Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/08157 presentata da ALBANESE ARGIA VALERIA (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000727
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: con determinazione del direttore generale delle pensioni di guerra del ministero del tesoro n. 2716386 del 31 maggio 1990, alla signora Maria Demurtas vedova di Paolino Pilia, militare deceduto in guerra il 16 giugno 1944, e' stato negato trattamento pensionistico di guerra in quanto l'infermita' letale del coniuge defunto non e' stata riconosciuta dipendente da causa di servizio di guerra; come risulta dalla cartella clinica dell'ospedale militare di riserva di Palermo, all'atto del ricovero (14 giugno l944) il paziente riferiva che «verso le 2 in localita' Mondello (Palermo), entrato in un campo per raccogliere patate, dal proprietario del fondo veniva colpito con arma da fuoco al torace; due giorni dopo il ricovero, il paziente moriva «in brevissimo stato di tempo»; il colonnello medico direttore dell'ospedale annotava sulla cartella: «si presume che la lesione sia dipendente da causa di servizio»; fu sepolto nel campo di inumazione per militari di Palermo, sezione 40, fossa n. 69, e indi (in data 15 maggio 1952) i suoi resti furono traslati nel locale Sacrario Militare dove tuttora si trovano (sezione 236, cappella 2 celletta 104); dal foglio matricolare risulta che il Pilia partecipo' ad operazioni militari in servizio non isolato all'estero (combattente volontario in Spagna) dal 7 ottobre 1937 al 6 giugno 1939, venendo decorato di medaglia della campagna spagnola, avendo diritto al computo di ben 2 campagne di guerra di Spagna; richiamato alle armi, partecipo' dall'11 dicembre 1942 all'8 settembre 1943 alle operazioni di guerra svoltesi nello scacchiere mediterraneo e successivamente alla guerra di liberazione prima in Sardegna (fino al 18 settembre 1943) e poi in Sicilia (fino al decesso); l'Opera nazionale per gli orfani di guerra di Bologna con verbale 36/4 del 18 novembre 1976 riconosceva alla figlia Silvia l'iscrizione nell'elenco degli orfani di guerra, ritenendo in fatto il decesso del padre «per cause di guerra»; cio' nonostante, il Tar di Bologna con giudizio n. 120/95/G rigettava l'istanza avanzata dalla vedova del Pilia volta ad ottenere la concessione del trattamento pensionistico di guerra con la motivazione che il Pilia era morto a causa di «un'iniziativa del tutto personale, arbitraria ed imprudente, estranea non solo al servizio bellico in quanto tale ma anche alla stessa prestazione di servizio militare»; il Pilia, all'atto del decesso era di fatto ininterrottamente in servizio militare da circa 7 anni; aveva svolto intere campagne di guerra da volontario; all'indomani dell'8 settembre 1943, a differenza di quanto avevano fatto altri (compresi re, principi ed alti generali), aveva continuato il servizio nella guerra partigiana in luoghi operativi (Tarquinia e Palermo); il suo nome neppure compare tra i caduti nella lapide del sua paese natale che ne ricorda la memoria; se fosse rimasto a casa sua, il Pilia non avrebbe avuto nessun bisogno di rubare patate; certamente non ha giovato alla causa del Pilia il lunghissimo periodo di stress e disagi di ogni genere, duramente sofferti, ed inerenti alle costanti prestazioni belliche; i soldati erano affamati a causa dello scompiglio complessivo in cui versavano i vertici militari del tempo, incapaci di garantire come sta scritto in tutti i libri di storia - un minimo di organizzazione in ordine al vettovagliamento e alla stessa sussistenza; i soldati italiani che tornavano in quegli stessi decenni, dall'Africa con steli e vari reperti archeologici venivano accolti in Italia come eroi, cosi' come da eroi erano trattati i soldati di Napoleone o di Hitler che saccheggiavano musei e collezioni artistiche pubbliche o private; la sottrazione di un pugno di patate, compiuta per garantire a se' e ai propri commilitoni quel sostentamento minimo che lo Stato e i vertici militari non erano in grado di garantire pur spettandogliene il dovere, non puo' cancellare un'eroica e lunga attivita' militare -: cosa intenda fare, il ministro interrogato, per far restituire a Paolo Pilia, alla sua famiglia e al suo paese natale, una dignita' ingiustamente cancellata. (5-08157)