Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00940 presentata da PISTONE GABRIELLA (COMUNISTA) in data 20000616

La VI Commissione, premesso che: circa 30 famiglie abitano da decenni in appartamenti inseriti, nel complesso S. Andrea al Quirinale di proprieta' del demanio dello Stato; attualmente nel complesso sono ubicati, ma nettamente divisi tra loro: a) dipartimento del territorio centrale del demanio; b) ufficio postale della Presidenza della Repubblica; c) ufficio della questura della Presidenza della Repubblica; d) lavanderia della Presidenza della Repubblica; e) teatro dei Dioscuri e altri locali in uso al ministero per i Beni e le attivita' culturali; f) una trentina di alloggi abitati da altrettante famiglie; sono in corso procedure di sfratto nei confronti delle famiglie attualmente residenti presso il complesso San Andrea al Quirinale allo scopo di destinare la porzione del compendio destinato ad alloggi ad esigenze di 'uso governativo' ritenendo che la trasformazione della direzione centrale del demanio in agenzia implichi 'l'assoluta necessita' di implementare gli spazi adibiti agli usi propri e alle ulteriori esigenze del costituendo ente pubblico istituzionale, che svolgera' la propria attivita' istituzionale prevalentemente nel compendio de quo'; evidentemente tale previsione comporta l'esigenza di un cambio di destinazione d'uso di parte del complesso che, sebbene oggi presenti un uso frazionato, in parte ad uso uffici e un'altra ad uso abitativo, in realta' fu realizzata fin dall'origine per uso residenziale e, solo successivamente, in parte adibito ad uffici; il consiglio comunale di Roma nel mese di aprile 2000, ha votato all'unanimita' un ordine del giorno in cui si impegna il sindaco e la giunta 'a non concedere al ministero delle finanze alcun cambio di destinazione d'uso da residenza a ufficio' in relazione al suddetto complesso San Andrea al Quirinale nonche' 'a solidarizzare con le famiglie colpite dall'ingiusto provvedimento'; la trasformazione da residenze ad uffici nel centro storico di Roma e' un processo da contrastare per impedire l'espulsione della popolazione residente nel centro storico e per essere coerenti con i processi di sviluppo urbanistico della citta' di Roma che prevedono, al contrario, il trasferimento dei sistemi direzionali dal centro verso altri assi di sviluppo; non risulta coerente che la pubblica amministrazione abbia comportamenti difformi in diversi settori della propria attivita'; il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 4 agosto 1999 'Determinazione di particolari disposizioni di tutela dei conduttori di beni ad uso abitativo da dismettere, ove versino in condizioni di disagio economico e sociale ovvero in presenza nel nucleo familiare di soggetto di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1996 n. 104' definisce come condizioni di disagio sociale le seguenti tipologie: a) ultrasessantacinquenni; b) con 5 o piu' figli a carico; c) con famiglia monoparentale; d) iscritti alle liste di mobilita'; e) titolari di trattamento di disoccupazione o integrazione salariale; f) costituenti giovani coppie, anche di fatto, che non abbiano superato i trentacinque anni; le condizioni di disagio economico sono costituite da reddito familiare complessivo inferiore ai limiti di decadenza previsti per la permanenza negli alloggi di edilizia popolare aumentato del 20 per cento; impegna il Governo: a prevedere la continuita' del rapporto di locazione, o comunque le condizioni agevolative previste quale per esempio adeguata alternativa per le famiglie che versino in condizioni di disagio economico o sociale, cosi' come stabilito dalla normativa vigente anche per altri settori pubblici, in particolare dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 4 agosto 1999 e che non abbiano la disponibilita' di altro alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare nella citta' di Roma; conseguentemente, fino alla definizione di quanto previsto al punto precedente e per i soggetti aventi diritto, a sospendere le procedure per l'esecuzione degli sfratti in corso. (7-00940)

 
Cronologia
domenica 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono sette referendum abrogativi sul rimborso spese per le consultazioni elettorali e referendarie, sull'abolizione del voto di lista alla Camera, sull'elezione del Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario, sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, sui licenziamenti e sulle trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali. Nessun quesito raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione: la percentuale dei votanti non supera in nessun caso il 32, 5% degli aventi diritto.