Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02415 presentata da PISANU GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 20000522
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: domenica 14 maggio 2000 nella cronaca romana de La Repubblica viene pubblicata la notizia che il supertestimone dell'inchiesta sull'omicidio del professor Massimo D'Antona e' un bambino di dieci anni che avrebbe riconosciuto il telefonista delle BR; lunedi' 15 maggio 2000 vari organi d'informazione rivelano maggiori particolari sul presunto telefonista e sulle tecniche investigative adoperate per individuarlo; mentre la Procura della Repubblica di Roma apre un'inchiesta per scoprire chi abbia divulgato tali notizie commettendo il delitto di rivelazione di segreto; martedi' 16 maggio viene arrestato Alessandro Geri, il presunto telefonista, su ordine del gip Lupacchini, con motivazioni, contenute nell'ordinanza di custodia cautelare, che confermano le intercettazioni, i pedinamenti e le testimonianze cui faceva riferimento l'anticipazione giornalistica del 14 maggio; nella stessa ordinanza il gip Lupacchini afferma la necessita' di interrompere la delicata fase di accertamenti in corso e di accelerare la cattura del Geri, a causa della fuga di notizie di origine 'istituzionale' che aveva consentito lo scoop giornalistico; mercoledi' 17 maggio il Corriere della Sera, narrando i retroscena dell'arresto del presunto telefonista in un articolo siglato 'C.B.', ha rivelato che: a) il Ministro dell'interno Enzo Bianco aveva telefonato personalmente alla signora Olga D'Antona annunciandole la cattura degli assassini del marito entro il 20 maggio, anniversario della morte; b) la signora D'Antona riferi' della telefonata al segretario dei DS Valter Veltroni; c) lo stesso Ministro aveva fatto sapere agli investigatori che le date gradite per gli arresti erano i giorni precedenti il 16 o il 20 maggio, cioe' la vigilia della festa della Polizia o del primo anniversario dell'omicidio; d) nel febbraio scorso il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza decise che le informazioni di Polizia e Carabinieri sulle indagini sarebbero state scambiate da allora in poi solo nelle sedi istituzionali, cioe' negli uffici della procura della Repubblica; giovedi' 18 maggio il Corriere della Sera ha pubblicato un'intervista del Ministro Enzo Bianco, che tra l'altro ha affermato: 'Le parole di Lupacchini sono ineccepibili. S'e' trattato di una fuga di notizie istituzionale. E dal momento che non credo che qui al Viminale ci sia un abusivo che intercetta notizie, ritengo che la fuga si sia verificata in uno dei passaggi istituzionali dell'inchiesta. Il danno provocato da chi irresponsabilmente ha rivelato cio' che non doveva rivelare e' stato gravissimo... c'e' stato dolo. O, comunque, si e' trattato di una negligenza inescusabile'; lo stesso giovedi' 18 maggio il Corriere della Sera ha riportato una lettera firmata dalla vedova D'Antona e dall'onorevole Veltroni, i quali smentiscono la ricostruzione dei retroscena e precisano: 'In questi ultimi giorni c'e' stata una sola telefonata ed e' quella con cui Bianco ha annunciato a D'Antona, la mattina di martedi' 16, l'avvenuto arresto del presunto telefonista delle BR' -: se il Governo abbia avviato una rapida e rigorosa inchiesta amministrativa per appurare chi e come abbia diffuso le notizie segrete; quali esiti l'inchiesta amministrativa abbia eventualmente gia' prodotto indipendentemente dalla rilevanza penale dei fatti, rimessa all'esame della magistratura; quali conseguenze la fuga di notizie abbia prodotto sulle indagini in corso e se sia stata pregiudicata la possibilita' di identificare, oltre al presunto telefonista, tutti gli altri componenti della banda terrorista; in quali specifici episodi sia emerso lo scoordinamento, se non addirittura l'antagonismo, delle forze investigative ed a quali inadempienze ed inefficienze abbia dato luogo; se il Governo sia a conoscenza che il Ministro dell'interno abbia convocato, in una o piu' occasioni, gli investigatori della Digos e del Ros per assumere informazioni sullo sviluppo delle indagini, e cioe' sui profili rimessi al controllo e alla direzione dell'autorita' giudiziaria, interferendo in tal modo nella conoscenza di elementi che avrebbero dovuto restare segreti anche all'autorita' di Governo; se sia dovuta alla consapevolezza di tale indebita interferenza l'assenza del Sottosegretario Brutti agli incontri del Ministro Bianco con gli investigatori; se di tali inammissibili incontri e di alcuna delle informazioni acquisitevi il Ministro Bianco abbia informato la signora D'Antona anche in una sola occasione; se il segretario dei DS onorevole Veltroni sia stato informato dell'arresto del presunto telefonista dalla signora D'Antona o, secondo altre ipotesi, dal Sottosegretario Brutti, e quando; se il Governo, di fronte alle indebite interferenze sul corso delle indagini, di fronte all'evidente imputazione di responsabilita' del gip Lupacchini a carico di sedi istituzionali ancora imprecisate, ma presumibilmente del ministero dell'interno, di fronte alla carenza di coordinamento e di direzione politica che ha accentuato la perniciosa inclinazione all'antagonismo tra i corpi investigativi, di fronte al discredito riversatosi sullo Stato e segnatamente sugli organi preposti alla sicurezza, non ritenga che il Ministro dell'interno sia venuto meno ai suoi doveri istituzionali, specie se si considera la persistente pericolosita' della minaccia terroristica. (2-02415)