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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00935 presentata da FANTOZZI AUGUSTO (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000614

La V Commissione, premesso che: il documento di programmazione economico-finanziaria costituisce la principale occasione di confronto tra il Governo e le forze politiche riguardo all'impostazione della politica generale del paese; lo scorso anno, per l'accavallarsi dei tempi di entrata in vigore della legge n. 208 del 1999 e di definizione del Dpef, non fu possibile applicare compiutamente le nuove disposizioni in materia finanziaria e contabile; in particolare, il Dpef per il quadriennio 2001/2004 e' il primo ad essere predisposto sulla base delle previsioni introdotte dalla legge n. 208 del 1999 e dei relativi atti di indirizzo, che ne hanno valorizzato la funzione di delineare il quadro di compatibilita' economiche e finanziarie e gli obiettivi in rapporto ai quali dovranno coerentemente definirsi le misure di politica economica oggetto della legge di bilancio, della legge finanziaria e dei provvedimenti collegati; gli elementi di coerenza e di compatibilita' generale ed i conseguenti indirizzi strategici assumono nel documento rilievo preminente rispetto alle singole misure da adottare ed agli interessi particolari e settoriali, per cui l'esigenza di un contenuto adeguato alla specifica funzione di sintesi generale delle principali politiche si congiunge con quella di mantenere il massimo grado di chiarezza al disegno complessivo; il documento di programmazione economico-finanziaria pone le basi di un vasto e complesso processo decisionale, indicandone le condizioni e gli obiettivi, in modo che le successive scelte concrete siano effettuate sulla base della previa definizione di un quadro complessivo; l'esame del documento di programmazione economico-finanziaria permette al Parlamento di concorrere a stabilire linee di indirizzo sulle materie in cui le decisioni del Governo si definiscono mediante forme di negoziazione con altri soggetti, quali gli organi comunitari, le autonomie territoriali e le forze sociali, contribuendo per tale via a preservare il ruolo del Parlamento nella determinazione degli indirizzi di politica economica; impegna il Governo: a dare piena attuazione alla legge n. 208 del 1999, sperimentando compiutamente le metodologie innovative in essa contenute e ad ottemperare agli indirizzi contenuti nell'ordine del giorno della Camera varato in occasione della sua approvazione; e, in particolare, per guanto riguarda la struttura del DPEF: a proseguire nella linea adottata con il documento di programmazione economico-finanziaria 2000-2003, riunendo e raccordando tutti gli elementi fondamentali in una sintesi iniziale; a presentare un'esposizione ispirata a linee di essenzialita' basate su dati che consentano alle Camere le opportune valutazioni, rinviando ad eventuali allegati lo svolgimento delle questioni che richiedono maggiore analiticita'; per guanto attiene al quadro macroeconomico e di finanza pubblica: a correlare tra loro, per guanto concerne informazioni e struttura espositiva, il documento di programmazione economico-finanziaria e il modello delle comunicazioni relative al Programma di stabilita', dando conto dell'andamento tendenziale e programmatico dei principali aggregati di finanza pubblica esposti nel Programma medesimo e aggiornandone, ove necessario, le previsioni; a fare riferimento, nell'esposizione dell'andamento tendenziale della spesa pubblica, sia corrente che in conto capitale, ad un livello di disaggregazione che risulti rappresentativo dei piu' importanti settori di spesa, con riferimento specifico a regioni ed enti locali; ad articolare l'esposizione delle previsioni di entrata della finanza pubblica in modo da evidenziare l'evoluzione tendenziale della pressione fiscale, tributaria e contributiva, con riferimento anche a regioni ed enti locali; a fornire, a livello programmatico, indicazioni sulla struttura delle variazioni di entrata e di spesa che il Governo intende proporre con la prossima legge finanziaria; ad offrire un'illustrazione delle previsioni relative all'evoluzione del debito pubblico in rapporto al PIL; per guanto riguarda la definizione degli indirizzi di politica economica e sociale: a precisare gli obiettivi strategici proposti, delineando, in relazione ad essi, gli strumenti che si intendono adottare (disegno di legge finanziaria, disegni di legge collegati, altri interventi di carattere normativo o azioni amministrative); a definire, per ciascun disegno di legge collegato, le finalita' che per mezzo di esso si vogliono realizzare; per guanto riguarda le politiche di sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno: a indicare gli ambiti di intervento, i tempi di attuazione e, ove possibile, l'ammontare delle relative risorse, con specificazione di quelle provenienti dai fondi strutturali comunitari; a presentare, in allegato al disegno di legge finanziaria, un apposito prospetto che specifichi l'entita' della spesa per investimenti riconducibile agli stanziamenti del bilancio dello Stato a legislazione vigente - in termini di competenza e di cassa - e di quella determinata dalle previsioni del disegno di legge finanziaria, nell'articolato e nelle tabelle, distinguendo, ove possibile, la quota destinata al Mezzogiorno. (7-00935)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.