Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02720 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20001113
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: l'ambito territoriale gravitante sul Mestre-Venezia e che ricomprende i comuni dell'hinterland nelle province di Venezia e Treviso costituisce il nucleo dell'area metropolitana diffusa del Veneto centrale, cosi' come definita dal piano regionale dei trasporti del 1990. Tale area e' attualmente gravata da insufficienti condizioni di mobilita' per le persone e per le merci, che ne penalizzano le potenzialita' di sviluppo socio-economico a causa dei frequenti stati di congestione, sia per gli spostamenti locali che per quelli di lunga percorrenza, turistici e di attraversamento; la regione del Veneto e gli enti locali negli ultimi anni hanno portato l'attenzione per le problematiche di mobilita' dell'area fino al livello nazionale per promuovere soluzioni complessive al problema; con deliberazione n. 64 del 28 luglio 1997 il consiglio regionale faceva proprie le intese e condivideva i tracciati proposti dalla Giunta Regionale per la realizzazione della variante di Mestre all'autostrada A4 e del complesso delle opere di viabilita' complementare; in data 1o agosto 1997 il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dei trasporti e della navigazione, il Ministro dei lavori pubblici e il presidente della regione del Veneto firmarono un accordo quadro per la soluzione integrata dei principali problemi infrastrutturali di interesse nazionale nella regione; la giunta regionale del Veneto ha quindi redatto il progetto preliminare delle opere, prendendone atto con deliberazione in data 9 giugno 1998; in data 10 giugno 1998 il progetto preliminare e' stato consegnato al ministero dei lavori pubblici ed alla direzione generale dell'Anas, per quanto di rispettiva competenza; in data 5 febbraio 1999, su convocazione del ministero dei Lavori Pubblici si e' tenuta una "pre-conferenza" dei Servizi per l'esame del progetto preliminare citato: in quella sede si e' riscontrato il dissenso al progetto da parte di alcuni enti locali, nonche' la richiesta di alcuni approfondimenti e verifiche circa la soluzione adottata; la regione si e' quindi fatta promotrice di un'ulteriore fase di consultazione con gli enti locali interessati ed in data 7 aprile 1999 e' stato sottoscritto dalla stessa regione, dalle due province di Treviso e Venezia e dai comuni di Venezia, Mira Mirano, Pianiga, Spinea, Salzano, Martellago, Scorze', Noale, Zero Branco, Preganziol, Mogliano Veneto, Marcon, Casale sul Sile e Quarto d'Altino uno specifico accordo, denominato "Patto per la mobilita' dell'area centrale diffusa veneta"; a seguito della stipula del Patto e' stato costituito un apposito gruppo di lavoro che ha approfondito sotto il profilo tecnico le problematiche della mobilita' dell'area, con particolare riferimento alle diverse alternative proposte, sia per il breve che per il medio-lungo periodo; in sintesi, la soluzione prospettata risulta composta da diverse iniziative, in grado di fornire soluzioni di breve e piu' lungo periodo, attraverso una stretta integrazione delle nuove opere viarie progettate con il territorio attraversato e con gli interventi programmati per altre modalita' di trasporto, ed in particolare con il Servizio ferroviario metropolitano regionale; la giunta regionale con atto n. 3036 del 7 settembre 1999 approvo' la proposta redatta dal Gruppo di lavoro di cui sopra ed il presidente della giunta regionale con nota del 6 ottobre 1999 trasmise tale proposta alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al ministero dei lavori pubblici; nel frattempo alcuni enti locali (provincia di Treviso e vari comuni delle province di Venezia e Treviso) sottoscrissero in data 14 luglio 1999 ed in data 28 luglio 1999 due documenti che ipotizzano una diversa soluzione tecnica impostata sulla cosiddetta soluzione "Tunnel" in corrispondenza dell'attuale tangenziale di Mestre; sulla base di queste alternative progettuali si e' tenuta il 26 ottobre 1999 presso il Compartimento Anas di Venezia una ulteriore "pre-Conferenza" di servizi fra tutti gli enti interessati al progetto; in tale occasione sono stati registrati i diversi pareri dei singoli enti e la questione e' stata rinviata al ministero dei lavori pubblici per una approfondita comparazione delle soluzioni ipotizzate; il Ministero dei lavori pubblici, d'intesa con l'Anas, ha sviluppato, in quanto istituzionalmente competente alla realizzazione dell'intervento in questione, uno specifico studio di fattibilita' anche per la soluzione "Tunnel"; con decreto n. 29/SEGR/DICOTER del 3 febbraio 2000 il ministero dei lavori pubblici ha infatti attivato un gruppo di lavoro per la comparazione delle diverse proposte; tale gruppo e' stato coordinato dal direttore della DICOTER e formato da rappresentanti del ministero dei lavori pubblici; del ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dell'Anas e dello IUAV; nella comparazione fra alternative e' stata inserita un'ulteriore ipotesi (gia' analizzata come possibile corridoio fin dal '95-'96 dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Venezia) lungo il tracciato della linea ferroviaria dei Bivi; in data 29 maggio 2000 quindi e' stata presentata dalla C.F.I. spa al Presidente del Consiglio dei Ministri un'ipotesi per l'attivazione delle procedure di cui all'articolo 37-bis e