Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02420 presentata da MUSSI FABIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000523
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno e della giustizia, per sapere - premesso che: gravi e ripetute fughe di notizie hanno condizionato e, secondo il Ministro dell'interno obiettivamente danneggiato, il lavoro degli investigatori sull'uccisione di Massimo D'Antona, avvenuta lo scorso 20 maggio 1999; quel delitto ad opera delle nuove Brigate Rosse ha riproposto drammaticamente il problema della ripresa del terrorismo nel nostro paese e proprio la tragicita' dell'episodio e la sua pericolosita' esigono una risposta forte dello Stato, capace di sconfiggere sul nascere ogni ipotesi terroristica, partendo dall'individuazione dei colpevoli e dei mandanti; ma proprio una 'fuga di notizie' nella fase piu' delicata del lavoro degli inquirenti pare avere recato danno notevole al lavoro degli investigatori e messo a rischio un lavoro paziente e tenace che invece si stava portando avanti e che stava per produrre fatti concreti; il 14 maggio scorso il giornale 'La Repubblica' pubblica nella cronaca romana un articolo a firma dei giornalisti Massimo Lugli e Giuseppe Cerosa che ricostruisce il modo di lavorare usato dagli investigatori e indica in un bambino di 10 anni il super teste per D'Antona, che ha visto in faccia il telefonista delle BR. Si spiega nell'articolo della pista elettronica che ha portato poi alla individuazione del telefonista. Ma nell'articolo non si parla di eventuali arresti; il giorno successivo sullo stesso giornale un articolo di Claudia Fusani spiega come nel mirino sia un ristretto gruppo di persone e che si sta per procedere a degli arresti. Sul 'Corriere della Sera' lo stesso giorno esce un titolo 'D'Antona, identificato il telefonista. Svolta nell'inchiesta BR, coinvolte 20 persone: forse individuato il comando omicida'; la procura della Repubblica di Roma intanto apre un fascicolo sulla fuga delle notizie e il giudice per le indagini preliminari Otello Lupacchini nell'ordinanza scrive il giorno martedi' 16 maggio: 'Proprio la fuga di notizie, che non si esita a definire istituzionale, comporta un gravissimo e concreto pericolo'; analoghe considerazioni sulla fuga di notizie sono state fatte dal Ministro dell'interno Bianco, che ha tra l'altro affermato alla Festa della Polizia che si e' recato danno obiettivo alle investigazioni sul delitto D'Antona e ha auspicato che l'autorita' giudiziaria individui e punisca i responsabili, anzi gli irresponsabili e successivamente ha dichiarato: 'La talpa puo' essere tra noi. Puo' nascondersi certamente in organi istituzionali dello Stato, puo' essere nell'apparato investigativo. C'e' poi una dichiarazione del sottosegretario senatore Massimo Brutti del 20 maggio secondo cui 'la fuga di notizie continua su diversi livelli delle indagini, che chi ha parlato sapeva di recare un danno all'inchiesta'; rispetto poi allo stato di fermo del presunto telefonista delle Brigate Rosse Alessandro Geri si intrecciano indiscrezioni e dichiarazioni sulle indagini in cui l'unica cosa certa e' la non chiarezza e la difficolta' dell'indagine stessa -: quale sia il giudizio del Governo su questa inquietante vicenda della fuga di notizie; quali iniziative il Governo abbia assunto, fatte salve le competenze della autorita' giudiziaria, per individuare i responsabili; quali misure abbia adottato, nell'ambito delle proprie competenze e responsabilita', per evitare che fughe di notizie possano ripetersi. (2-02420)