Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02605 presentata da GIOVINE UMBERTO (FORZA ITALIA) in data 20000927
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: l'assessore all'urbanistica del comune di Lodi ha annunciato a meta' settembre 2000 che l'amministrazione comunale concedera' in diritto di superficie gratuito un'area di proprieta' pubblica per la costruzione di una moschea. La richiesta di concessione risale al 12 luglio 2000 ed e' stata presentata dall'Al Wakf Al Islami, ente di gestione dei beni islamici in Italia, una onlus regolarmente riconosciuta; l'area individuata per la costruzione della moschea rappresenta una superficie di circa 1.500 mq posta tra il centro commerciale di via Grandi e la tangenziale sud di Lodi, una zona di grande passaggio per chi transita tra Milano, Lodi e Piacenza. Il consiglio di zona di San Fereolo-Robadello, entro la cui circoscrizione e' stata individuata l'area di interesse, non e' stato interpellato dall'amministrazione comunale per discutere della scelta, che invece e' stata presentata come dato di fatto; rappresentanti delle organizzazioni cattoliche molto attive nel Lodigiano hanno lamentato la scelta del comune di non concedere quell'area alle associazioni di volontariato locali molto bisognose di spazio. Anche la cittadinanza ha manifestato perplessita' e preoccupazioni, per il timore che una nuova grande moschea rappresenti un catalizzatore per tutti gli immigrati islamici della zona, favorendo fenomeni di illegalita' e disagio collegati all'immigrazione clandestina; la popolazione musulmana regolarmente censita in Italia solo in minima parte e' rappresentata da cittadini italiani, mentre gli immigrati sono per lo piu' arabi, balcanici, curdi, asiatici che non intendono stabilirsi in modo permanente nel nostro paese. Nonostante il numero delle comunita' e associazioni islamiche sia crescente, non esiste di fatto alcun accordo con lo stato italiano, a differenza di altre confessioni religiose Lo scorso 8 luglio e' stato approvato lo statuto del consiglio islamico d'Italia presieduto dall'ambasciatore 'al-Ha'ji' Mario Scialoia e che raggruppa tre grandi istituzioni dell'islam in Italia: Ucoii (Unione delle comunita' e organizzazioni islamiche italiane), Centro islamico di Roma e Lega mondale islamica. Tra le finalita' dell'associazione c'e' quella di provvedere 'a quanto possa occorrere alle comunita' islamiche in Italia per l'assolvimento dei loro fini istituzionali di culto, istruzione, beneficenza e assistenza' (articolo 22 dello statuto); assenza e in attesa dell'inizio di un negoziato formale per il raggiungimento di un'intesa fra lo stato italiano e il Consiglio Islamico d'Italia prevista dall'articolo 8, comma 3 della Costituzione, e non essendo delineati diritti e doveri se non nei principi generali espressi ai comma 2 dello stesso articolo, manca una politica degli insediamenti religiosi islamici in Italia e della relativa collocazione dei luoghi di culto permanenti -: se risulti al Ministero dell'interno che il Consiglio Islamico d'Italia abbia gia' presentato una proposta di intesa con lo stato italiano e, in caso affermativo, con quali tempi il ministero intenda negoziare tale proposta; quali indicazioni il ministro intenda dare alle prefetture e agli enti locali per impedire che il sorgere di moschee in assenza di un regolamento di legge crei disagio e scontento nell'opinione pubblica. (2-02605)