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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00938 presentata da MUZIO ANGELO (COMUNISTA) in data 20000614

La XIII Commissione, premesso che: il Progetto di riforma OCM riso, varato dalla Commissione Europea andra' in discussione il 19 giugno al Consiglio dei Ministri dell'Ue; il Commissario Franz Fischler ha indicato alcune linee essenziali, tra cui l'introduzione del set aside con un taglio del 10 per cento della superficie, abolizione del prezzo d'intervento e fine dell'ammasso pubblico, aiuti all'ettaro ridotti etc...; la riforma e' stata varata prima di negoziare con i Paesi extraeuropei la tariffa doganale sulle importazioni; il mercato europeo del riso si trova in una situazione di forte squilibrio, infatti la campagna di commercializzazione 1999/2000 e' iniziata con 495.402 tonnellate di risorse stoccate all'intervento, che rappresenta circa il 20 per cento della produzione interna. Questo quantitativo corrisponde a circa 300.000 tonnellate di riso lavorato; allo stato attuale si corre il rischio che questo stock possa aumentare ogni anno di circa 100.000-150.000 tonnellate base lavorato, dalle quali si possono detrarre solo le vendite occasionali nel quadro dei programmi di aiuto alimentare; i costi finanziari sono ingenti nella misura in cui, in ragione del deterioramento durante lo stoccaggio, il riso rischia di perdere il suo valore dopo 2-3 anni; i prezzi di mercato si situano sempre al di sotto del prezzo d'intervento; durante la campagna 1999-2000 sulla scorta di un bilancio provvisorio, si stima un intervento di 130.000 tonnellate base lavorato, mentre le possibilita' attuali di aiuto alimentare sono piuttosto limitate; per quanto riguarda la produzione interna, se si decide di inglobare il riso nel regime dei seminativi non soltanto i produttori avranno la liberta' di scegliere altre colture diverse dal riso, ma il set aside sara' applicato anche al riso; un tasso di messa al risposo del 10 per cento probabilmente ridurrebbe la produzione interna di circa 150.000 tonnellate di risone, che rappresenta attualmente la meta' degli acquisti annuali all'intervento; l'integrazione totale del riso nel sistema COP significherebbe che il pagamento all'ettaro per i cereali, fissato a 63 Euro/tonn. a partire dalla campagna 2001-2002, determinerebbe il livello di sostegno all'ettaro anche per il riso; i 63 Euro/tonn. devono essere moltiplicati per i rendimenti regionali. Gli Stati membri sono liberi di stabilire i loro piani di regionalizzazione, rispettando il rendimento nazionale di riferimento globale, che potrebbe essere aumentato al fine di incorporare il riso; poiche' l'integrazione rende necessario l'adattamento dei piani di regionalizzazione a livello degli stati membri, la sua attuazione non potra' che avvenire dal 1^ luglio 2001; l'integrazione determina un aumento dell'aiuto per ettaro per il riso costituendo la compensazione di base per abolire il prezzo d'intervento; la combinazione dell'integrazione e l'abolizione riorientano maggiormente la produzione di riso alla domanda reale del mercato ed aumentano la fluidita' del mercato; se una perturbazione grave del mercato si producesse in assenza dell'intervento, la commissione dovrebbe essere autorizzata a prendere misure temporanee appropriate; se il mercato del riso rischia di essere squilibrato per periodi piu' lunghi, non dovrebbe essere scartata la possibilita' di una messa a riposo ambientale a lungo termine; durante i negoziati dell'Uruguay Round e' stato deciso di convertire i prelievi variabili in tariffe fisse da ridurre al 36 per cento fino al 2000. La tariffa fissa per il riso semigreggio sara' di 264 Euro/tonn. a partire dal 1^ luglio 2000; l'Unione Europea ha tuttavia convenuto, su richiesta degli Stati Uniti, di includere nei propri impegni WTO una nota speciale 7 per il riso, implicante un tetto massimo per il prezzo d'importazione del riso semigreggio, dazio pagato, uguale a: riso japonica = 188 per cento del prezzo d'intervento del risone-riso indica = 180 per cento del prezzo d'intervento del risone, indipendentemente dal rapporto prezzo-qualita' del riso in questione; nella pratica, il dazio forfettario viene calcolato ogni due settimane come differenza tra il tetto massimo di cui sopra ed il prezzo di riferimento del mercato mondiale della qualita' in questione; i prezzi del riso Basmati erano in media 250 Euro/tonn. piu' alti del prezzo di riferimento di cui sopra, e' stata accordata una riduzione speciale di importo equivalente. Di conseguenza le importazioni di Basmati sono passate da 40.000 tonn. nel 94/95 a circa 100.000 nel 98/99 che sono entrate a dazio ridotto o zero; a causa di questo sistema del plafond, tra luglio del 1995 e gennaio 2000, il dazio all'importazione applicato per il riso indica semigreggio e' rimasto molto al di sotto della tariffa fissata sopra citata; durante questo periodo, il dazio applicato e' sceso da circa 390 Euro/tonn. agli attuale 270 Euro/tonn. Il livello di 207 rappresenta 81 Euro/tonn. in meno della tariffa stabilita per il 1999/2000; poiche' gli Usa hanno insistito sul fatto che il sistema in questione non dovrebbe essere applicato su base forfettaria ma lotto per lotto, l'UE