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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00140 presentata da FEI SANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20001011

La Camera, premesso che: la Convenzione per la redazione di una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ha presentato un nuovo progetto di Carta, che dovra' essere sottoposto al Consiglio europeo straordinario di Biarritz del 13 e 14 ottobre 2000; secondo i criteri fissati nei Consigli europei di Colonia (giugno 1999) e di Tampere (ottobre 1999), le indicazioni dei Consiglio europeo di Biarritz costituiranno la base per le decisioni in merito alla natura da conferire alla Carta dei diritti fondamentali da assumere al Consiglio europeo di Nizza (dicembre 2000); il Consiglio europeo di Nizza concludera' anche i lavori della Conferenza intergovernativa per la revisione dei trattati, apertasi il 14 febbraio 2000, con l'obiettivo di attuare una riforma dell'Unione europea in vista dell'allargamento, derivante dalla futura adesione di nuovi Stati; a tal fine il Consiglio europeo di Nizza dovra' decidere in merito alla natura della stessa Carta dei diritti, valutando se inserirla all'interno dei trattati oppure riservare a questa il valore di 'dichiarazione solenne' adottata dalle istituzioni dell'Unione europea; e' auspicabile che i concetti di diritti fondamentali, di una eventuale Costituzione europea e di revisione dei trattati non si trattino ne' si valutino piu' come questioni separate o come 'soluzioni tampone' a problemi che - di volta in volta e senza nessuna previsione - si presentano ai quindici membri, ma che invece siano finalmente integrati ad un 'tutto', unico e completo, che possa tradursi nell'espressione di un nuovo ordine europeo, con obiettivi rinnovati e rafforzati, oltre che ampiamente coordinati nella logica di un futuro a lungo termine e di una visione paneuropea che non lasci piu' spazio ai dubbi sia per gli Stati membri sia per gli Stati che contribuiranno alla costruzione, innanzitutto politica, di solidi rapporti e di valide interazioni nel quadro paneuropeo; e' indifferibile, a questo proposito, una riflessione approfondita sullo sviluppo del concetto di 'grande Europa', in un quadro politico e di sicurezza internazionale oltre che economico, possibile soltanto con la creazione di salde e privilegiate relazioni strategiche con la Russia, con i Paesi dei Balcani e con tutti i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo; e' necessaria, in tale direzione, la definizione di un nuovo ordine europeo attraverso la fissazione dei confini finali della 'grande Europa', nonche' la conseguente accettazione di una 'architettura flessibile' delle istituzioni europee, basata sul principio della convivenza dei diversi livelli di governo (federale, confederale, intergovernativo) e sulla logica dei cerchi concentrici e non come fondamento dell'integrazione politica, economica e culturale; il metodo intergovernativo ha dimostrato, anche in occasione della attuale Conferenza per la revisione dei trattati, tutti i suoi limiti e le sue carenze di legittimazione democratica e di rispondenza alle esigenze espresse nel concetto di sovranita' popolare; e' invece fondamentale una revisione coerente e globale dei sistema istituzionale dell'Unione europea, che consenta di rafforzare, in maniera meno temporanea, il carattere democratico dell'Unione e i valori di cittadinanza europea; in questo quadro, appare sempre piu' indifferibile l'esigenza di provvedere ad una ampia e generale riforma delle stesse regole costitutive dell'Unione, per rendere i suoi meccanismi decisionali piu' democratici ed efficaci e consentire ai cittadini europei di avere istituzioni piu' trasparenti ed accessibili, in grado di sviluppare i principi fondamentali di identita' e coesione politica europea, nonche' di pace e di sicurezza; i trattati sull'Unione europea gia' contengono uno serie di principi-cardine dai quali e' possibile partire per costruire saldamente le nuove fondamenta di una futura Unione allargata; sono giudicate ancora deludenti ed insufficienti, nell'ottica delle suddette premesse politiche, le previsioni dei progetto di Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare sotto i seguenti profili: a) la Carta rappresenta