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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02773 presentata da PICCOLO SALVATORE (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20001207

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: si e' recentemente conclusa, anche grazie all'adesione del tesoro, l'offerta pubblica d'acquisto lanciata dal Sanpaolo-Imi sul Banco di Napoli Spa, azienda che nella sua storia plurisecolare ha sempre svolto un insostituibile ruolo di riferimento e sostegno dell'economia meridionale; di conseguenza il Banco di Napoli e' ormai di fatto di proprieta' esclusiva del Sanpaolo-Imi e, a breve, uscira' dalla Borsa; stando anche a quanto riportano le notizie di stampa e le comunicazioni delle organizzazioni sindacali, i primi atti di gestione del nuovo management lasciano chiaramente trasparire l'unico intento di conseguire profitti, disattendendo ogni impegno reale a sostegno dell'economia del Mezzogiorno d'Italia, dove il Banco e' presente con circa 700 sportelli; per gli impieghi, in particolare, diverse piccole e medie imprese stanno gia' sperimentando sulla propria pelle le conseguenze di una politica molto restrittiva che, con la scusante della selettivita' rigorosa nell'erogazione del credito, tradisce l'indisponibilita' piu' assoluta a comprendere la sostanza vera della complessa realta' imprenditoriale del Mezzogiorno e ad adattare, quindi, ad essa - pur sempre nel sostanziale rispetto della qualita' dei crediti - regole di comportamento che per il loro asettico determinismo possono essere applicate soltanto in contesti economici piu' maturi; per la raccolta, traspare, poi, il chiaro obiettivo di impossessarsi della cassaforte storica del Banco, costituita dai suoi 60 mila miliardi di depositi diretti incrollabili, alimentando il sospetto di voler accrescere la "raccolta indiretta gestita" sostanzialmente per drenarla a favore di iniziative economiche lontane ed estranee al Sud; in vista del ridimensionamento progressivo delle attivita' del Banco di Napoli sono stati gia' annunciati tagli occupazionali diretti veramente ingenti (si parla per ora di 1.500 esuberi), con inevitabili ripercussioni anche sul bacino dell'indotto locale, di fatto svuotato; per tutto quanto sopra detto, si profila ormai il rischio della completa sparizione di un centro nevralgico quale e' sempre stato il Banco di Napoli, mediante una operazione di fusione per incorporazione nel Sanpaolo-Imi, pur se probabilmente il marchio resistera', soltanto perche' sfruttato a vantaggio commerciale del gruppo; l'incipit delle nuove strategie aziendali e' stato solennizzato da repentini quanto ingiustificati licenziamenti dei piu' alti dirigenti storici del Banco, cosicche' nessun meridionale conservera' posizioni di primo livello nel management del Banco di Napoli; tali licenziamenti sono stati addirittura deliberati con "procedura di urgenza", dopo che gli interessati ne avevano avuta notizia dalla stampa (Milano Finanza del 9 novembre 2000) e senza che sussistessero validi motivi a supporto, se non quelli del pregiudizio ideologico nei confronti di lavoratori meridionali; nella particolare, sconcertante vicenda, il Gruppo Sanpaolo-Imi, pur dichiarando a parole di voler ricercare accordi di composizione bonaria, nel rispetto dei meriti individuali e delle professionalita' colpite, aveva gia' di fatto deciso la risoluzione del rapporto di lavoro ad nutum; questo modo di gestire lascia chiaramente intendere una strategia aziendale elusiva, se non addirittura lesiva, degli interessi del Mezzogiorno e delle sue prospettive di sviluppo economico -: quali iniziative intendano assumere per verificare che l'operazione di integrazione in atto del Banco di Napoli Spa nel Gruppo Sanpaolo-Imi tenga adeguatamente conto del ruolo del Banco, con riferimento alla funzione fondamentale che esso e' stato storicamente chiamato a svolgere a sostegno dell'economia meridionale, e che le modalita' di attuazione della stessa non contraddicano le linee di indirizzo economico finanziario fissate dal Governo nell'ambito delle politiche di sostegno e di incentivazione dello sviluppo del Mezzogiorno; se non ritengano necessario intervenire per garantire che il piano industriale predisposto dal Sanpaolo-Imi assicuri una effettiva integrazione del Banco di Napoli sulla base di un modello autenticamente federalistico che ne preservi l'autonomia giuridica ed operativa ed eviti il rischio di forti tagli occupazionali che accentuerebbero ulteriormente le tensioni nel Sud; se non vogliano accertare con urgenza che gli immotivati licenziamenti dei predetti alti dirigenti storici del Banco non siano stati causati da gratuiti e inaccettabili pregiudizi e non costituiscano gravi indizi di una strategia di "colonizzazione" aziendale che, peraltro, arrecherebbe un rilevante ed ingiusto pregiudizio all'immagine professionale e culturale degli operatori meridionali. (2-02773)





 
Cronologia
sabato 2 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi rinvia alle Camere per una nuova deliberazione il disegno di legge recante norme sull'organizzazione e sul personale del settore sanitario (A.C. 4932).

giovedì 21 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Commissione affari sociali della Camera approva in sede legislativa la proposta di legge Norme per agevolare l' impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore (AC 7386), che sarà approvata dal Senato il 24 gennaio 2001 (legge 8 febbraio 2001, n. 12).