ha accettato di applicare su una base temporanea il cosiddetto sistema cumulativo di recupero del dazio con il quale gli importatori potevano reclamare una parte del dazio sulla base del prezzo dei differenti lotti; le due parti hanno accettato di non prolungare questo sistema amministrativamente complesso in cambio di un tasso forfettario in aumento dell'8 per cento del prezzo di riferimento che ha condotto ad una diminuzione del dazio; l'eliminazione del prezzo d'intervento significherebbe l'eliminazione del sistema del plafond in quanto la nota 7 diventerebbe inapplicabile. Questo comporterebbe un aumento del dazio attuale da circa 210 Euro/tonn. a circa 264 Euro/tonn., cosi come la soppressione della riduzione per il Basmati; nonostante esistano delle forti argomentazioni giuridiche a favore dell'interpretazione sopra esposta, non c'e' nessuna garanzia che queste vengano accolte da un Panel del WTO o da un organismo d'appello; l'articolo XXVIII del GATT consente la modifica delle concessioni negli impegni. A questo scopo, la Comunita' dovrebbe notificare al WTO la data in cui la proposta di modifica di questo impegno e' destinata ad entrare in vigore non prima di sei mesi antecedenti tale data e al piu' tardi tre mesi prima della stessa; nel caso del riso, la Comunita' dovrebbe negoziare con i partner internazionali che hanno dei diritti iniziali di negoziazione. Le parti contraenti aventi un interesse sostanziale, dovrebbero essere consultate. La compensazione da dare e', in linea di principio, negoziabile, ma non dovrebbe essere 'meno favorevole al commercio di quella prevista in questo accordo prima di tali negoziazioni'; al fine di evitare uno scontro, e' consigliabile dare mandato alla Commissione di aprire le trattative in base all'articolo XXVIII. A questo scopo, la Commissione dovrebbe presentare la proposta di riforma contemporaneamente alla domanda di mandato di negoziazione conformemente all'articolo XXVIII; gli stock d'intervento rischiano di aumentare con costi finanziari elevati per il bilancio comunitario: ogni 100.000 tonnellate di risone rappresentano dei costi di bilancio immediati di 10 milioni di Euro ed un costo ulteriore di bilancio di 4 milioni di Euro all'anno; le linee del progetto di riforma dell'OCM riso illustrate dal Commissario Fischler si rivelano negative per la produzione risicola comunitaria in generale ed italiana in particolare; alla luce di quanto sopra diviene necessario bloccare questo progetto di riforma richiedendo il mantenimento del prezzo d'intervento e la rinegoziazione della tariffa o attraverso l'eliminazione del prezzo plafond oppure attraverso la correzione di quegli elementi tecnici di costruzione del prezzo plafond che hanno portato il sistema a cerare enormi svantaggi per la commercializzazione della produzione risicola comunitaria; impegna il Governo: ad attivarsi in sede europea affinche': 1) vengano aumentati gli aiuti a superficie, in funzione delle caratteristiche specifiche della coltura, e la definizione di una SMG per le aree tradizionali con uno specifico aiuto; 2) si individuino norme specifiche di collegamento con le misure strutturali e agroambientali previste nell'ambito del regolamento sullo 'Sviluppo rurale' sulla base delle peculiarita' agronomiche e ambientali della coltura del riso; 3) si arrivi al superamento dell'attuale meccanismo del 'prezzo plafond' preservando il meccanismo dell'intervento, cosi' come espressamente previsto anche dal 'Rapporto Roessler' che evidenzia l'assenza di conformita' tra lo stesso 'prezzo plafond e l'articolo 4.2 dell'accordo agricolo l'aggiunto in ambito GATT; 4) si mantenga comunque il sistema dei dazi all'importazioni; 5) si voti contro all'abolizione dell'intervento. La posizione e' peraltro giustificata dalla considerazione dell'OCM di tutti gli altri cereali - anche nella riforma di agenda 2000 verso cui anche il riso tende ad omologarsi - conferma il sistema di intervento pur associandolo ad riduzione del prezzo d'intervento steso. Il meccanismo, al limite, potrebbe assumere la fisionomia e la denominazione di 'rete di sicurezza o di salvaguardia'; 6) si valorizzi il ruolo delle organizzazioni economiche dei produttori atteso anche che tali operazioni non possono essere sostenute a livello di singole imprese; 7) si mantenga la SMG specifica per il riso, anche in considerazione che, nonostante il trend positivo degli investimenti, la superficie risicola e' comunque inferiore al tetto imposto nel 1995 e che le stime della campagna 99/2000 registrano una flessione della superficie comunitaria di circa 4 per cento rispetto alla precedente campagna. La SMG dovra' essere mantenuta per singolo stato membro e indipendente da quella definita per le altre colture. Analogamente si ritiene necessario mantenere un plafond finanziario specifico per il riso; 8) si favorisca, per l'applicazione del set aside, specifiche indennita' correlate ai piu' elevati costi fissi da sostenere; 9) l'Ue negozi con i partner del WTO nuove regole sulle importazioni prima di prendere qualsiasi altra decisione; 10) la Riforma dell'OCM preservi sia il reddito degli agricoltori che il potenziale produttivo dell'Unione Europea. (7-00938)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.