un 'passo indietro' rispetto ai diritti riconosciuti da molte Costituzioni europee, compresa quella italiana; b) non appare chiaramente definito il rapporto di tale Carta con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che peraltro gia' riconosce e tutela efficacemente molti dei diritti previsti, ne' quello con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite; c) numerosi diritti individuati nella Carta sono gia' pienamente ricompresi nelle previsioni dei trattati istitutivi dell'Unione; d) la Carta rappresenta una sorta di ampia ricognizione di principi, contenente formulazioni che vanno dall'ovvio al difficilmente comprensibile; e) si rileva una eccessiva ambiguita' in molti dei termini utilizzati per fissare i diritti riconosciuti; f) vi e' una difficolta' di fondo a distinguere tra diritti e liberta' fondamentali, che spesso vengono poste sullo stesso piano; g) manca completamente, nella Carta, il riconoscimento del diritto al rifiuto della guerra come metodo per la soluzione di controversie tra popoli o Stati; h) il riconoscimento della liberta' di impresa e' certamente meno avanzato rispetto a quanto previsto dalla Costituzione italiana; i) appaiono eccessivamente generici i concetti di liberta' di iniziativa economica e fuori luogo quelli di liberalizzazione dei servizi pubblici; l) sono state introdotte formule piuttosto involute circa i diritti sociali e la famiglia, contrapponendosi o sovrapponendosi peraltro a quanto gia' stabilito dalla Carta sociale europea I e II; m) non vengono chiaramente definiti i diritti delle donne e quelli delle lavoratrici; n) appare fuori luogo e comunque insufficiente la definizione dei principi in materia di ricerca; lo stesso progetto di Carta dei diritti fondamentali propone una serie di percorsi ideologici ed astratti, apparentemente ineccepibili, ma che hanno il difetto di non far compiere concreti passi avanti nel processo di integrazione e di consolidamento di una politica dell'Unione e una politica paneuropea piu' concreta; l'obiettivo ultimo dell'Unione deve essere quello di giungere alla elaborazione di un vero e proprio 'testo costituzionale', che includa in un unico contesto i principi fondamentali dell'Unione, le fondamenta della sua organizzazione istituzionale, le regole per il suo funzionamento, nonche' le norme relative alla cittadinanza europea, con particolare riferimento ai diritti e alle liberta' fondamentali, molte delle quali, peraltro, sono gia' contenute nei trattati esistenti; non e' auspicabile l'inclusione sic et simpliciter della nuova Carta nel trattato di revisione, in quanto cio' avra' un senso soltanto una volta deciso quale forma istituzionale dare all'Europa; tale risultato puo' essere raggiunto solo con il consenso effettivo e liberamente espresso dei cittadini europei e non, come dimostrato dalle difficolta' attualmente esistenti, mediante il metodo della cooperazione intergovernativa; impegna il Governo ad adottare una posizione di 'traino' rispetto agli altri Stati membri dell'Unione europea, prevedendo l'elaborazione di un nuovo progetto complessivo di riforma dell'Unione europea, che sia in grado di dare una risposta alle grandi questioni relative al futuro ed alla forma istituzionale da dare all'Unione; a farsi promotore, in questo quadro, di una nuova proposta di revisione complessiva dei trattati sull'Unione europea, che, operando congiuntamente su tutti gli aspetti fondamentali dell'Unione, consenta di giungere alla definizione di' una vera e propria Costituzione europea, comprendente i diritti e le liberta' fondamentali dell'Unione, le basi della sua organizzazione istituzionale, le regole per il suo funzionamento, la definizione delle politiche comunitarie, nonche' le norme relative alla cittadinanza europea; ad adottare ogni possibile iniziativa perche' si giunga alla redazione di un unico testo normativo dei trattati, che unifichi tutte le norme fondamentali vigenti, aggiungendo le nuove disposizioni derivanti dalla revisione complessiva dell'Unione ed eliminando tutte le parti che si ritengano superate o comunque non piu' in vigore; ad attivarsi affinche' la nuova revisione dei trattati contenga, come preambolo costitutivo, la definizione dei diritti e delle liberta' fondamentali, utilizzando e migliorando, a tal fine, il