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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02543 presentata da RUGGERI RUGGERO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000718

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: secondo i dati Istat e del ministero dell'interno sulla criminalita' emergono alcune chiare tendenze evolutive: la prima e' che dalla fine degli anni 1960, con alcune oscillazioni e un picco nel 1991, l'aumento della criminalita' ha riguardato piu' le grandi citta' che i piccoli comuni di provincia. Nel 1991 le grandi citta' superavano di due volte e mezzo i piccoli comuni per gli omicidi, di sei volte per le rapine e sette volte e mezzo per i furti; la seconda tendenza, che va dal 1991 in poi, segnala una chiara e notevole diminuzione del numero di molti reati a livello nazionale. Eccetto i casi di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (aumentati sino al 1996) e quelli di produzione e commercio di stupefacenti, tutti gli altri reati dopo aver toccato il massimo nel 1991, registrano un'inversione di tendenza e diminuiscono; il fatto che, ad esempio, il tasso di omicidio e' diminuito del 36 per cento nei capoluoghi di provincia, ma solo del 9 per cento negli altri comuni, che il tasso di rapine e' diminuito in modo rilevante solo nei capoluoghi di provincia mentre e' rimasto costante negli altri comuni, dimostrano che, a causa delle diverse velocita' di aumento e di diminuzione, hanno provocato grandi cambiamenti nella geografia territoriale della criminalita'. Oltre il rapporto fra citta' grandi e piccole, anche quello fra aree del nord e del sud e' mutato. Ad esempio, nel 1984, Napoli aveva il tasso piu' alto di furti di autoveicoli di ogni altra citta' italiana, doppio di quello di Milano. Nei primi mesi del 1999 e' Milano in testa alla classifica con un tasso piu' alto del 20 per cento di Napoli; tutto questo per ipotizzare seriamente un fenomeno di nomadismo della criminalita'. Tanto che la dislocazione tradizionale delle forze dell'ordine organizzata piu' nelle grandi citta' e nelle aree del mezzogiorno non risponde pienamente alle nuove realta'. Molte province considerate a basso rischio cominciano a presentare delle falle per la mobilita' della criminalita' che si sposta la' dove c'e' meno presenza delle forze dell'ordine. Si tratta di una rilocalizzazione della criminalita' specializzata a cui deve, cosi', corrispondere una immediata risposta dello Stato nel riequilibrio della propria presenza qualitativa e quantitativa; i dati forniti dalla Lega delle autonomie locali indicano, secondo il parametro delle risorse impegnate come dotazione di polizia sul territorio (sintesi dei tre indicatori: numero dei presidi per 100 Kmq, quantita' media di personale per presidio e personale in servizio ogni 100 mila abitanti), che Mantova e' la provincia che risulta al penultimo posto piu' basso a livello nazionale. Fatto 1000 il punteggio massimo di risorse impegnate, Mantova ha 185 punti. Secondo il parametro della qualita' della sicurezza (calcolato con indicatori di dotazione e di efficacia del controllo della polizia sul territorio), fatto 1000 il punteggio massimo, Mantova e' la quintultima provincia italiana con 479 punti, cioe' agli ultimi posti in Italia, all'ultimo in Lombardia, rispetto a Lecco che ha 493 punti, Bergamo 580, Brescia 586, Varese 592, Cremona 613 e Milano 719; risulta, pertanto, piu' che necessario ed urgente un ripensamento ed un intervento per una maggiore e diversa presenza delle forze dell'ordine a Mantova per bloccare e prevenire gli effetti dell'emigrazione della criminalita' nazionale e internazionale che ripotenziano quella locale; gia' il Ministro dell'interno, in risposta all'interrogazione a risposta immediata dello scorso 5 aprile 2000, a firma Del Bono e Ruggeri, pur prendendo atto che la criminalita' si sviluppa con maggior velocita' e intensita' in province come Mantova e Brescia, e che il problema del riequilibrio territoriale delle forze dell'ordine e' serio e reale, non ha preso alcuna iniziativa per Mantova; Mantova rimane una provincia e a citta' di grandi tradizioni di accoglienza dei lavoratori extracomunitari, dei quali ha e avra' sempre piu' bisogno, tuttavia non tollera piu' qualsiasi forma di illegalita' legata alla criminalita' anche dei piccoli reati. Esiste un quartiere denominato 'Lunetta' che nel tempo e' divenuto luogo di concentrazione del disagio degli abitanti della citta'. C'e' un grave e reale pericolo che Lunetta diventi una situazione sociale esplosiva e incontrollabile dalle forze dell'ordine; visto che quando le forze dell'ordine, pur per brevi periodi presidiano il territorio di Lunetta, le tensioni sociali diminuiscono e c'e' piu' ordine e sicurezza per i cittadini residenti; visto che le autorita' competenti per intervenire sui problemi della sicurezza di Lunetta, cioe' il prefetto e il questore di Mantova sono stati coinvolti gia' da tempo senza risultati benefici duraturi e stabili nel tempo -: se il Ministro dell'interno intenda costituire, in tempi rapidissimi, un presidio con sede fissa e permanente delle forze dell'ordine nel quartiere Lunetta di Mantova, vista anche la disponibilita' del sindaco di Mantova a risolvere la questione della sede materiale, prima che i cittadini residenti ormai esasperati, da se' trovino piu' ordine, sicurezza e giustizia. (2-02543)