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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02584 presentata da FEI SANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000919

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle comunicazioni, per sapere - premesso che: l'operazione Seat-Tmc e' apparsa pubblicamente come un'operazione spinta, sostenuta e voluta dall'attuale Governo e dalla sua maggioranza; la Telecom, ex monopolista, protagonista dell'operazione suddetta, gode di una concessione totale per la telefonia come servizio per conto dello Stato; la Telecom, con gli addebiti agli utenti allacciati in rete, riscuote tuttora un canone che ammonta a circa 8.000 miliardi all'anno; far pagare ai propri concorrenti l'uso delle proprie reti, peraltro gia' finanziate da un canone obbligatoriamente prelevato per legge a tutti gli utenti di telefonia fissa, siano o no suoi clienti, e' il paradosso della Telecom; tale posizione della Telecom, dominante nel proprio settore, si configura come un vero e autentico abuso in spregio della lettera e dello spirito delle disposizioni comunitarie; la connivenza del Governo e di conseguenza dello Stato e' un chiaro esempio di aiuto governativo ad una societa' privata, anche questo in contrasto con le disposizioni comunitarie; alcuni esponenti di Governo hanno apertamente dichiarato che la soluzione sarebbe quella di cambiare la legge per adeguarla all'operazione di Telecom su Seat-Tmc -: se gli esponenti dell'attuale Governo, con il sostegno della maggioranza, collaborino a tale operazione fuori dalle regole con l'intenzione di costituire un terzo polo radiotelevisivo da gestire in futuro con prevaricazione; se a questo stesso scopo il Governo intenda, tramite decreti e regolamenti vari varati entro la fine della legislatura, sottrarre canali e frequenze alle emittenti locali; se il Governo intenda, per rimediare a questa situazione scandalosa, obbligare Telecom a conferire ad una societa' ad hoc, completamente distinta, l'intera rete di sua proprieta' e ad operare una scissione di societa' con la conseguente distribuzione delle azioni risultanti ai soci di Telecom in proporzione alle rispettive partecipazioni; i ricavi di questa nuova societa', cui verrebbe trasferita la proprieta' e la gestione della rete, sarebbero rappresentati unicamente dalla messa a disposizione dei vari operatori del settore della rete stessa, a condizioni di mercato e sostanzialmente uguali o equivalenti per tutti, con esclusione di qualunque canone o balzello a diretto carico degli utenti; una soluzione in sostanza simile a quella prevista per le ferrovie dello Stato, in quanto la giustificazione giuridica di un simile obbligo imposto a Telecom starebbe nella considerazione che la societa' monopolista della rete occupa anche una posizione dominante nel settore, e quindi e' esposta ad abusare di tali situazioni a danno dei propri concorrenti, ed in definitiva degli utenti e ad esclusivo vantaggio dei propri azionisti. (2-02584)