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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02633 presentata da LO PRESTI ANTONINO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20001006

I sottoscritti deputati chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: notizie di stampa delle ultime settimane hanno rivelato l'esistenza di una indagine aperta dalla procura di Palermo fin dai primi anni novanta su presunte collusioni tra mafia, imprenditori, cooperative e uomini politici del PCI-PDS; le indagini, in particolare, avrebbero accertato il coinvolgimento del deputato regionale del PDS Domenico Giannopolo che riveste anche la carica di sindaco del comune di Caltavuturo in provincia di Palermo; sempre dalla stampa (Il Giornale del 26 settembre 2000, pagina 6) si e' appreso che la procura di Palermo sta indagando sull'esistenza di una talpa che nella primavera del 1999 avrebbe avvisato il Giannopolo dell'esistenza delle indagini a suo carico, consentendogli di precostituirsi la prova della sua innocenza, attraverso la spedizione di un documento a sua firma che risale, appunto, alla primavera del 1999, al prefetto di Palermo ed alla Commissione nazionale Antimafia, nel quale denunziava anomalie, infiltrazioni e comportamenti sospetti di alcuni imprenditori che oggi risultano indagati per mafia ed in alcuni casi sono stati tratti in arresto; sembrerebbe, pertanto, che fin dalla primavera del 1999 gli organi dello Stato (prefettura e questura) fossero a conoscenza del grave livello di penetrazione della mafia nel territorio madonita ed, in particolare, in quello 'governato' dal sindaco diessino Domenico Giannopolo, per effetto sia della denuncia di quest'ultimo ma altresi' - e' certamente da ritenere - a causa delle indagini della magistratura che riguardavano direttamente il primo cittadino di Caltavuturo nell'esercizio delle sue funzioni; non risulta, tuttavia, che il prefetto di Palermo abbia mai assunto alcuna iniziativa in merito alla denuncia dello stesso Giannopolo o ai fatti per i quali era indagato, come invece con meritevole solerzia aveva fatto, nello stesso periodo, per i comuni di Bagheria, Ficarazzi e Villabate, governati dal Polo delle Liberta', dapprima sottoposti, sulla base di semplici sospetti - rimasti tali - ad un'accurata indagine ispettiva e quindi sciolti per infiltrazioni mafiose nell'aprile-maggio dello scorso anno; allo stesso modo nessuna iniziativa e' stata assunta dalla prefettura di Palermo in merito alla situazione del comune di Isola delle Femmine, a guida centrosinistra, i cui amministratori, sempre nello stesso periodo, venivano indicati con notizie riprese anche da atti ispettivi parlamentari (v. int. a risposta in Commissione n. 06839) come collegati direttamente o indirettamente con la mafia; nell'ambito del clamore suscitato dalle indagini che riguardano il sindaco di Caltavuturo ed altri esponenti del PDS siciliano, si e' inserita la dichiarazione dell'ex segretario del PCI di Palermo della fine degli anni Cinquanta, Napoleone Colajanni, che ha rivelato come gia' a quell'epoca il Partito comunista prendesse soldi dagli appaltatori '....ci davano i soldi per una forma di assicurazione a sinistra...' (v. Il Giornale 26 settembre 2000, pagina 6) dimostrando in tal modo come fin da allora il PCI svolgesse un'azione protettiva - come peraltro era ed e' nello stile della mafia - degli imprenditori che per lavorare dovevano pagare tangenti e come, in un contesto storico nel quale la mafia era certamente piu' forte, meno nota agli inquirenti e con palesi collegamenti con la societa' dell'epoca, il Partito comunista non disdegnasse contatti 'impuri' per finanziare la propria attivita' politica -: se, alla luce di quanto e' emerso dalle indagini della magistratura e dai fatti sopra esposti, non si ravvisino ritardi e/o inadempienze da parte della prefettura di Palermo nel valutare la situazione amministrativa del comune di Caltavuturo in rapporto agli evidenti rischi di infiltrazione e/o collegamenti inquinanti con ambienti imprenditoriali vicini a Cosa Nostra da parte degli amministratori comunali e del sindaco in particolare; le ragioni per le quali la prefettura di Palermo ed il Ministero dell'interno abbiano usato due pesi e due misure nel valutare atti di identico allarme sociale che hanno indotto a procedere allo scioglimento dei comuni di Ficarazzi, Villabate e Bagheria ed a soprassedere, invece, nel caso del comune di Calatavuturo ed in quello del comune di Isola delle Femmine; se le ragioni di tale discriminazione abbiano fondamento nel diverso colore politico degli amministratori dei predetti comuni e se non ritengano opportuno disporre un'indagine ispettiva volta ad acclarare la regolarita' delle procedure seguite dalla prefettura di Palermo nell'esaminare i succitati casi e la congruita' ed opportunita' dei provvedimenti adottati a carico dei comuni di Bagheria, Ficarazzi e Villabate; se siano in corso accessi ispettivi da parte del Ministero dell'interno o della prefettura di Palermo nei comuni di Caltavuturuno e di Isola delle Femmine e quali iniziative intenda assumere il Ministro dell'interno per garantire la trasparenza e la legalita' nelle amministrazioni citate; se siano in corso indagini sulle eventuali responsabilita' penali degli amministratori dei comuni sciolti per mafia, da collegarsi agli atti, ai comportamenti amministrativi da essi compiuti nell'esercizio delle loro funzioni, in rapporto ai presunti inquinamenti delle loro amministrazioni; quanti avvisi di garanzia in relazione a tali indagini la magistratura abbia inviato agli amministratori dei comuni sciolti per mafia; se siano in corso indagini volte ad accertare se l'antica trama dei collegamenti tra l'allora Partito comunista e gli ambienti affaristico-mafiosi degli anni cinquanta e sessanta si sia perpetuata anche nei decenni successivi, senza soluzione di continuita' con i fatti piu' recenti e se non sia ipotizzabile che lungo tale filo conduttore l'onorevole Pio La Torre, in veste di commissario del PCI in Sicilia nei primi anni Ottanta, abbia tentato di fare luce sui perversi legami tra il proprio partito e gli ambienti di cui sopra, candidandosi, di fatto, all'isolamento politico ed a divenire facile bersaglio della mafia. (2-02633)





 
Cronologia
giovedì 28 settembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Danimarca si svolge un referendum sull'euro. La maggioranza dei votanti si esprime contro l'adesione alla moneta unica europea.

mercoledì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva in via definitiva la proposta di legge costituzionale Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero di deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all'estero (AC 4979-D), approvata in seconda lettura dal Senato il 5 ottobre 2000 (Legge Costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1)