Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00141 presentata da SCHMID SANDRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20001011
La Camera; premesso che: la stesura definitiva del progetto di Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea rappresenta un evento storico di importanza straordinaria e la Carta costituisce un decisivo passaggio nella costruzione dell'Unione europea, sia per l'originalita' dell'organismo che l'ha progettata, composto dai rappresentanti dei Governi, dei Parlamenti nazionali, del Parlamento europeo e della Commissione, sia perche' essa potrebbe costituire il primo passo verso una Costituzione europea; e' auspicabile che l'approvazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea segni il passaggio dall'Europa del mercato a quella politica, dall'Europa degli Stati a quella dei cittadini, dall'Europa della moneta unica a quella fondata su valori e principi democratici comuni; il contenuto della Carta dei diritti fondamentali, pur nei limiti di un compromesso fra le tante anime e le diverse culture dell'Europa dei Quindici, rappresenta per i suoi caratteri innovativi una pietra miliare nella costruzione dell'Unione europea fondata sui valori democratici; e', infatti, la prima volta che in un documento internazionale di questo livello compaiono, insieme ai diritti civili e politici tradizionali, i diritti sociali ed economici ed i cosiddetti nuovi diritti, come quelli relativi alla bioetica, alla protezione dei dati personali e all'ambiente; il riconoscimento dei limiti che il compromesso in sede europea ha incontrato richiede di favorire un impegno teso a migliorare il contenuto della Carta, soprattutto in relazione a quei princi'pi fondamentali che sostanziano la tradizione costituzionale italiana; si deve considerare, in questo contesto evolutivo, l'opportunita' di prevedere, alla luce del patrimonio culturale e umanistico del continente europeo, il piu' ampio riconoscimento di princi'pi e valori che devono essere alla base della costruzione dell'Unione europea, quali quelli del ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, cosi' come recita l'articolo 11 della Costituzione italiana, e dell'organizzazione interna agli Stati fondata su basi democratiche; si deve considerare l'opportunita' di favorire l'apertura della Carta dei diritti dell'Unione europea al pieno riconoscimento dei diritti fondamentali connessi alle tutele sociali (salute, lavoro, assistenza), valorizzando fortemente il significato e gli orientamenti espressi in molteplici formali risoluzioni del Parlamento europeo, nonche' a quelli, come la tutela della salute riproduttiva, promossi dalla Conferenza mondiale delle donne di Pechino; si deve incentivare la promozione da parte dell'Unione europea del rispetto degli animali, in coerenza con il protocollo sul benessere degli animali allegato al trattato di Amsterdam; si deve rilevare, pertanto, l'opportunita' di favorire le condizioni per ulteriori miglioramenti del contenuto della Carta, cosi' da considerare i diritti in essa riconosciuti come un processo aperto e non un catalogo chiuso; la Carta dei diritti fondamentali, assieme ad una auspicata positiva conclusione riformatrice della Conferenza intergovernativa, rappresenta un passo decisivo nel necessario consolidamento dell'Unione, che sta per procedere a quel processo di allargamento per la costruzione di tutta l'Europa unita che era il grande obiettivo ideale dei padri fondatori della Comunita' europea; e' decisiva l'importanza di un esito positivo del Consiglio europeo di Nizza, nel quale occorrera' assumere decisioni che, a completamento dell'adozione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, delineino una riforma istituzionale dell'Unione fondata su principi - quali l'estensione del voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio ed il potenziamento delle cooperazioni rafforzate nell'ambito dei trattati - in grado di incrementare le capacita' decisionali dell'Unione in vista delle nuove sfide poste dall'allargamento; va ribadito, in proposito, il medesimo auspicio dei padri fondatori per la realizzazione di una grande Europa unita, che assicuri a tutti i cittadini una grande area di pace e di sicurezza accanto ad un livello uniforme di civilta', di democrazia e di garanzia dei diritti individuali; va rilevata l'importanza di favorire un ampio dibattito che coinvolga tutti i cittadini europei, al fine di far procedere di pari passo l'adozione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la costruzione di una architettura europea fondata su rinnovate e solide basi federaliste; si rende ora necessario proseguire con il massimo impegno non solo affinche' la Carta dei diritti fondamentali sia definitivamente approvata in occasione del Consiglio europeo di Biarritz del 13 e 14 ottobre e proclamata in quello conclusivo di Nizza del 7 e 8 dicembre, ma anche affinche' la stessa non si riduca ad una pura dichiarazione di intenti, occorrendo impegnarsi affinche' la Carta assuma carattere giuridicamente vincolante e sia integrata a pieno titolo nei trattati: soluzione, questa, a favore della quale si sono gia' espressi la Commissione europea ed il Parlamento europeo; va richiamata la risoluzione approvata dalle Commissioni riunite Affari esteri e Politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati il 10 febbraio 2000, con cui si impegnava il Governo in un'azione atta a far assumere la Carta dei diritti fondamentali come 'preambolo fondamentale e costitutivo dei Trattati', e le analoghe mozioni approvate dal Senato della Repubblica il 18 luglio 2000, nelle quali, tra l'altro, si afferma che la Carta dei diritti fondamentali da' contenuto concreto alla cittadinanza europea e costituisce il nucleo essenziale di una futura Costituzione europea; in questa direzione si sono pronunciate favorevolmente le numerose organizzazioni sociali, economiche e culturali che, attraverso le audizioni organizzate dal Parlamento e dal Governo italiano, hanno potuto portare il proprio contributo attivo e propositivo nella realizzazione di questo grande evento storico per la costruzione dell'Europa unita; impegna il Governo a svolgere fino in fondo - anche in forza della richiamata grande espressione unitaria del Paese - il proprio mandato al fine di garantire la proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la sua integrazione nei trattati come un risultato ascrivibile all'impegno dell'insieme del Parlamento e dell'Italia; ad assumere ogni iniziativa utile affinche', in vista della conclusione dei lavori della Conferenza intergovernativa per la revisione dei trattati e del Consiglio europeo di Nizza, sia individuata una procedura di revisione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea tale da assumere forme diverse e piu' rispettose delle istanze rappresentative del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali rispetto a quelle proprie della procedura di revisione dei trattati medesimi e a quelle seguite per l'iniziale approvazione della Carta; a promuovere le opportune iniziative affinche' le decisioni concernenti l'adozione della Carta determinino i presupposti per l'evoluzione delle garanzie di tutela giurisdizionale dei diritti fondamentali dell'Unione europea. (6-00141) (Testo cosi' modificato nel corso della seduta)