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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00967 presentata da CENNAMO ALDO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000727

La VI Commissione, premesso che: la riforma del servizio di riscossione di cui alla legge delega 337 del 28 settembre 98 mentre realizza obiettivi di semplificazione procedurale, di velocizzazione e di migliore operativita' del servizio e, collegando gli incassi alla remunerazione, costituisce uno stimolo alla produttivita', desta tuttavia fondate perplessita' sotto il profilo del mantenimento dei livelli occupazionali; nella fase di realizzazione della riforma, data la vastita' e la complessita' degli aspetti da regolare, mentre sono stati emanati i decreti relativi alla formazione dei ruoli, alle cartelle di pagamento, ai controlli delle Ragionerie dello Stato, alla procedura di sgravio, non sono pubblicati i decreti riguardanti il modello di registro cronologico per gli ufficiali di riscossione e i decreti relativi alla misura delle remunerazioni, ai rimborsi per le spese di esecuzione alle vendite giudiziarie, alla modalita' di accesso all'Anagrafe tributaria; la riforma in corso ha forti ripercussioni sull'organizzazione delle aziende concessionarie essendo ridotta l'attivita' di notifica, essendosi ridimensionate le attivita' contabili, essendo eliminata buona parte dell'attivita' burocratico-amministrativa (eliminazione del visto sui verbali, incremento processi telematici, eccetera); le stesse norme recate dal decreto-legge 446 del 1997 volte a liberalizzare la gestione delle fiscalita' locali producono effetti sul sistema delle attuali aziende concessionarie, essendo sempre piu' frequenti i casi di gestione diretta; della consapevolezza di tali effetti sull'organizzazione del lavoro delle aziende concessionarie e' testimonianza la clausola di salvaguardia varata al fine di mantenere per un biennio ai concessionari la remunerazione antecedente alla riforma e consentirne la riorganizzazione; al momento gli esuberi sono diver-se migliaia e riguardano esclusivamente aziende operanti nelle regioni meridionali gia' gravate da una situazione non favorevole e gia' penalizzate da un contesto sociale ad altissima disoccupazione; il Governo avrebbe dovuto valutare ed approfondire tale questione in anticipo e invece si trova a dover intervenire dinanzi all'emergenza, e solo dopo che le aziende concessionarie hanno preannunciato l'apertura delle procedure previste dalla legge n. 223 del 1991 e dalle organizzazioni sindacali e' stata richiesta l'apertura di un tavolo con i Ministri del lavoro, tesoro e finanze; la situazione si presenta grave in Puglia, Calabria e Campania. In Puglia, dopo una proficua trattativa, si e' registrato un rilevante miglioramento, in Calabria e in Campania bisogna pervenire ad una rapida e serena ricerca di soluzione del problema coinvolgendo tutte le parti; nei giorni scorsi e' esplosa la situazione in Irpinia: il 10 luglio e' stata consegnata dall'azienda locale (Gestioni Esattoriali Irpine) alle rappresentanze sindacali la comunicazione di apertura della procedura ex-articolo 147 Ccnl e in essa il rimedio previsto dall'azienda e' la riduzione del personale attraverso la ex legge n. 223 del 1991 nella percentuale del 60 per cento degli attuali addetti. Si tratta di un problema gravissimo proprio perche' esplode in un'area ad altissimo indice di disoccupazione; impegna il Governo: a chiedere alle aziende concessionarie (in primo luogo alla Gei irpina) di sospendere ogni riduzione del personale avviata visto che intanto fino a luglio 2001 sono garantiti i livelli di remunerazione con la cosiddetta 'clausola di salvaguardia' (che si stima pari a 1.221 miliardi di cui un 35 per cento in fase di assegnazione a titolo di acconto); a modificare il sesto comma dell'articolo 63 del decreto legislativo 112 del 13 aprile 1999 dove recita - 'nel caso in cui alla scadenza delle concessioni della riscossione dei tributi e di altre entrate degli enti locali' - oppure di disdetta del servizio di riscossione da parte degli enti locali - 'il relativo servizio venga esercitato direttamente dall'ente locale o affidato ad altri soggetti, il nuovo concessionario del servizio di riscossione riconosce nell'assunzione di personale da adibite all'attivita' di riscossione, priorita' - ai dipendenti dei precedenti concessionari e, in particolare, agli ufficiali della riscossione abilitati dalle procure della Repubblica o dai prefetti e solo successivamente agli ufficiali della riscossione di cui al comma 1' sostituendo il termine priorita' con l'espressione 'la continuita' del rapporto'; a modificare l'articolo 1, comma 1, lettera r - dove recita 'previsione, nel rispetto dei princi'pi di economicita' di gestione, di misure dirette a favorire la continuita' del rapporto di lavoro dei dipendenti delle societa' concessionarie della riscossione dei tributi e delle entrate degli enti locali, nel caso in cui, alla scadenza delle riscossioni in atto, - il servizio di riscossione venga esercitato direttamente dall'ente locale o affidato ad un soggetto terzo; a tal fine dovra' prevedersi che il nuovo soggetto che esercita il servizio di riscossione possa riconoscere priorita' nelle assunzioni di personale adibito alle medesime attivita' di riscossione, ai dipendenti dei precedenti concessionari' aggiungendo al termine priorita' l'espressione 'riconosce la continuita' del rapporto'; all'istituzione ed attuazione di una norma che prevede l'utilizzo dell'avanzo patrimoniale derivante dall'accantonamento per il Tfr per consentire l'avvio alla pensione di una quota del personale del settore ai quali mancano almeno 5/7 anni all'acquisizione del diritto per le vie naturali. (7-00967)

 
Cronologia
mercoledì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping (AC 6276), che sarà approvata dal Senato il 16 novembre (legge 14 dicembre 2000, n. 376).

venerdì 28 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'Assemblea straordinaria approva il progetto di fusione per incorporazione in Banca Intesa delle principali banche commerciali del gruppo: Banco Ambrosiano Veneto, Cariplo e Mediocredito Lombardo.