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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02532 presentata da GIORDANO FRANCESCO (MISTO) in data 20000712

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della pubblica istruzione per sapere - premesso che: il 30 giugno, la giunta Formigoni ha approvato la proposta d'indirizzo per l'erogazione dei buoni scuola, con un escamotage, che permette di fatto soltanto agli studenti delle scuole private, e in definitiva alle scuole private medesime, la possibilita' di beneficiare di tale forma di finanziamento pubblico; infatti, il buono scuola viene configurato dal centrodestra della Lombardia non gia' come misura di sostegno economico collegata al reddito, e quindi all'effettivo stato di bisogno, secondo quanto stabilito dalla Costituzione, bensi' come rimborso delle rette pagate per frequentare gli istituti privati, visto che al di sotto delle 400.000 lire annue di spese scolastiche (cifra superiore all'entita' delle tasse di iscrizione delle scuole pubbliche) non si ha diritto al buono scuola; la franchigia pari a 100.000 lire, scattera' solo per coloro che sostengono una spesa di almeno 400.000 lire, di fatto saranno escluse dal finanziamento tutte le famiglie di coloro che frequentano istituti pubblici perche' in nessuna scuola statale per tasse e contributi si spende tanto; in sostanza, non e' previsto alcun aiuto per le famiglie in difficolta', mentre una famiglia, composta ad esempio dai genitori e da un figlio iscritto in una scuola privata, e con un reddito annuo di 180 milioni lordi, ha diritto a ricevere un cospicuo contributo regionale; contributo che puo' arrivare fino a 2 milioni all'anno e coprire il 25 per cento delle rette. In tutto 90 miliardi, mentre per il diritto allo studio della stragrande maggioranza degli studenti della Lombardia (circa 1 milione), che frequenta scuole pubbliche, la regione ha stanziato per l'anno 1999-2000 solo 12 miliardi; questo provvedimento e' dunque illegittimo e viola gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione: 1) l'articolo 3 perche' discrimina la stragrande maggioranza degli studenti che frequentano le scuole pubbliche; 2) l'articolo 33, perche' finanzia, con soldi pubblici, indirettamente le scuole private della Lombardia; peraltro, senza attivare alcuna forma di controllo sulla qualita' e sulla serieta' degli istituti privati, al punto che con il meccanismo del buono scuola rischiano di diventare concorrenziali, in nome della presunta libera scelta, soprattutto i cosiddetti diplomifici; 3) l'articolo 34, perche' anziche' fornire un sostegno economico alle persone davvero bisognose per consentire anche a chi e' povero di accedere ai piu' alti gradi dell'istruzione, da' soldi pubblici solo a coloro, che pur essendo ricchi fanno la scelta della scuola privata e di tendenza; in verita' Formigoni aveva gia' provato, nel disegno legislativo originario di attuazione della Bassanini risalente al gennaio del 1999, a concepire il buono scuola quale forma di sostegno pubblico (300 miliardi in 3 anni a copertura totale o parziale delle rette) da destinare esclusivamente agli studenti delle scuole private; in virtu' delle osservazioni di incostituzionalita' formulate dal gruppo regionale di Rifondazione, condivise da DS, Verdi e SDI, il testo fu bocciato dal Consiglio dei ministri, in quanto espropriava lo Stato delle competenze costituzionali in materia di politiche generali dell'istruzione e discriminava palesemente gli studenti delle scuole pubbliche; la maggioranza di centrodestra fu costretta ad estendere il buono scuola, nella approvazione definitiva in consiglio regionale, anche agli studenti delle scuole pubbliche, (vedi legge regionale gennaio 2000) quale forma di ausilio da commisurare anche al reddito familiare e non solo alle spese scolastiche sostenute; forte del recente successo elettorale e dell'appoggio della Lega, il governatore della Lombardia ha completamente disatteso queste prescrizioni e ha cosi' iniziato a concretizzare il suo progetto politico di assumere pieni poteri, a livello regionale, per smantellare definitivamente il welfare, a cominciare dal settore vitale dell'istruzione, predisponendo altresi' il terreno per l'introduzione di un buono formativo anche nel campo della formazione professionale; questo atto non ha nulla a che fare con la questione della parita' scolastica, ma rappresenta, invece, una vera e propria scelta di secessione, che pone le premesse per la creazione, in Lombardia, di un sistema scolastico del tutto anomalo, svincolato dai valori democratici egualitari e pluralisti della Costituzione italiana, e fondato unicamente sul mercato piu' selvaggio, e sull'odiosa discriminazione di classe, in conseguenza della quale verra' garantito il diritto allo studio solo alle persone piu' abbienti; di fronte a queste pestone della Costituzione chiediamo la massima adesione per una forte opposizione e mobilitazione sociale e per l'attivazione di tutte le possibili iniziative istituzionali e legali per sanzionare l'incostituzionalita' di questa delibera, per riaffermare il valore universale del diritto allo studio e la destinazione di qualsiasi forma di assistenza economica esclusivamente a favore di coloro che, pur essendo capaci e meritevoli, sono costretti ad interrompere i loro studi per la mancanza o l'insufficienza dei mezzi materiali -: quali provvedimenti intenda adottare per garantire da parte della regione Lombardia il rispetto della Carta costituzionale. (2-02532)