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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02540 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20000717

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle comunicazioni, per sapere - premesso che: il 5 luglio 2000, nel corso del programma 'In nome del popolo italiano', trasmesso da Rai 3, poco piu' di mezz'ora della trasmissione e' stata dedicata al caso giudiziario relativo alla morte di Marta Russo; in apertura, la conduttrice ha spiegato che sarebbe stato trasmesso un primo filmato che avrebbe esposto le ragioni dei colpevolisti, coloro cioe' che sostenevano le tesi accusatorie nei confronti dei due imputati nel processo, ed un secondo filmato nel quale sarebbero state illustrate quelle degli innocentisti. La giornalista ha sottolineato che tale impostazione era mirata a garantire la correttezza del programma e che corrispondeva al rito processuale di far parlare prima l'accusa e poi la difesa; tuttavia, senza alcuna correlazione logica con l'impianto anticipato e successivamente alla trasmissione dei due filmati, e' stata trasmessa una lunga intervista ad una testimone dell'accusa, Giuliana Olzai, intervista tutta tesa, per la sua impostazione, ad avvalorarne la testimonianza attraverso la descrizione delle conseguenze che la signora Olzai avrebbe dovuto sopportare nella sua vita privata; dopo l'intervista non e' stato trasmesso alcun filmato ulteriore che bilanciasse l'integrazione evidentemente accusatoria che aveva ormai compromesso la correttezza e l'equilibrio dichiarati in apertura; l'articolo 27 della Costituzione stabilisce che l'imputato non e' considerato colpevole sino alla condanna definitiva e deve considerarsi un principio fondamentale ed inderogabile collocato dal costituente nella parte I della Carta dedicata ai diritti e ai doveri dei cittadini; il principio di cui all'articolo 27 impone, dunque vincola chiunque, ed in particolar modo il servizio pubblico di informazione televisiva, e la sua violazione rappresenta una grave lesione non solo dei diritti degli imputati ma anche dei diritti di informazione dei cittadini; il contratto di servizio stipulato tra il ministero delle comunicazioni e la Rai-Radiotelevisione italiana spa, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 29 ottobre 1997, stabilisce, all'articolo 2 che 'il servizio pubblico deve rappresentare l'autonomia e la dialettica delle realta' sociali del nostro Paese in tutta la loro ricchezza dando voce anche a chi spesso voce non ha, il tutto deve tradursi, per ogni genere televisivo e per l'insieme degli spazi informativi, nel richiamo esplicito e nella rappresentazione di tutte quelle realta' sociali a cominciare dal mondo del lavoro, e di tutte quelle problematiche sociali e culturali emergenti che, trovandosi in condizione di debolezza sul piano degli strumenti informativi e nei confronti degli interessi forti, risultano largamente penalizzate. Garantirne l'accesso al sistema informativo, anche in forma diretta, rappresenta un dovere esplicito del sistema pubblico radiotelevisivo'; qualora le posizioni della difesa dei due imputati si dimostrassero fondate, la testimonianza della signora Olzai potrebbe integrare non solo il reato di 'falsa testimonianza' ma anche di 'calunnia' e si rivelerebbe una causa delle gravi sofferenze che i due imputati avrebbero subito ingiustamente; la posizione di un imputato nel processo puo' essere considerata culturalmente e socialmente debole e non puo' non considerarsi una violazione del dovere del sistema pubblico radiotelevisivo, stabilito dalla normativa vigente, non aver dato voce o non aver dato sufficiente spazio ad essa, anche qualora in una sentenza definitiva ne venisse riconosciuta la colpevolezza; il presidente del Comitato per la difesa di Giovanni Scattone e di Salvatore Ferraro, il professor Alberto Beretta Anguissola, ha inviato al Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, al presidente ed al direttore generale della Rai e al direttore di Rai 3 una lettera con la quale ha chiesto che 'le trasmissioni televisive dedicate a questo processo siano veramente improntate ad un rigoroso rispetto della presunzione di non colpevolezza, senza ipocrisie e senza scorretti tentativi di reintrodurre una faziosita' colpevolista dietro l'apparente e conclamata imparzialita'' -: quali provvedimenti intenda assumere al fine di garantire che i programmi trasmessi dalla Rai-Radiotelevisione italiana rispettino l'articolo 2 del contratto di servizio, anche in relazione al principio fondamentale dell'articolo 27 della Costituzione e forniscano un'informazione imparziale e completa dei fatti trattati, in particolar modo ove riguardino procedimenti penali in corso. (2-02540)