progetto di Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; a favorire un ampio dibattito pubblico, che preveda eventualmente anche la consultazione dei cittadini europei, sul processo di revisione dei trattati e sulla forma e gli obiettivi, soprattutto quelli politici, dell'Unione; a promuovere la fissazione di garanzie per il controllo democratico sul processo di revisione e di adozione di modifiche dei Trattati istitutivi dell'Unione; a proporre, a tal fine, al Consiglio europeo straordinario di Biarritz, del 13 e 14 ottobre 2000, di rinviare ogni decisione in merito alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in vista della conclusione dei processo in atto di revisione dei trattati; a far si' che, al Consiglio europeo di Nizza dei dicembre 2000, non si dia luogo all'approvazione delle modifiche dei trattati definiti dalla attuale Conferenza intergovernativa, ma si proceda alla definizione di un nuovo mandato che, in linea con gli altri impegni, promuova su nuove basi, piu' democratiche, la revisione complessiva dei trattati sull'Unione europea; ad adoperarsi per promuovere una consulta popolare nazionale sulla Carta europea dei diritti fondamentali; a chiarire e definire la posizione italiana in sede europea, con il contributo del Parlamento italiano, mediante un dibattito aperto ed esaustivo, al fine di offrire una proposta chiara in termini di obiettivi, strategie e visioni di lungo periodo sul futuro dell'Europa; a costruire un consenso, su tale posizione, all'interno del Paese e mediante una corretta, piu' ampia e continuativa informazione, che abbia caratteristiche 'bipartisan' e possa contare sulla partecipazione attiva di tutti gli schieramenti politici, anche al fine di garantire il piu' ampio supporto da parte della stessa societa' civile; conseguentemente, ad adottare le necessarie iniziative politiche che consentano di incardinare la riforma complessiva dell'Unione europea verso i seguenti obiettivi strategici prioritari: a) definizione dei confini della 'grande Europa' e adozione dei principio dei 'cerchi concentrici' come motore dell'integrazione economica e politica, in una visione paneuropea dell'Unione e dei suoi rapporti; b) rafforzamento della 'coesione esterna' con i Paesi balcanici e nordafricani; c) attenzione particolare ai rapporti tra Unione europea e Israele, valutando l'eventuale inclusione di Israele nello schema di una 'grande Europa' a cerchi concentrici; d) sostegno ai meccanismi di cooperazione rafforzata a livello comunitario, eventualmente riducendo al minimo indispensabile il livello intergovernativo; e) individuazione di nuovi piani dai quali partire per l'applicazione di una nuova cooperazione rafforzata; f) riforma della politica di bilancio, a partire dai fondi per la politica agricola; g) definizione di nuovi e adeguati standard civili e democratici per l'adesione dei nuovi Paesi all'Unione europea; h) riduzione dell'intervento delle istituzioni comunitarie nei confronti della politica interna degli Stati membri, da ottenere mediante l'adozione di precisi criteri, che evitino l'applicazione di 'doppi standard' a situazioni analoghe, come invece e' accaduto in passato; i) indicazione di una chiara distinzione tra il ruolo del Consiglio europeo e quello della Commissione europea nella costruzione del nuovo modello di Unione; l) rafforzamento del ruolo e dei poteri del Parlamento europeo, anche attraverso l'estensione del meccanismo di codecisione, nel rispetto del principio di sussidiarieta'; m) consolidamento di forme di coordinamento tra i Parlamenti nazionali anche al fine di rafforzare i poteri parlamentari di indirizzo e controllo nei confronti dei rispettivi Governi. (6-00140)

 
Cronologia
giovedì 28 settembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Danimarca si svolge un referendum sull'euro. La maggioranza dei votanti si esprime contro l'adesione alla moneta unica europea.

mercoledì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva in via definitiva la proposta di legge costituzionale Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero di deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all'estero (AC 4979-D), approvata in seconda lettura dal Senato il 5 ottobre 2000 (Legge Costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1)