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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02429 presentata da TESTA LUCIO (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000525

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri per i beni e le attivita' culturali, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e delle finanze, per sapere - premesso che: con il decreto 27 marzo 2000 del Ministro del tesoro (Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2000) e' stato posto in vendita l'intero complesso sportivo del Foro Italico in Roma, ai sensi delle legge n. 662 del 1996 (collegato alla Finanziaria per il 1997); la decisione e' stata adottata sulla base del deliberato di un'apposita commissione istituita dal Ministro delle finanze e presieduta dal professor Giacomo Vaciago, il quale, all'atto del suo insediamento, ebbe a dichiarare (fine 1997) che era opportuno e utile vendere beni culturali di proprieta' pubblica per 'fare cassa' anche allo scopo di adottare provvedimenti in favore della 'new economy'; il Foro Italico, ai sensi del decreto 31 gennaio 1989 emanato dal ministero per i beni e le attivita' culturali, e' in gran parte oggetto dei vincoli e delle tutele della legge n. 1089/1939 quale complesso di immobili 'di interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere'; sentenze della Corte di cassazione e pronunciamenti del Consiglio di Stato a sezioni unite hanno chiarito in via definitiva che i beni soggetti a regime demaniale non possono essere alienati neppure con l'autorizzazione del Ministro dei beni culturali e ambientali; in questo senso si rammenta inoltre, che i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 12 della legge 127 del 1997, che consentivano l'alienazione di cose di antichita' e d'arte di proprieta' dello Stato, sono stati successivamente soppressi; nel rispondere ad una serie di atti di sindacato ispettivo presentati su questo tema, il ministro delle finanze ha affermato che la decisione sotto il profilo della legalita' e' del tutto legittima poiche' il termine 'patrimonio', di cui alla citata legge n. 662 (articolo 3, comma 88), e' stato utilizzato dal legislatore in senso generico, comprendendo, quindi, anche i beni demaniali, tra cui figurano quelli di interesse storico, artistico ed archeologico nonche' quelli del patrimonio indisponibile; sotto il profilo politico la decisione appare in contrasto con orientamenti programmatici espressi a suo tempo dal Ministro dei beni culturali e ambientali che all'atto del suo insediamento indicava il coinvolgimento di risorse private per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio pubblico come alternativa alla ipotetica privatizzazione di qualsiasi bene culturale di proprieta' pubblica; d'altro canto l'eventuale alienazione priverebbe lo sport italiano ed il Coni di una sede prestigiosa, sminuendo l'impegno profuso nel corso di decenni per il sempre maggiore sviluppo della pratica dello sport; per bocca dello stesso Ministro, la ratio dei commi 86 e successivi della legge n. 662 e' quella 'di favorire la dismissione di immobili non piu' utili per le esigenze di pubblico interesse' e comunque la dismissione non e' possibile quando detti immobili 'sono in uso secondo la loro destinazione naturale' -: se ritenga la decisione di alienare il Foro Italico in linea con le ragioni che hanno portato all'approvazione della legge n. 662, commi 86 e successivi e cioe' se ritenga che l'immobile sia 'non piu' utile per le esigenze di pubblico interesse' ed abbia una destinazione diversa da quella naturale; se viceversa non ritenga che la genericita' della dizione 'patrimonio' del citato comma 88 dell'articolo 3 della legge n. 662, non possa in alcun modo superare ne' le specifiche tutele previste per legge ne' le numerose sentenze in materia di inalienabilita' di beni artistici e storici; se non ritenga infine opportuno intervenire con tutti i poteri che gli sono propri, ivi compresa la sede politica, per conservare all'Italia una fondamentale testimonianza del proprio recente passato ed al Comitato olimpico nazionale la propria prestigiosa sede. (2-02429)





 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.