presidente Luigi Spaventa, del resto, all'assemblea della Consob di quest'anno, e pochi giorni dopo con non meno energia l'ha fatto l'ex presidente della Consob Guido Rossi; le voci diffuse, a prospetto presentato, di un accordo con Tim per l'accesso gratuito online che portarono a fine febbraio a una sospensione del titolo Popolare Lodi per eccesso di rialzo, sono del tutto opposte alla direzione presa dalle borse europee e contribuiscono invece ad allontanarne l'Italia, come gia' si vide nel caso di sospetto insider trading nella cessione dell'Elsag Bailey, rilevato a Wall Street dalla Sec; ad aumentare le perplessita' di analisti, investitori e soci, sono intervenute le successive voci di una forte presenza di San Paolo-Imi o di altri 'poteri forti' nella Banca, voci smentite dallo stesso amministratore delegato in un incontro sindacale in cui nego' (30 marzo 2000) la presenza di soci piu' o meno occulti di riferimento, senza per contro indicare su quali appoggi concreti e alternativi la Banca potesse contare per sostenere la sua campagna di acquisizioni; a quanto pare, viste le reazioni del mercato e della Consob all'operazione sulla Popolare di Crema che non doveva porre problemi, le dichiarazioni dei vertici della Banca popolare di Lodi, anziche' tranquillizzare hanno accresciuto le inquietudini degli osservatori, intaccando in modo preoccupante la credibilita' di una banca che, e' opportuno ricordare, e' stata la prima banca popolare italiana ed e' destinata a svolgere una parte decisiva nel territorio lodigiano e in tutta la Lombardia; la politica della Banca d'Italia in questo periodo di forte ristrutturazione del settore bancario a livello nazionale, europeo, mondiale, e' stata di favorire, e talvolta di sollecitare, processi di concentrazione bancaria, anche quando essi non erano giustificati - e sembra questo il caso della Banca popolare di Lodi - dall'esigenza di creare strutture piu' solide per affrontare la concorrenza europea; tale politica dell'Istituto centrale, seppure senza dubbio spiegata dalla necessita' di ridurre al piu' presto la frammentazione tradizionale del mondo bancario italiano, deve trovare nei soggetti interessati l'adesione a piani industriali seri, garantiti da una governance certa e non aleatoria; in assenza di queste condizioni, le politiche di acquisizione portano presto o tardi a soccombere di fronte a soggetti italiani o esteri dotati di mezzi adeguati; in definitiva, infatti, non sara' la Banca d'Italia ma il mercato a giudicare la congruita' di certe operazioni, come prova il positivo esempio della Spagna, paese in cui la razionalizzazione e lo sviluppo del sistema bancario sono avvenuti prima e meglio che in Italia -: se il Governo sia a conoscenza dei risultati di eventuali inchieste che abbia svolto la Banca d'Italia in relazione alla Banca popolare di Lodi, a difesa del rapporto fiduciario che deve ispirare il mercato del credito, non solo nella forma ma anche nella sostanza, e di quali esiti esse abbiano dato, anche in riferimento ai rilievi sollevati dalla Consob; se il Governo ritenga che la funzione di controllo esercitata sulla Banca popolare di Lodi sia stata adeguata alle situazioni esposte in premessa e se l'azione ispettiva, pur nel rispetto delle prerogative della Banca d'Italia, sia stata abbastanza rigorosa da mettere al riparo soci, investitori e cittadini del lodigiano, nonche' di altre aree del paese, da rischi eccessivi; se, per le ragioni cui si e' fatto riferimento nella premessa, sia stata esaminata l'eventualita' o l'opportunita' di sanzioni amministrative a carico dei componenti del consiglio d'amministrazione, del collegio sindacale e del direttore generale, previste dall'articolo 145 del decreto legislativo n. 385 del 1993, sulla non corretta classificazione delle posizioni; cosa il Governo intenda fare affinche' l'Istituto centrale presti maggiore attenzione a quanto accade nelle situazioni periferiche di gruppi non ancora consolidati, come quello in corso di costituzione da parte della Banca popolare di Lodi, per evitare che certe inefficienze operative si risolvano in un rischio di non trasparenza, con ripercussioni sull'intero Gruppo e danni alla credibilita' del sistema creditizio italiano. (3-05589)

 
Cronologia
martedì 2 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Angius (DS-U) ed altri è approvata con 179 voti favorevoli e 112 contrari.

mercoledì 10 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge, al quinto scrutinio, Bartolo Gallitto membro del Consiglio superiore della magistratura.