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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00149 presentata da BERTINOTTI FAUSTO (MISTO) in data 20001128

La Camera, premesso che: il grave stallo in cui versa la Conferenza intergovernativa di riforma dei trattati, ancora una volta colpevolmente ristretta nelle mani degli esecutivi nazionali e dell'eurocrazia, rischia di risolversi in una ulteriore involuzione dei processi di riforma istituzionale e di esporre l'intera vita politica europea all'assalto dei nazionalismi piu' retrivi, all'influenza nociva di razzismo e xenofobia alimentati dalle paure e dagli sconquassi suscitati in vaste aree popolari e della societa' europea, da processi sempre piu' invadenti di deregolamentazione sociale, da un malconcepito processo di allargamento e da un perdurante deficit democratico del processo di integrazione; la stessa limitata e contraddittoria esperienza della Convenzione incaricata di elaborare il progetto di Carta europea dei diritti - per la prima volta rappresentanti del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali sono stati chiamati a dare il loro diretto contributo ad un processo di natura costituente - rivela che non e' piu' sostenibile l'attuale procedura intergovernativa di riforma dei Trattati istitutivi dell'Unione europea e che sono ormai maturi i tempi di una vera e propria Costituente europea affidata innanzitutto al ruolo propulsivo del Parlamento europeo; il risultato ultimo del referendum danese sull'euro e l'infittirsi in tutta Europea degli appuntamenti e delle richieste di referendum sull'euro, come su altri piloni centrali della vita comunitaria, rivelano che non e' piu' possibile affidare le sorti dell'Europa all'unilateralismo di una moneta unica governata dalla solitudine della Banca centrale europea e condannata, proprio perche' «senza anima» e «senza sovrano», ad essere giornalmente deprezzata dal giudizio, oltre che dei popoli, degli stessi mercati finanziari; i primi passi di una politica estera e di sicurezza comune e di un esercito europeo, fortemente ipotecati dal loro iscriversi negli orizzonti strategici disegnati dalla nuova NATO, nata dal conflitto nei Balcani, e collocati in una sfera istituzionale di fatto sottratta alla sovranita' e al controllo diretti del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, non apportano correttivi, non sanano, ma, anzi sono destinati ad approfondire la crisi di legittimita' delle istituzioni comunitarie; il ventilato avvio a Nizza di procedure di cooperazione o integrazione rafforzata rischia di produrre, rispetto alla attuale armatura istituzionale, altri strappi nel tessuto della democrazia europea e di contribuire ulteriormente alla formazione di potentati senza controllo; la proclamazione, in calendario a Nizza, della Carta europea dei diritti evidenzia ancor piu', pur con i limiti delle attuali formulazioni, l'insostenibilita' di un percorso comunitario affidato alla logica del mercato unico e la necessita' di un salto politico e di qualita' nel processo di integrazione sovranazionale, da conseguire con la conquista di nuovi diritti e poteri democratici, soprattutto a fronte delle inedite potenze sospinte dallo sviluppo impetuoso della scienza nel campo della comunicazione e delle biotecnologie; la Carta europea dei diritti evidenzia, nelle attuali formulazioni, un silenzio inesplicabile sul tema decisivo della pace nel mondo e sull'impegno dell'Unione europea contro ogni forma di guerra, per lo sviluppo delle istituzioni e del diritto internazionale come sedi e strumenti per la risoluzione dei conflitti e di ogni controversia internazionale; le attuali formulazioni della Carta europea dei diritti in materia economica e sociale risentono del forte condizionamento politico esercitato dal Consiglio europeo di Colonia quanto ai compiti e ai confini assegnati alla Convenzione incaricata di elaborarne il progetto; in particolare, il catalogo di diritti economico-sociali disegnato nella Carta ne accentua puntigliosamente le varie vigenze nazionali e prova a confinarli in una dimensione di mera giustiziabilita', in modo da ribadire la primazia sovranazionale dei criteri di convergenza e del patto di stabilita' finanziaria e da frapporre ostacoli allo sviluppo di una politica sociale e di uno spazio pubblico europei, di nuovi poteri comunitari in campo economico e sociale; il vincolo straordinario assunto con il popolo italiano nell'unica occasione in cui e' stata esplicitamente sottoposta al suo giudizio una materia di grande indirizzo comunitario e costituzionale, in virtu' del referendum del 18 giugno 1989 con cui le elettrici e gli elettori, con altissima partecipazione, si espressero con l'88 per cento dei voti per conferire un mandato costituente al Parlamento europeo nell'istituenda Unione europea; impegna il Governo a sostenere nel corso del Consiglio europeo di Nizza una linea complessiva volta alla conquista di una rottura di continuita' rispetto alle formule intergovernative che hanno finora monopolizzato gli sviluppi e le evoluzioni dell'integrazione europea. La vicenda stessa dell'elaborazione della Carta europea dei diritti - fortemente limitata nel suo sviluppo, nella sua piena riconoscibilita' da parte della societa' europea, dai limiti imposti dal Consiglio europeo, dall'eurocrazia comunitaria - rivela che l'integrazione non puo' procedere oltre se non si provvede a colmare con decisione il deficit di legittimita' che attarda le istituzioni europee, se non si rinsalda e ristabilisce un pieno circuito democratico tra societa' europea, Stati nazionali, e istituzioni comunitarie; a contrastare nel Consiglio europeo di Nizza qualsiasi riforma istituzionale che possa danneggiare l'apertura di un limpido e dispiegato processo costituente affidato al ruolo centrale e propulsivo del Parlamento europeo e, conseguentemente, ad esprimersi contro l'attuale testo del progetto di Carta europea dei diritti. (6-00149)

 
Cronologia
mercoledì 22 novembre
  • Politica, cultura e società
    Si conclude il processo All Iberian 1. La Corte di cassazione conferma la sentenza della Corte d'appello di Milano e assolve Silvio Berlusconi per intervenuta prescrizione del reato.

sabato 2 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi rinvia alle Camere per una nuova deliberazione il disegno di legge recante norme sull'organizzazione e sul personale del settore sanitario (A.C. 4932).