seguenti (project financing) per la realizzazione di un'infrastruttura stradale e ferroviaria lungo la linea dei Bivi; si tratta di un'ulteriore soluzione da comparare con le precedenti; il 25 luglio 2000 il Ministro dei lavori pubblici ha quindi presentato l'esito della comparazione fra le diverse alternative ed ha ritenuto l'ipotesi tunnel la proposta progettuale preferibile. Contestualmente, il Ministro dei lavori pubblici ha richiesto agli enti locali di esprimere un parere in merito alla proposta ministeriale; la giunta regionale ha pertanto nominato in data 29 settembre 2000 una specifica commissione tecnica interdisciplinare per l'esame della proposta ministeriale riferita alla realizzazione di un tunnel sotto l'attuale tangenziale di Mestre; la commissione regionale sulla base degli elementi illustrati in una complessa relazione resa nota in data 28 ottobre 2000, ritiene che la procedura impiegata dalla commissione ministeriale per il confronto delle alternative progettuali riguardanti il nodo di Mestre presenti molti punti deboli, sia dal punto di vista metodologico, sia relativamente alla affidabilita' e completezza dei dati utilizzati; il confronto e' stato eseguito impiegando l'analisi multicriteri nella quale e' stato notevolmente sottovalutato, e in buona parte trascurato, il complesso sistema di obiettivi che la soluzione del nodo di Mestre deve raggiungere, quale risulta dalle numerose delibere degli Enti locali negli ultimi anni. L'attribuzione dei criteri agli obiettivi appare in diversi casi incoerente e l'assegnazione dei pesi ai criteri e' stata condotta senza coinvolgere in alcun modo soggetti esterni alla Commissione, pervenendo a risultati che in diversi casi appaiono del tutto arbitrari. L'attribuzione dei punteggi ai vari elementi e' stata eseguita in modo soggettivo, seppure compensato dal metodo del confronto a coppie, anche quando sono disponibili dati obiettivi: questi dati sono talvolta in evidente contrasto con i punteggi attribuiti. (...). D'altra parte molti dei dati di input utilizzati dalla Commissione Ministeriale nella procedura di valutazione appaiono scarsamente affidabili. Questo vale in particolare per alcuni almeno dei risultati della procedura di assegnazione della domanda alla rete, per i valori di capacita' di traffico attribuiti al tunnel sotto la Tangenziale, per i costi e i tempi di realizzazione di quest'opera. In effetti nello studio di fattibilita' del tunnel sono stati trascurati, o valutati solo parzialmente, alcuni importanti problemi riguardanti sia la fase di costruzione che quella di esercizio. In particolare, sono stati sottovalutati i complessi problemi di carattere idrologico e idrogeologico, geotecnico e costruttivo derivanti dalla realizzazione di quest'opera, sia durante la costruzione che nel corso della sua vita: problemi che potrebbero pregiudicarne la stessa fattibilita' tecnica. Sono stati trascurati, o affrontati in modo inadeguato, molti problemi tecnici e ambientali relativi alla fase di costruzione: in particolare quelli riguardanti i mezzi e i metodi costruttivi e lo smaltimento del materiale di risulta dallo scavo, quelli relativi alla realizzazione dei by-pass di collegamento fra le due canne e ai pozzi di risalita. Non e' stata praticamente proposta alcuna soluzione al problema critico dello scambio fra le correnti di traffico all'uscita del tunnel verso Trieste e a quello della riorganizzazione dello svincolo autostradale con l'A27 e la bretella verso l'aeroporto di Venezia: la mancata o inadeguata soluzione di questi problemi potrebbe innescare fenomeni di stop-and-go nel tunnel e lungo la rampa di risalita, i quali oltre alle facilmente immaginabili conseguenze sulla sicurezza, determinerebbero la crisi dell'intero sistema di trasporto. Non e' stato tenuto nessun conto dei vincoli che per ragioni di sicurezza debbono essere imposti alla circolazione nel tunnel: se tali vincoli fossero stati considerati, si sarebbe pervenuti ad un valore della capacita' di traffico del tunnel notevolmente inferiore a quello dichiarato, per cui l'impatto sui volumi di traffico della Tangenziale sarebbe risultato notevolmente diverso da quello previsto dalla Commissione Ministeriale. Non e' certo che, se di tali problemi fosse stato tenuto debito conto, l'opera sarebbe risultata tecnicamente fattibile. In ogni caso i tempi di realizzazione dell'opera, ed i costi sia di costruzione che di esercizio, sarebbero risultati notevolmente maggiori di quelli dichiarati nello studio di fattibilita'. Questa Commissione Regionale ritiene pertanto che, sia per deficienze metodologiche e degli strumenti analitici impiegati, sia per la insufficienza e incompletezza dei dati utilizzati, la graduatoria di merito delle alternative progettuali proposta dalla Commissione Ministeriale, e la conseguente scelta finale del tunnel sotto la Tangenziale quale migliore soluzione, non possano essere accettate -: quale sia la valutazione formale del Governo sul complesso documento presentato dalla commissione regionale interdisciplinare per l'esame della soluzione proposta dal ministero dei lavori pubblici per l'attraversamento del nodo autostradale di Mestre e quale sia lo stato di avanzamento della progettazione complessiva prevista dall'accordo quadro siglato il 1o agosto 1997 e dal relativo protocollo d'intesa, con specifica attenzione alla costruzione della "Nuova Romea" fra Mestre e Ravenna. (2-02720)