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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02458 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 20000606

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: in data 19 maggio 2000 prima, e 23 maggio 2000 dopo, l'interrogante si e' recata in qualita' di parlamentare nella casa circondariale di Poggioreale di Napoli riscontrando ripetute e gravissime violazioni dei diritti fondamentali e civili della persona; 17 persone rinchiuse in una cella di metri 5 per 4. Letti a castello fino al soffitto disposti in maniera da non poter neanche chiudere le finestre senza spostarli. Un solo bagno fungente anche da cucina con fornellini, pentole e stoviglie accantonati negli stessi lavandini dove ci si lava. Da sette ad otto persone rinchiuse in celle ancora piu' piccole dove si puo' stare in piedi soltanto organizzandosi in turnazioni di tre. E nelle celle in cui sono rinchiuse due persone la situazione non e' migliore: lo spazio e' quello di uno 'sgabuzzino' privo di qualunque divisione tra servizi igienici e resto della cella. I fatiscenti lavabi sono tutti privi di acqua calda, inesistenti bide' e lavapiedi, tutela della privacy: zero. Le docce, in comune sui piani, sono sporche e fatiscenti ed i detenuti possono usufruirne solo due volte a settimana a meno che questo loro diritto non combaci con gli orari di colloquio o udienza nel cui caso, automaticamente, sono costretti a saltare la doccia. Tavoli rotti nelle celle che i detenuti appoggiano sulle ginocchia al momento del pranzo e della cena, sgabelli sgangherati piu' volte riparati dagli stessi detenuti con materiali di fortuna. Gia' agli inizi dell'estate si riscontra nelle celle un caldo torrido ed insostenibile moltiplicato nei suoi dannosi effetti dal sovraffollamento; facilmente immaginabile il freddo invernale dovuto alla riscontrata inesistenza di qualsiasi impianto di riscaldamento in interi reparti; l'interrogante ha incontrato un uomo in preda ad evidente malessere, ammalato da tempo, e steso su una brandina al centro di una cella in vana attesa, da ore, dell'intervento di un medico. La stessa brandina, con sopra l'ammalato, da vari giorni veniva spostata ad ora di pranzo e di cena innanzi alla porta d'ingresso della cella per fare posto ai tavolini di legno dove una decina di persone sono costrette a mangiare; la totalita' dei detenuti e' costretta ad uno stato di abbandono, alla perenne immobilita' ed alla totale alienazione: 22 ore reclusi in spazi angusti ed invivibili, in condizioni pietose, con nemmeno 2 ore di aria al giorno trascorse in spazi ristretti ed angusti chiamati 'passeggi'. Nessuno dei detenuti con i quali la scrivente ha avuto modo di parlare svolgeva attivita' lavorativa, scolastica o formativa, e tra loro vi sono persone recluse da anni in tali condizioni. Per non parlare dei cosiddetti stranieri costretti a condizioni di ancor piu' grave sofferenza rispetto agli italiani perche' ghettizzati in celle ancora piu' affollate in cui il disagio e' acuito dalle differenze culturali e linguistiche: sono assenti figure di interpreti e di mediatori culturali e questi detenuti sono inoltre per lo piu' impossibilitati ad attivare qualsiasi idonea difesa legale e privi di relazioni sociali interne ed esterne al carcere; i detenuti in isolamento disciplinare o sanitario vengono costretti in celle minuscole, fatiscenti, nella maggioranza dei casi prive di qualsiasi arredo tranne che una brandina sporca, in pessime condizioni igieniche, con latrine alla 'turca' ingiallite dalla mancanza di qualsiasi idonea pulizia, con pareti letteralmente ricoperte di muffa, come dalla scrivente constatato nel padiglione Genova e all'Osservazione annesso all'Avellino. Nessun 'sovraffollamento' puo' giustificare la detenzione in tali reparti, e non in adeguate infermerie, di soggetti ammalati, magari affetti da scabbia, polmonite, cardiopatia, sofferenza mentale, eccetera; dalle denunce rivolte all'interrogante dai detenuti pare che all'interno della struttura in questione siano attive numerose 'squadrette' preposte al mantenimento della disciplina e della sicurezza; per i detenuti tossicodipendenti, che si trovano in crisi di astinenza, le loro lamentele vengono messe a tacere con il 'metadone' ed il 'valium', che sono i nomi assegnati a due particolari tipi di bastoni in uso nel carcere di Poggioreale; l'interrogante ha riscontrato che le strutture sanitarie sono assolutamente inadeguate all'assistenza ed alla cura di un numero cosi' elevato di detenuti; la maggior parte dei detenuti che richiedono le visite mediche sono costretti ad aspettare anche mesi per riceverle, con un evidente aggravio delle condizioni di salute; i malati cronici non usufruiscono di misure alternative alla carcerazione, cosa che dovrebbe salvaguardare sia la propria salute che quella della restante popolazione carceraria, basti pensare che malati di aids o di epatite C, sono reclusi in celle a volte con altre venti persone; i detenuti sono costretti, durante la conta e durante gli spostamenti nei corridoi, a tenere una umiliante posizione, pena ritorsioni corporali, con le mani dietro la schiena, le gambe leggermente divaricate e gli occhi bassi, posizione che hanno assunto istintivamente anche nei dialoghi con la scrivente, a riprova del danno psicologico che continuamente subiscono; i familiari dei detenuti sono costretti ad aspettare anche otto ore per poter parlare nel giorno prestabilito con il proprio caro -: quali provvedimenti intenda intraprendere per riportare condizioni minime di vivibilita' ed umanita' nel carcere di Poggioreale; quali provvedimenti intenda intraprendere per accertare l'esistenza dei fatti illeciti denunciati dalla scrivente e perseguire gli eventuali responsabili di tali abusi; quali provvedimenti intenda adottare per imporre l'applicazione della legge 'Gozzini' e della legge 'Simeone' assolutamente inapplicate all'interno della casa circondariale di Poggioreale. (2-02458)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.