Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02750 presentata da MENIA ROBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20001128
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dei trasporti e della navigazione, il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: al termine di una lunga procedura d'asta bandita dall'Autorita' portuale di Trieste, dopo il voto favorevole del Comitato portuale dello scorso 21 novembre, la gestione del molo 7o (che e' il cuore dello scalo giuliano) e' stato aggiudicato - alla societa' Luka Koper, capofila di una non ancora definita societa' italo-slovena; la concessione, della durata di trent'anni, dovra' essere perfezionata entro il 31 gennaio 2001 e per lo stesso termine dovra' essere definita la compagine societaria di cui sopra. Per ora si sa che vi dovrebbero partecipare il gruppo italiano Parisi e l'Impresa portuale Trieste oltre probabilmente all'olandese Ect. Certamente la Luka Koper ambisce a detenere il 51 per cento della societa' e comunque una quota estremamente rilevante; e' opportuno precisare che il porto di Capodistria dista solo una decina di chilometri da Trieste, e' il piu' diretto concorrente del porto giuliano ed e' l'unico porto della giovane Repubblica di Slovenia; la societa' Luka Koper e' poi partecipata quasi integralmente dal governo della Slovenia, il che apre evidenti e particolari problematiche; la "vittoria" della Luka Koper nell'asta di cui sopra e' stata salutata dal maggiore quotidiano sloveno, di emanazione governativa, il Delo di Lubiana, con l'inquietante titolo "Trst je nas", ossia "Trieste e' nostra", la medesima frase che fu dei partigiani jugoslavi di Tito all'epoca dell'occupazione di Trieste nel 1945; in tutta la vicenda si e' notato il disinteresse totale del Governo italiano di fronte a scelte e determinazioni strategiche per Trieste e l'area nordorientale, nonostante le ripetute affermazioni sul ruolo chiave e sulla funzione ponte della citta' e del porto per l'Italia con cui usualmente i membri dello stesso condiscono le proprie visite elettoralistiche -: se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra descritto, quale opinione abbia in merito e per quale motivo fino ad ora se ne sia lavato le mani; se, in particolare, stia bene al Governo italiano che un paese straniero, cioe' la confinante Slovenia, si compri buona parte e magari il 51 per cento del cuore del porto di Trieste; se ritenga o meno che la questione rivesta un preciso interesse nazionale e conseguentemente intenda assumere iniziative interne ed internazionali di rilievo; se ritenga che sia corretto un tale modo di procedere nella politica dell'integrazione dei porti dell'Alto Adriatico che, all'interrogante, appare procedere "al contrario". Sarebbe infatti da attendersi esattamente l'opposto di quanto accaduto e cioe' che il soggetto piu' forte (Trieste e' il porto estremo della settima (?) potenza economica mondiale, l'Italia di 56 milioni di abitanti) "colonizzasse" quello piu' debole. Eppure qui e' Capodistria che si compra Trieste... se, di conseguenza, si vogliano accertare alcune imprescindibili questioni, prima fra tutte la compatibilita' sotto il profilo della legislazione italiana ed internazionale dell'ingresso, in posizione dominante, della societa' Luka Koper, notoriamente emanazione del governo sloveno (stante la mancanza di reciprocita' essendo vietato in Slovenia analogo ingresso ad imprese straniere) come pure la conformita' o meno alla legge della gestione di due terminali nel medesimo bacino; se, conseguentemente, si considerino ugualmente ineludibili la formalizzazione della compagine societaria e la costituzione della stessa in una societa' italiana con l'allargamento ad altri soggetti e operatori italiani che impediscano il controllo di Capodistria sul porto di Trieste; se si ritenga o meno di considerare imprescindibile la dismissione contestuale e totale del terminal container di Capodistria, e non solo la sua progressiva riduzione di operativita' come fino ad oggi dichiarato; se, ove si accertasse la totale correttezza dell'operazione, il Governo intenda comunque impegnarsi per garantire - attraverso l'apposizione di clausole probanti e non eludibili che condizionino la futura concessione del Molo 7o alla cordata facente capo alla Luka Koper - che il porto di Trieste rimanga in mani italiane. (2-02750)