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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00458 presentata da PEZZONI MARCO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000531

La Camera, premesso che: e' profondamente colpita dalla violenta ripresa del sanguinoso conflitto tra Etiopia ed Eritrea che ha causato 80.000 morti e mezzo milione di profughi nel 1998 e, dal 12 maggio di quest'anno, altre migliaia di vittime tra i due eserciti e tra i civili e un milione di profughi tra la popolazione eritrea; ritiene ingiustificato sul piano del diritto internazionale l'uso della forza militare da parte dell'Etiopia per riconquistare territori contesi, oggetto di un negoziato con garanzie internazionali quale quello promosso in questi mesi dall'Algeria, presidente di turno dell'Oua, con il sostegno di Onu e Unione europea; condivide l'iniziativa del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha chiesto l'immediato cessate il fuoco e ha stabilito l'embargo generalizzato sulla fornitura di armi per tutta l'area coinvolta nel conflitto; valuta positivamente la ripresa ad Algeri su iniziativa del presidente Bouteflika dei colloqui indiretti tra Eritrea ed Etiopia, alla presenza dei mediatori Rino Serri per l'Ue e Tony Lake per gli Stati Uniti e considera indispensabile un esplicito pronunciamento a favore di un rapido, equo e duraturo accordo di pace da parte dei massimi livelli di governi e istituzioni europee, soprattutto dopo il vertice tenuto al Cairo tra Africa e Unione europea; giudica contraddittorio rispetto agli obiettivi dichiarati il comportamento dell'Etiopia che, dopo essersi spinta molto in profondita' in territorio eritreo, ben oltre i confini rivendicati, ha bombardato con l'aviazione obiettivi civili come la principale centrale elettrica eritrea e, ora, ritarda il ritiro dei suoi contingenti militari da aree chiaramente non appartenenti alla sua sovranita' territoriale; e' preoccupata per il duplice dramma che sta vivendo quasi un terzo della popolazione dell'Eritrea, costretta alla fuga dalle proprie case e colpita da carestia e siccita' ed e' ugualmente, preoccupata per il destino di quasi dieci milioni di cittadini etiopici colpiti dal novembre 1999 da un'emergenza alimentare e sanitaria gravissima che la guerra e la conseguente difficolta' di distribuzione degli aiuti internazionali hanno solo aggravato; e' consapevole che l'Italia, per i profondi e storici rapporti con l'Eritrea e l'Etiopia, ha una speciale responsabilita' in quell'area anche per l'attuale significativa presenza di comunita' italiane in quelle societa', accogliendo l'appello e l'allarme sollevati dall'emigrazione proveniente da quei paesi; impegna il Governo: a sostenere in tutte le sedi internazionali la necessita' di garantire un appoggio forte, esplicito e autorevole ai negoziati in corso ad Algeri per evitare il rischio di impasse o di fallimento e per arrivare in tempi rapidi ad un accordo di pace globale tra Etiopia ed Eritrea; a promuovere espliciti pronunciamenti in particolare da parte del Consiglio europeo e della Commissione europea perche' sia sul piano politico sia sul piano economico-finanziario il processo di pace abbia quei supporti indispensabili e di medio-lungo periodo per potersi sviluppare senza riaprire ferite, rivalse o rivincite; a chiedere all'Etiopia di accelerare il ritiro delle proprie truppe dai territori che non sono oggetto di contenzioso per favorire l'aiuto e rientro dei profughi; a mettere in cantiere un piano straordinario di aiuti, anche a livello bilaterale, per il milione di profughi eritrei; ad aumentare urgentemente le risorse e l'efficacia per l'emergenza alimentare e sanitaria tanto nei confronti della popolazione eritrea quanto della popolazione etiopica colpite da carestia e siccita'. (1-00458)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.