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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02443 presentata da GARRA GIACOMO (FORZA ITALIA) in data 20000530

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che: nell'ambito della scuola italiana opera la 'Libera associazione sindacale personale amministrativo tecnico ausiliario scuola' con sede in Roma, Via Pianciani n. 35; detto sindacato di categoria ha riportato il 23,7 per cento dei voti nelle elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione; detto sindacato ha denunciato la gravissima forma di monopolio e strapotere sindacal-politico instaurata su intese del Ministro pro tempore Berlinguer, la triplice sindacale e l'Aran; dal novembre 1999, non solo detto sindacato viene espulso dal tavolo delle trattative ma, fatto ancor piu' grave e discriminatorio, non puo' indire assemblee sindacali in orario di servizio con grave danno per i contatti con la categoria; questo Governo se lascia in vita una vuota forma di sindacato impedisce all'Laspatas una reale forma di attivita'; il perdurare della suddetta situazione preoccupa fortemente l'Laspatas, poiche' potrebbe impedire di partecipare alle elezioni delle R.S.U. in quanto la mancata presenza di detto sindacato tra la categoria, fa si' che i lavoratori si allontanino da quel sindacato, e viene paventato che sia proprio questo il reale obiettivo che si sono proposti Governo, sindacati e Aran: eliminare chi disturba il manovratore; l'Associazione sindacale suddetta ha lanciato un vibrante appello che rivendica il rispetto del principio della liberta' sindacale -: se i fatti suesposti siano a conoscenza del nuovo Ministro della pubblica istruzione; se e quali iniziative il Governo intenda attivare per il ripristino della liberta' sindacale nel mondo della Scuola, o comunque per il pieno ed assoluto rispetto dell'insopprimibile diritto in argomento. (2-02443)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.