Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02768 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20001206
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: il 14 luglio 2000 si e' conclusa la transazione per l'acquisizione da parte di Brazil Telecom, - di cui, attraverso la societa' Solpart, la Telecom Italia e' azionista di minoranza insieme alla societa' Opportunity che ne detiene la maggioranza, - del controllo della Crt una societa' brasiliana del gruppo spagnolo Telefonica per 800 milioni di dollari; il 12 ottobre 2000, il presidente della Brazil Telecom, Henrique Neves, con una lettera al Presidente del consiglio di amministrazione della societa' brasiliana, Lui's Octa'vio da Motta Verga, ha ufficialmente comunicato la decisione di avviare un'azione giudiziale contro la Telecom Italia per chiedere il risarcimento di 200 milioni di dollari in relazione alla vicenda che ha portato all'acquisizione da parte della Brazil Telecom del 32 per cento delle azioni della Crt; nella lettera del presidente di Brazil Telecom, si afferma che i soci hanno pagato un prezzo superiore al valore effettivo per il controllo della Crt pari a circa 150-200 milioni di dollari e si imputa la responsabilita' di tale esborso eccessivo ad uno dei soci della compagnia telefonica, specificando che "durante le negoziazioni, l'amministrazione della societa' (Brazil Telecom) e' stata limitata nella discussione sul prezzo di acquisto a causa di un previo accordo firmato da uno dei soci della Solpart che accetto' di pagare 850 milioni di dollari, a fronte, inoltre, di una minore quantita' di garanzie"; il 31 gennaio 2000, il consiglio di amministrazione della Brazil Telecom aveva deliberato di fissare come tetto massimo per l'acquisizione del controllo della Crt la cifra di 600-750 milioni di dollari e di formalizzare alla societa' spagnola un'offerta iniziale 730 milioni di dollari; a seguito del rifiuto di tale cifra da parte di Telefonica, nonostante fosse stata costituita una commissione incaricata di svolgere le trattative, composta dai rappresentanti delle due societa', Brazil Telecom e Telefonica, appunto, al fine di raggiungere un accordo, nel mese di febbraio 2000, quando ancora le trattative erano in corso, la Telecom Italia informo' la societa' Opportunity della conclusione del negoziato per la cifra di 850 milioni di dollari; la Telecom Italia non aveva mai informato ne' la Brazil Telecom, ne' il socio Opportunity dell'autonomo svolgimento di trattative separate e non era mai stata investita dal consiglio di amministrazione della prima del compito di negoziare alcun prezzo, ne' tantomeno di raggiungere accordi per una cifra ben al di sopra di quella massima fissata dal consiglio di amministrazione; in un memorandum trasmesso da Opportunity al Ministro per le comunicazioni brasiliano, si legge che "l'accordo concluso da Telecom Italia con Telefonica era completamente a favore del venditore, lasciando Brazil Telecom completamente priva di garanzie. Una situazione assolutamente unica in una transazione di questo genere". Nel memorandum si precisa altresi' che "Opportunity non era contraria ad un innalzamento del prezzo ma voleva che tale prezzo finale riflettesse una transazione equa per Brazil Telecom, pertanto concordo' di innalzare il tetto massimo fino alla cifra di 850 milioni di dollari al fine di garantire maggiore margini di flessibilita' alla commissione incaricata di svolgere le trattative"; Opportunity denuncia in tale documento che "durante tutto il periodo delle trattative era chiaro che Telecom Italia non agisse per garantire al meglio gli interessi di Brazil Telecom e dei suoi azionisti; infatti, mantenne per tutto il tempo una posizione inflessibile, difendendo il prezzo di 850 milioni di dollari"; il maggior esborso di danaro determinato dal comportamento tenuto da Telecom Italia nel corso delle trattative, incidendo negativamente sugli interessi degli azionisti, tra i quali anche il Ministero del tesoro, non solo denuncia una condotta contraria ai principi che devono regolare le relazioni societarie, ma induce a ritenere la ricorrenza di un danno erariale che rischia di essere ulteriormente aggravato dall'avvio dell'azione giudiziale annunziata dal presidente di Brazil Telecom; alcuni organi di stampa italiani (cfr. Panorama, 7 dicembre 2000, pagina 64) hanno annunciato l'acquisto per 810 milioni di dollari, da parte di Telecom Italia, con un esborso ritenuto da molti operatori del settore eccessivo, del 30 per cento delle azioni di Globo.com, un portale brasiliano facente capo ad un grande gruppo editoriale e televisivo, nonostante che il socio di Telecom, Opportunity, avesse offerto al partner, con un investimento molto piu' contenuto, di partecipare all'acquisto di Ig.com, portale creato dalla stessa societa' brasiliana, e che nella classifica curata dalla Media Matrix sui siti piu' visitati risulta meglio piazzato Globo.com -: se il ministro interpellato sia a conoscenza della vicenda relativa all'acquisto della Crt ed in particolare del comportamento tenuto da Telecom Italia nella fase delle trattative svolte in maniera autonoma e senza alcuna autorizzazione da parte del consiglio di amministrazione della Brazil Telecom; se non ritenga opportuno verificare la regolarita' del comportamento di Telecom Italia, considerando l'indubbio vantaggio accordato a Telefonica e considerando i rilievi del presidente della Brazil Telecom sul maggior esborso che il comportamento di Telecom Italia avrebbe comportato nella determinazione del prezzo finale per la conclusione della negoziazione; quali provvedimenti intenda adottare al fine di perseguire, nell'ambito di propria competenza, gli eventuali responsabili di un'operazione che ha leso gli interessi degli azionisti di Telecom Italia, tra i quali anche il ministero del tesoro, considerando altresi' che l'azione giudiziale annunciata dal presidente della Brazil Telecom per il risarcimento dei danni potrebbe determinare ulteriori oneri che graverebbero sul bilancio della societa' italiana; se non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa necessaria per garantire che la politica aziendale di Telecom Italia in Brasile risulti conforme sia alle norme del diritto societario sia ai principi di buona fede e di perseguimento degli scopi statutari nel rispetto degli interessi degli azionisti. (2-02768)