Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02434 presentata da PAOLONE BENITO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000525

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i ministri dell'interno e del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: circa tre anni fa il Comune di Catania ha costituito con la societa' Italia Lavoro, proprieta' al 100 per cento del Ministero del Tesoro, una societa' mista denominata «Catania Multiservizi SpA», al fine di affidarle l'appalto delle pulizie e della custodia dei locali comunali e di gestione comunale; la decisione del Comune fu motivata da una parcellizzazione degli appalti (discendente da decisione dello stesso Ente), spesso solo annuali, e da una presunta diffusa irregolarita' sullo stato giuridico dei lavoratori oltre che da un cattivo servizio di pulizia; tali difficolta' si sarebbero potute agevolmente superare prolungando adeguatamente i termini temporali degli appalti ed accorpando gli stessi in lotti di dimensione economica opportuna, nel rispetto del mercato; il Comune di Catania ha preferito creare la suddetta societa' mista senza nemmeno ricorrere a gara per l'individuazione del socio privato, affidandole direttamente, senza gara, tutti i servizi di pulizia e di custodia; l'affidamento settennale alla Catania Multiservizi e' avvenuto con un costo per l'erario assai elevato, perche' determinato in ragione dei valori dei precedenti appalti, annuali e fortemente frazionati, aumentato delle rivalutazioni ISTAT, senza considerare le riduzioni che avrebbero dovuto conseguire ad un lavoro a piu' lungo termine esteso a tutto il servizio di pulizia; il TAR di Catania su ricorso delle ditte private, ha dichiarato nulla la delibera comunale di costituzione della societa' Catania Multiservizi perche', per poter avere l'affidamento diretto dei lavori, avrebbe dovuto essere costituita con ricerca del socio privato mediante gara, nel rispetto della normativa europea; il Comune di Catania e la Catania Multiservizi hanno inoltrato ricorso al C.G.A.. Nelle more la Catania Multiservizi continua ad operare ed a trarre profitti acquisendo forniture senza gara impiegando gli illegittimi proventi della propria attivita' in azioni diverse da quelle della pulizia; la vera funzione della Catania Multiservizi appare, pertanto, volta al recupero di interessi elettorali ed un'attivita' senza rischio alcuno, alimentata da un ingiustificato, eccessivo profitto (lire 3.500.000.000); la detta societa' gode impropriamente della fiscalizzazione degli oneri sociali previsti dalla legge regionale 30/97, perche' dovendo rilevare, in continuita' con le assunzioni fatte dalle imprese precedentemente aggiudicatarie, lo stesso personale, ha artatamente e formalmente chiesto il licenziamento dello stesso per procedere il giorno dopo a nuova assunzione al fine di poter illegittimamente godere dei benefici di legge -: se i fatti esposti corrispondano al vero; in caso affermativo, quali provvedimenti si intendano adottare per rimuovere il grave stato di irregolarita' amministrativa della Catania Multiservizi S.p.A. che, dopo la sentenza del TAR Catania, continua ad operare per quel che riguarda le forniture e gli impegni di spesa diversi da quelli alla stessa affidati, nella presunta condizione di societa' privata invece che di quella di societa' di pura emanazione pubblica; quali iniziative si intendano assumere per rimuovere la indebita utilizzazione dei fondi della legge regionale 30/97, destinati alla fiscalizzazione degli oneri sociali per le nuove assunzioni che, nello specifico, appaiono essere state costruite solo su base formale. (2-02434)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.