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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02585 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20000919

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della sanita', per sapere - premesso che: nella lettera del 1^ luglio 1998 indirizzata ai ministeri della sanita', del lavoro e dell'interno, all'assessore della sanita' della regione Veneto, all'assessore alle politiche sociali della regione Veneto, ai segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL e alla federazione nazionale collegi infermieri professionali il presidente dell'Uripa (Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani) Roberto Volpe denunciava che con il decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni erano state soppresse le locali scuole per infermieri professionali a favore di diplomi universitari attraverso percorsi di laurea breve con la conseguenza di creare una situazione drammatica e di emergenza dettata dalla prossima impossibilita' di assunzione di personale infermieristico nelle residenze che offrono servizi socio sanitari a persone anziane e disabili non autosufficienti della regione Veneto, per carenza di detto personale. Continuava dicendo che, a fronte di un aumento da tutti ormai certificato dell'invecchiamento della popolazione del nostro paese, e di conseguenza di un aggravamento generale delle condizioni di salute della popolazione anziana, sempre piu' bisognosa di servizi sanitari diretti, si e' gia' oggi nella condizione di non aver nel mercato del lavoro, un numero sufficiente di figure, quali gli infermieri professionali, colonne portanti dei servizi sanitari a favore della popolazione anziana non autosufficiente, essendo ormai quotidiane le lettere di dimissioni del personale infermieristico chiamato a svolgere la propria professionalita' nelle locali aziende sanitarie, anche per rapporti di lavoro a tempo determinato. Incomprensibili risultavano quindi, a suo parere, i provvedimenti legislativi che avevano portato di fatto ad un blocco cosi' significativo di possibilita' di lavoro, a fronte di un'offerta in crescita esponenziale, paradossalmente, in un momento in cui la crisi occupazionale sembra essere l'argomento predominante nel nostro paese. Volpe al proposito ricordava come, le oggi soppresse scuole infermieristiche, dislocate nell'intero territorio regionale, fossero una garanzia anche di lavoro locale, con un percorso formativo che includeva una contribuzione allo studio certamente significativa, non ultimo in termini di aggravamento della drammatica situazione, andava considerata l'ingiustificata differenziazione dei contratti di lavoro tra enti locali, enti privati, ed i contratti sanitari di gran lunga piu' favorevoli ai lavoratori; nella lettera del 22 gennaio 1999 indirizzata ai Ministri della sanita', del lavoro e dell'interno, agli assessori della sanita' e delle politiche sociali della regione Veneto, ai segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL e alla federazione nazionale collegi infermieri professionali veniva ribadito che alla carenza di reperimento di personale con diploma di infermiere professionale, si aggiungeva anche un esodo degli stessi operatori verso le aziende ULSS e le aziende ospedaliere, dove la prestazione professionale espletata, risulta piu' gratificante e prestigiosa, al tempo stesso meno stressante e meglio retribuita, sollecitando pertanto un'urgente soluzione del problema, che a suo avviso, potrebbe anche risolversi con la modifica dell'attuale percorso formativo, previsto per il diploma universitario in scienze infermieristiche; nella denuncia presentata al procuratore generale della Repubblica di Venezia in data 27 aprile 1999 si osserva che con l'istituzione della laurea in scienze infermieristiche, si e' creato un livello di partecipazione assolutamente inferiore al fabbisogno, rendendo quindi impossibile per cause non dipendenti dalla volonta' dell'Uripa di garantire nel breve termine nelle sue strutture l'assistenza sanitaria per gli ospiti e la continuita' terapeutica; essendo risultati tutti vani i tentativi avanzati in sede regionale e nazionale presso gli assessorati e i ministeri competenti, si potrebbero determinare a breve o in futuro situazioni di danno per le istituzioni e per le persone assistite, senza colpa dell'Uripa, e per questo si era pervenuti alla determinazione di denunciare la situazione significando che, per detti mancati interventi, sia ravvisabile ipotesi di reato; nella segnalazione a tutti i parlamentari del Veneto del 12 luglio 2000 si osserva che a parere dell'associazione e' necessario agire da un lato con misure contingenti che possano sopperire l'emergenza, e dall'altro, cominciare a mettere in atto dei provvedimenti che nell'arco di due, tre anni, possano riequilibrare le attuali carenze che le proiezioni prossime future indicano in aumento, mentre nell'immediato, oltre a snellire le procedure burocratiche previste per il riconoscimento del titolo infermieristico, si dovrebbe superare il contingente massimo annuo di ammissione previsto per gli extracomunitari. Si osserva ancora che in tale direzione si potrebbe percorrere anche la strada del reinserimento lavorativo del personale infermieristico gia' posto in quiscienza, alcuni correttivi, inoltre, potrebbero essere rappresentati da un abbattimento delle tasse d'iscrizione e dalle convenzioni tra le aziende ULSS e le universita' per l'apertura di corsi distaccati in zone decentrate dalle sedi universitarie -: vista l'insistenza con cui il presidente Roberto Volpe si e' rivolto a tutti gli organi competenti, vista l'urgenza che la questione richiede, vista anche la delicatezza della materia trattata, e cioe' la salute e l'assistenza alla nostra popolazione piu' anziana e quindi piu' bisognosa, quali interventi - anche di emergenza - siano stati predisposti dalle amministrazioni ministeriali centrali interessate (sanita', lavoro, universita') ovviamente d'intesa con le amministrazioni regionali. (2-02585)